Se tutti sono concordi nel dire che l’Inter sta andando forte perché ha acquisito la mentalità vincente dell’allenatore, sarebbe facile dire che la fiorentina va male per lo stesso motivo

Se tutti sono concordi nel dire che l’Inter sta andando forte perché – aldilà della rosa comunque fortissima – ha acquisito la mentalità vincente dell’allenatore, sarebbe facile dire che la fiorentina va male per lo stesso motivo. Lo score viola è preoccupante (diciotto partite senza vittoria). ma quello del suo allenatore lo è ancora di più: zero vittorie sulla panchina viola, nove partite senza successi nella sua esperienza precedente a Siviglia. In un anno e mezzo, in venti partite, ha vinto solo contro in coppa Italia con il Monza, squadra di serie C (ma sino a un quarto d’ora dalla fine perdevamo uno a zero).

Eppure, se a Bergamo avessimo vinto, avrei tirato un sospiro di sollievo, ma la sostanza non sarebbe cambiata. Abbiamo subito per tutta la partita la fisicità e la corsa dell’Atalanta, e ottenuto il doppio vantaggio in modo episodico, come a volte accade nel calcio. Non abbiamo giocato alla pari, ci siamo difesi – via via che passava il tempo – con sempre minore efficacia; ai punti avrebbero vinto loro. Per questo non credo che il pareggio sia figlio delle sostituzioni sbagliate dell’allenatore.

Le due belle partite con Napoli e Juventus non traggano d’inganno: soffriamo le squadre che corrono

Le due belle partite con Napoli e Juventus non traggano d’inganno: soffriamo le squadre che corrono, e non è un paradosso se (come accadeva anche nella precedente gestione di Montella) perdiamo punti con le “piccole”: queste tutte, infatti, non potendo contare su grandi individualità, hanno sovente un approccio fisico alla partita, mentre le “grandi” possono anche addormentarle e piazzare la zampata vincente con i loro talenti (Napoli: tre azioni, tre tiri, tre gol).

La squadra viola ha qualche problema, come quasi tutte quelle che hanno cambiato faccia rispetto all’anno precedente, ma anche dei difetti che si stanno via via evidenziando. La coppia centrale non è bene assortita, sia per caratteristiche fisiche che tecniche: due ottimi giocatori, ma che avrebbero bisogno, per poter rendere al meglio, di un compagno più agile. Risultato: vanno spesso in difficoltà, e non riescono a far ripartire l’azione.

Va anche detto che, se Lirola è un terzino, farlo giocare esterno di centrocampo migliora la copertura della fascia, ma penalizza la densità nel mezzo al campo. Pulgar è invece un regista che – complice la scarsa condizione di Badelj – si snatura a giocare più avanti, e Castrovilli, per esaltare le sue caratteristiche, dovrebbe avere più possibilità di giocare a ridosso delle punte, anziché ripiegare in copertura. Senza contare che sul fronte dell’attacco si sente la mancanza di un centravanti in grado di segnare, ma anche di tenere sotto pressione costante un paio di difensori avversari.

manca in rosa un centrocampista che sappia coniugare qualità e quantità

Ma qui la coperta si fa corta: se davanti giochiamo a tre, con un attaccante centrale oltre agli imprescindibili Ribery e Chiesa, di nuovo salta fuori il problema che più di uno aveva osservato a fine mercato: manca in rosa un centrocampista che sappia coniugare qualità e quantità. E da qui non si esce, se non con un 3-5-2 che maschera questa carenza ma ci rende deboli dalla cintura in su.

Questo mi pare il quadro tecnico ad oggi; ma più di tutto temo la delicata situazione psicologica che si è venuta a creare. Quando non vinci da così tanto tempo, subentrano paure e cali di autostima difficili da scacciare; spero che la tendenza si inverta, per Montella e per la squadra; senza però dimenticare che è la squadra che deve sempre essere messa al primo posto. La posta in palio della partita di stasera, ancora una volta, vale più di tre punti per squadra e allenatore.

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Sono nato a Firenze nel 1968. Dai 19 ai 35 anni ho speso le mie giornate in officine, caserme, uffici, alberghi, comunità – lavorando dove e come potevo e continuando a studiare senza un piano, accumulando titoli di studio senza mai sperare che un giorno servissero a qualcosa: la maturità scientifica, poi una laurea in “Scienze Politiche”, un diploma di specializzazione come “Operatore per le marginalità sociali”, un master in “Counseling e Formazione” ed uno in “Programmazione e valutazione delle politiche pubbliche”, un dottorato di ricerca in “Analisi dei conflitti nelle relazioni interpersonali e interculturali”. Dai 35 ai 51 mi sono convertito in educatore, progettista docente universitario, sociologo, ma non ho dimenticato tutto quello che è successo prima. È questa la peculiarità della mia formazione: aver vissuto contemporaneamente l’esperienza del lavoro e quella dello studio – due percorsi completamente diversi sul piano materiale ed emotivo, che trovano un punto di sintesi nell’acquisizione di una esperienze professionali e di vita e nella ricerca di strumenti in grado di analizzarle. Ho buttato via un’enormità di tempo, e pubblicato qualcosa: alcuni racconti e poesie (primo classificato premio letterario nazionale Apollo d’oro, Destinazione in corso, Città di Eleusi), ho esordito nel romanzo con "Le stelle sul soffitto" (La Strada, 1997), a cui è seguito il primo noir "Sotto gli occhi" (segnalazione d’onore Premio Mario Conti Città di Firenze, La Strada, 1998); ho vinto i premi Città di Firenze e Amori in corso/Città di Terni per la sceneggiatura del cortometraggio "Un’altra vacanza" (EmmeFilm, 2002), e pubblicato il racconto "Solitario" nell’antologia dei finalisti del premio Orme Gialle (2002). Finalista anche nel 2014 al festival letterario Grado Giallo, sono presente nell’antologia 2016 del premio Radio1 Plot Machine con il racconto "Storia di pugni e di gelosia" (RAI-ERI). Per i tipi di Delos Digital ho scritto gli apocrifi "Sherlock Holmes e l’avventura dell’uomo che non era lui" (2016), "Sherlock Holmes e il mistero del codice del Bardo" (2017), "Sherlock Holmes e l’avventura del pranzo di nozze" (2019) e il saggio "Vita di Sherlock Holmes" (2017). Sociologo, mi occupo di ricerca sui temi della politica, della comunicazione, della disabilità, della violenza di genere, e svolgo attività di docenza e formazione in ambito universitario. Tra i miei ultimi saggi: "Modelli sociali e aspettative" (Aracne, 2012), "Undermedia" (Aracne, 2013), "Deprivazione Relativa e mass media" (Cahiers di Scienze Sociali, 2016), "Scenari della postmodernità: valori emergenti, nuove forme di interazione e nuovi media" (et. al., MIR, 2017), Identità, ruoli, società (YCP, 2017), "UniDiversità: i percorsi universitari delgi studenti con svantaggio" (et. al., ANCI, 2018). Con "Linea Gotica" (Damster, 2019) ho vinto il primo premio per il romanzo inedito Garfagnana in giallo Barga noir. Il breve saggio "Resistere è fare la nostra parte" è stato pubblicato nel numero 59 della rivista monografica Prospektiva dal titolo “Oltre l’antifascismo” (2019). Dal 2015 curo il mio blog di analisi politica e sociale osservatorio7 (www.osservatorio7.com, oggi su www.periodicodaily.com). Tutto questo, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto a modo mio.

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