Reus

C’era una volta il Borussia Dortmund di Jurgen Klopp. Una squadra capace di stupire l’Europa intera con il suo gioco che era un misto tra spettacolarità e pragmatismo. Una squadra capace di spezzare l’egemonia bavarese in Bundesliga vincendo due campionati consecutivi tra il 2010 ed il 2012, arrivando a giocarsi la finale di Champions contro gli odiati rivali del Bayern nel maggio 2013. Finale poi persa all’ultimo minuto. Con l’addio dell’allenatore ora al Liverpool il Dortmund non si è rivelata la stessa squadra che ci aveva abituato ai successi e al bel gioco dei primi anni 2010.

La situazione dei gialloneri della Ruhr nelle Bundesliga

Nell’attuale Bundesliga qualcosa sembra essere cambiato, infatti dopo 13 giornate i gialloneri della Ruhr sono in testa alla classifica con un distacco importante sulla seconda (+7) e addirittura a +9 sul favoritissimo Bayern Monaco, vincitore delle ultime sei edizioni del massimo campionato tedesco. Molto del merito di questa impresa è da attribuire a Lucien Favre, tecnico arrivato a Dortmund in estate dal Nizza, dopo essere riuscito a portare i rossoneri ai preliminari di Champions League nella stagione 16-17. Un Borussia che in estate era partito a fari spenti, le ultime deludenti stagioni e un mercato non altisonante hanno fatto sì che si venisse a creare un certo scetticismo nei confronti della squadra. Ormai però, arrivati quasi al giro di boa, possiamo affermare alla luce di quello che il campo ci ha fatto vedere fino ad adesso che il Dortmund fa sul serio e si candida prepotentemente per detronizzare ancora una volta il Bayern. Ed in questa rinascita giallonera c’è un particolare che balza subito all’occhio, stiamo parlando dell’attuale capitano dei Die Schwarzgelben Marco Reus.

Reus nella Ruhr

Se andiamo ad analizzare la carriera del folletto tedesco classe ’89 troviamo molte analogie tra quella che è la sua parabola e quella del Dortmund. Reus arriva nella Ruhr nell’estate del 2012, andando a completare un reparto avanzato stellare insieme all’altro astro nascente Mario Gotze e al bomber Robert Lewandoski. Un sogno che si avvera per Marco, nato proprio a Dortmund il 31 maggio del 1989 e fin da piccolo tifosissimo del Borussia. Nella prima stagione Reus non delude le aspettative rivelandosi alla scena europea come uno dei campioni del futuro. Sfortunatamente il tanto lieto fine da lui desiderato non si avvera, e la prima stagione con la maglia della sua squadra del cuore si conclude con la cocente delusione per la Champions League persa all’ultimo minuto contro l’odiato Bayern, nonostante una sua grandissima prestazione. Questa è la sliding door della storia recente del Borussia in quanto dopo questa partita la squadra viene piano piano smantellata e si sceglie di monetizzare vendendo a peso d’oro i protagonisti di quella cavalcata per puntare su giovani potenziali fuoriclasse. Come prevedibile, le offerte per Marco arrivano da mezza Europa con il Dortmund che è più volte sul punto di vacillare.

Reus resta al Dortmund

Ma il giocatore respinge al mittente qualsiasi tipo di proposta, Dortmund è la sua casa. Ha faticato molto per arrivarci ed ora non intende andare via per nessuna ragione. Come anticipato sopra, le successive stagioni si riveleranno deludenti per il Dortmund, che si dimostra incapace di continuare il ciclo iniziato da Klopp e piomba in una serie di risultati insoddisfacenti e in stagioni abbastanza anonime. Per Reus inizia in questi anni il calvario degli infortuni, che metteranno sulla strada del ragazzo ostacoli molto duri da superare. Il destino beffardo, oltre a non permettere al giocatore di giocare con continuità con i gialloneri, lo priva anche del Mondiale 2014 e dell’Europeo del 2016. Competizioni che Reus avrebbe sicuramente giocato da protagonista con la MannSchaft. Quando il ragazzo inizia finalmente ad intravedere la luce in fondo al tunnel diventando tra l’altro capitano della squadra dopo il trasferimento al Bayern di Matts Hummels nell’estate del 2016, ecco che ancora una volta il fato si mette tra Reus e il suo amato Dortmund. Il 29 maggio 2017 si rompe il legamento crociato del ginocchio. Sembra la fine, tutti ormai sono convinti che la fragilità fisica ha avuto la meglio sul talento e che Marco è destinato a rimanere un eterno incompiuto. Iniziano a circolare voci di un suo possibile addio al Borussia, con l’interessamento di Milan ed Arsenal, tutto lascia propendere alla fine del connubio Reus-Borussia Dortmund.

Ma è qui che la società giallonera compie un gesto che a dire di molti fu un gesto ai limiti della follia. Il contratto del numero 11 viene rinnovato. Una grande dimostrazione da parte della società che manda un messaggio eloquente al calciatore: “Noi crediamo ancora in te”. La riabilitazione dall’infortunio non è una passeggiata, del resto il legamento crociato è uno degli infortuni più difficili da superare. Se sommiamo poi tutti i precedenti problemi fisici patiti da Reus il percorso per il suo recupero era sin da subito in salita. Ma nonostante tutte le vicissitudini, l’amore per il calcio e per la sua squadra hanno portato Marco a gettare il cuore oltre l’ostacolo per dimostrare a tutti che lui aveva ancora molto da dare al calcio.

Reus e le presenze in squadra

E adesso, possiamo finalmente dire che aveva ragione. Per farlo basta guardare i numeri dell’attuale stagione che recitano 20 presenze, 12 gol e 8 assist in tutte le competizioni. Il capitano sta letteralmente trascinando il Dortmund al vertice della Bundesliga e ora non vuole fermarsi, vuole andarsi a prendersi il Meisterschale che gli è sempre sfuggito di mano da quando è nella Ruhr. Adesso anche i tifosi ci credono, e mai come ora si affidano al loro simbolo. Un giocatore che rispetto ai primi anni ora è più maturo ed è pronto a caricarsi la squadra sulle spalle per tornare a far assaporare alla sua gente quelle stesse sensazioni provate alcuni anni fa con Klopp in panchina. In questa rinascita c’è sicuramente lo zampino del suo nuovo allenatore Favre, che gli ha ritagliato un ruolo diverso rispetto a quello classico di ala sinistra. Ora infatti Reus gioca stabilmente da trequartista alle spalle della prima punta, libero di svariare su tutto il fronte offensivo e di colpire con i suoi inserimenti letali. Una trasformazione che fino ad ora sta facendo le fortune del Dortmund. Questa è la storia di Marco Reus, una storia che ci insegna che non bisogna arrendersi mai nonostante tutto. E una bella storia di calcio che ora sembra volere a tutti i costi il suo lieto fine, con il ragazzo nato a Dortmund che alza il Meisterschale davanti alla sua gente. Solo il tempo ci dirà se questa favola si realizzerà, nel frattempo non possiamo che augurargli un continuo di carriera lontano da infortuni e problemi, perché il calcio ha bisogno di talenti come lui.

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