Aluko

Se ne era già parlato la scorsa settimana dell’addio alla squadra torinese di Eniola Aluko. Durante lo svolgimento del big math vinto contro l’As Roma è rimasta in panchina dando lo spunto per dare la notizia del prossimo divorzio. Le motivazioni addotte parlavano di una giocatrice senza più stimoli dopo aver raccolto tanti successi anche personali con la maglia bianconera.

Oggi però viene diffusa una notizia che cambia decisamente le carte in tavola.E le accuse sono quelle che devono far riflettere parecchio.

La campionessa nigeriana naturalizzata britannica, 32 anni, affida la sua verità al The Guardian. Da qualche tempo la juventina, ormai quasi ex, scrive editoriali per il giornale inglese. E proprio uno dei suoi articoli si trasforma in una lettera in cui annuncia la sua volontà di chiudere la sua esperienza alla Juventus e raccontare perchè.

Le parole che non avremmo voluto leggere parlano di razzismo, di Torino come una città indietro decenni. Non sugli spalti, negli stadi, dove i cori razzisti fanno ancora pessima mostra. Ma nei luoghi del quotidiano, nella vita fuori dal campo.

A volte Torino sembra un paio di decenni indietro rispetto all’apertura verso diversi tipi di persone. Mi sono stancata di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che rubi qualcosa. Può capitarti tante volte di arrivare all’aeroporto di Torino ed essere trattata come Pablo Escobar per via dei cani anti-droga intorno a te. Non ho mai avuto problemi di razzismo dai tifosi della Juve né in campionato, ma c’è un problema nel calcio italiano e in Italia. La risposta che viene data mi preoccupa: dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo”

Le sono bastati 18 mesi di permanenza a Torino per decidere che era ora di cambiare aria. Soprattutto gli ultimi 6, che scrive essere stati i più duri. Domenica contro la Fiorentina la sua ultima partita in Italia con la Juventus, dopo aver vinto, in un anno e mezzo, scudetto, Coppa Italia e Supercoppa nazionale.

Roma-Juventus 0-4, inizia la fuga?

Questo fine settimana voglio giocare la mia ultima partita per la Juventus, ha scritto Aluko, portando a termine un anno e mezzo di grandi successi e tanto apprendimento. Quando sono arrivata nell’estate del 2018, sono stata conquistata da un grande club e da un grande progetto. Sul campo abbiamo vinto tanto” Ha continuato poi raccontando i primi tempi a Torino “Quando sono arrivata, non sapevo se potevo adattarmi allo stile di gioco, alla cultura, alla lingua e alla città di Torino. Sapevo che avrei giocato, ma non sapevo dove, o quanto bene. In una squadra costruita attorno a un nucleo di nove nazionali italiane, sono riuscita a integrarmi perfettamente. Non credo sia una cosa facile da fare per un attaccante internazionale. Quindi lasciare dopo soli 18 mesi non è stata una decisione facile. Mi rendo conto che la mia attenzione deve essere rivolta ai prossimi 3-5 anni della mia carriera piuttosto che ai prossimi mesi, ma riflette anche il fatto che ho trovato gli ultimi sei mesi molto difficili

La chiusura non lascia dubbi “La mia ultima partita è contro la Fiorentina, seconda classificata della scorsa stagione. È un match importante nella corsa al titolo contro una diretta concorrente. Non vedo l’ora di salutare i tifosi della Juventus che mi hanno mostrato rispetto e sostegno. Domenica torno a casa“.

Il calcio femminile italiano perde con Aluko un’atleta di prestigio mentre i club di serie A maschile riflettono su come risolvere il problema legato al razzismo, realizzando probabilmente che quanto fatto fino ad ora non ha prodotto i risultati auspicati.

Nazionale di calcio femminile boom, tutti pazzi per loro

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