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Pre Inter-Genoa: le dichiarazioni di Davide Ballardini

Domani 28 Febbraio 2021 nello Stadio Giuseppe Meazza alle ore 15:00 si disputerà la partita Inter-Genoa di Serie A. Nel Pre Inter-Genoa il Mister Davide Ballardini ha rilasciato delle dichiarazioni precise e lineari. Niente conferenza per Antonio Conte. Dopo le positività emerse nella dirigenza come l’Ad Beppe Marotta e il Ds Piero Ausilio la squadra si trova in isolamento fiduciario aspettando di svolgere nuovi tamponi dopo quelli che ieri hanno dato risultato negativo per tutti.


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Pre Inter-Genoa: che cosa ha detto Davide Ballardini?

L’allenatore del Genova Davide Ballardini ha rilasciato delle dichiarazioni nel pre Inter-Genoa. Ballardini sulla prestazione della sua squadra: “Servirà un Genoa in salute e nella piena consapevolezza dei propri mezzi contro la squadra che reputo la più forte del campionato. Siamo contenti del nostro percorso ma servirà fare lo stesso anche da domani in avanti”. Sugli avversari Ballardini dice: “L’Inter è un grande banco di prova per il Genoa, hanno un grande spessore fisico e tecnico. Abbiamo grande voglia di confrontarci a San Siro, sarà importante fare una bella prestazione: solo così può arrivare un premio per noi”. Sulla tante gare ravvicinate Ballardini dice: “Impegni ravvicinati? Sappiamo che mercoledì c’è il derby: faremo delle valutazioni legate non tanto alle diffide ma ad altri aspetti”.

Conte: che cosa ha detto ieri 26 Febbraio 2021?

In un intervista al Corriere della Sera Conte ha rilasciato delle dichiarazioni. Perdere è una parola che non vorrebbe mai trovare all’interno del suo vocabolario, su questo argomento Conte dice: “La sconfitta mi fa stare male, so che la vivrò solo. Non perché il mio staff o i miei amici mi lascino solo, ma vivo una sorta di solitudine interna. Sento addosso la responsabilità. Per questo non voglio viverla. Durante la partita l’idea della sconfitta mi spinge a tirare fuori le unghie per azzannare tutti”.

Sulla voglia di reinventarsi Conte dichiara: “Finita la carriera da calciatore sono ripartito rimboccandomi le maniche, con l’Arezzo. Il Conte giocatore aveva vinto tutto, il Conte allenatore è ripartito da zero. Mi sono messo in forte discussione. Chi ha giocato in grandi squadre pensa di poter essere un allenatore, invece è totalmente diverso. Ho avuto un percorso che mi ha portato ad arrivare al pianeta Inter molto più preparato. L’esperienza alla Juve è stata importante, ma ci sono arrivato con il bagaglio costruito precedentemente. Mi avevano sconsigliato l’Inter. Sono per le sfide e l’Inter è la più difficile della mia carriera”.

Pre Inter-Genoa Conte: la mentalità giusta fa vincere

Sulla mentalità vincente Conte dice: “Più difficile trasmettere all’Inter la mentalità vincente o il mio gioco? È più difficile cambiare il chip mentale. Se per 10 anni non vinci ti abitui inconsciamente alla situazione, cerchi alibi o dai la colpa a qualcun altro, non vedi i tuoi limiti né i difetti. L’ambiente si impregna di questo, è importante lavorare non solo sui calciatori ma su ogni settore. Così alzi la pressione e diventi un rompiscatole”. Questa è la differenza tra mentalità per vincere o per campare. Allenatori bravi ce ne sono tanti: penso a Spalletti. Lui è un tecnico molto bravo, che fa calcio. Il problema è riuscire a rompere determinati equilibri per indirizzare la barca dove ti hanno chiesto di portarla. Anche se qualcuno si può pentire di averti scelto”.

Conte: vuole guidare l’Inter a lungo

Conte in nerazzurro spera di restarci a lungo: “Un allenatore, quando decide di sposare un progetto è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Se si è costretti ad andar via dopo poco c’è solo amarezza. Dare la propria impronta e restare per tanti anni è la cosa più bella. È anche più semplice lavorare dopo aver seminato bene. Mi piacerebbe ci fosse una continuità in tutto”. Da avversario voglio ammazzare sportivamente il mio nemico: mandarmi via avrebbe facilitato gli altri.

Quando vado in un club ci entro anima e corpo. Sono passionale e la passione fa la differenza, è contagiosa. La creatura la vivo e la faccio vivere a tutti quelli che lavorano con noi. Se si sente il senso d’appartenenza si dà qualcosa in più. Non so se la mia Inter vincerà, ma faremo di tutto per riuscirci”. Per chiudere, una battuta sulla Nazionale che ha allenato in passato: “Esperienza chiusa? No, assolutamente. Ecco, adesso il solo pensare alla Nazionale mi fa venire i brividi. La mia porta per l’Italia sarà sempre aperta”.

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