Luis Nazario da Lima, per tutti Ronaldo Il Fenomeno, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale SportWeek parlando della sua carriera, partendo dalla scelta di trasfersi al Milan dopo la sua avventura sull’ altra sponda meneghina: “Sembra comodo dirlo dopo, ma è solo e soltanto la verità: io volevo tornare all’Inter. Di più: ho fatto du tutto per tornare all’Inter. Ho aspettato tutto il tempo possibile per dare loro il tempo di dirmi si o no: quando non arriva ne’ un si ne’ un no, vuol dire che è no. Per il Milan era si’ e io in quel momento, più che traditore, mi sentivo un po’ tradito per essere stato rifiutato: eta una scelta impopolare, ma nella mia vita non ho mai avuto paura di farle”.

Poi ricorda uno dei momenti piu dolorosi della sua carriera:”L’infortunio al ginocchio era destino, il 5 maggio una colpa. Quando il destino ce l’hai in mano e te lo fai scappare, non puoi prendertela con nessuno”

Sempre a proposito di quel famoso 5 maggio: “Non eravamo noi e non ci siamo mai spiegato il perché. Per quello piangevo. Quello scudetto era il regalo minimo che dovevamo fare ai tifosi”

Ronaldo torna poi sull’addio all’Inter: “Con Cuper non c’era rapporto , l’ho detto una decina di volte e l’ho detto anche al presidente , e non ci sarebbe potuto essere. Non c’era neanche un.compromesso possibile: perciò quando io e Moratti, diverso tempo dopo l’addio, ne abbiamo riparlato, ci siamo perdonati semza colpe. In quel momento forse nessuno dei due avrebbe potuto fare altro”.

Breve storia del “Fenomeno” – Luis Nazario de Lima detto Ronaldo

Dall’ Inter al Real Madrid: Trovo strano non aver mai vinto una Champions , è davvero una questione di attimi e a me con il Real.scapparano sempre. Poi l’approdo di Fabio Capello in panchina: “Del nostro rapporto al Real si è parlato anche troppo: l’unica sua frase che mi piace conservare nella memoria è “Ronaldo è il più forte che abbia mai allenato”. Tutto il resto magari sarà vero, ma secondario

Infune rivolge un messaggio d’affetto alla società nerazzurra: “Ho fiducia in Zhang e nella sua gestione. Da tifoso interista ho il sogno.che hanno tutti: massimo rispetto per la Juve, che in Italia è un esempio di come si gestisce un club e si costruisca un ciclo vincente. Ma è ora che questa dittatura finisca. È tocca all’Inter, non bedo altra possibilità”.

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