moto2 ride by wire
Raul Fernandez, Moto2 race, Catalunya MotoGP 6 June 2021 // SI202106060180 // Usage for editorial use only //

Lo sapevate che la Moto2 è dotata del Ride By Wire? È una delle chicche di cui si è dotata la classe media dal 2019, cioè da quando hanno “pensionato” il motore Honda per passare al Triumph. Il tre cilindri inglese adotta la centralina Magneti Marelli, la quale dispone di un pacchetto elettronico simile a quello presente in MotoGP. Abbiamo il traction control, l’anti wheeling, la gestione del freno motore e, appunto, il ride by wire. Ma quest’ultimo non sembra piacere molto ai piloti: secondo il sito francese PaddockGP, la metà dello schieramento adotta ancora il sistema con il cavo d’acciaio! In questo articolo, vi spieghiamo le ragioni di una scelta tecnica che potremmo definire radicale.


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Perché i piloti Moto2 non vogliono il Ride By Wire?

Il Ride By Wire sostituisce il cavo con una coppia di potenziometri, che all’apertura della manopola mandano impulsi elettrici alla ECU, la quale “calcola” esattamente di quanto aprire il gas. È un dispositivo efficacissimo, perché permette di “pulire” l’erogazione del motore, e di avere la potenza giusta al momento giusto. Ma non è il massimo per il feeling del pilota, che con un’erogazione così “perfetta” non sente quando è il momento di aprire e quando chiudere. E questo si ripercuote negativamente sui tempi sul giro, che si alzano. L’unica soluzione è quella di tornare ad un impianto tradizionale, il quale restituisce al pilota quella sensazione di erogazione “naturale”, più sincera di quella “annacquata” dall’elettronica. Sembra che il problema sia generalizzato. Come racconta PaddockGP, metà dello schieramento della Moto2 ha deciso di non utilizzare l’acceleratore elettronico.

C’è da dire che la centralina Marelli è piuttosto versatile, in quanto consente di bloccare quelle funzioni che non si possono (o non si vogliono) utilizzare. C’è chi sostiene che la Moto2 sia senza elettronica, ma non è vero. La ECU che adotta la classe media ha molto in comune con quella della MotoGP (prodotta anch’essa dalla Marelli), ma la Dorna per ragioni di costi ha chiesto di non sfruttarla a pieno. È una via di mezzo tra le impostazioni semplificate della Moto3 e il pacchetto completo della MotoGP. Questo rende la categoria estremamente formativa per la classe regina, come dimostrano i risultati dei rookie degli ultimi anni.

Immagine in evidenza di Red Bull Content Pool, per gentile concessione

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