Levi Davis ha dichiarato di essere bisessuale.

Lo ha fatto con orgoglio e senza alcuna vergogna (perché non vi è effettivamente alcuna vergogna né colpa) e ha fatto cadere così un muro di omertà e di silenzio che in tutti questi anni lo stava distruggendo nella sua anima. Il giocatore di rugby Levi Davis ha affermato pubblicamente di essere bisessuale, diventando il primo atleta nella storia di questo sport ad aver detto di appartenere al mondo LGBT. Lo sportivo in realtà già qualche mese fa aveva fatto un primo e importante passo in avanti.

Ad aprile, quando giocava per il Bath, il ventiduenne britannico decise di fare coming-out con i suoi compagni di squadra. Invio un messaggio su WhatsApp nella chat di gruppo e, dopo aver salutato tutti, affermò che stava per dire loro una cosa che ormai lo stava consumando dentro da circa quattro anni. Aggiunse che voleva essere franco e onesto con tutto il gruppo non solo per il rapporto professionale che li univa, ma anche e soprattutto per quello di amicizia. Quindi rivelò: «Sono bisessuale. Lo so da quando avevo 18 anni». Liberatosi di quel peso che ormai lo angosciava da troppo tempo, scherzò anche con i colleghi di team, scrivendogli: «Nessuno di voi è nel mio radar, quindi va tutto bene».

Levi Davis, 22enne rugbista britannico.

In quella circostanza Levi Davis si rese conto che in effetti tutti i pregiudizi che aveva temuto non esistevano, che i compagni di squadra non avevano cominciato a guardarlo in maniera diversa né a discriminarlo, e del resto non sarebbe potuto essere altrimenti. Aveva semplicemente detto loro qual era il suo orientamento sessuale, non aveva commesso alcun reato. Forte della bella reazione del team per il quale giocava in quel periodo, ha voluto poi fare il suo coming-out anche pubblicamente, durante un’intervista rilasciata al Mail on Sunday.

Levi Davis: «Ho la possibilità di camminare mano nella mano con chi voglio»

Dopo aver dichiarato la propria bisessualità al tabloid britannico, Levi Davis ha fatto delle importanti riflessioni. Ha detto che da oggi, dopo aver rivelato di far parte della comunità LGBT, può finalmente sentirsi pienamente libero di viversi nella propria interezza, di andare a passeggio mano nella mano con chi gli piace. Subito dopo ha aggiunto un pensiero significativo: «Nascondere chi sei può ucciderti». Il riferimento è a tutto ciò che ha sofferto qualche anno fa, quando la paura di parlare del suo orientamento sessuale lo aveva fatto cadere in un profondo stato di depressione che lo aveva spinto addirittura a vergognarsi: «Perché pensavo di non essere normale».

Levi Davis ha fatto coming-out.

In questa nuova stagione agonistica del rugby il giocatore inglese ha lasciato la squadra di Bath per trasferirsi agli Ealing Trailfinders che militano in Seconda Divisione. Finora il 22enne del Regno Unito è il primo esponente della palla ovale a dirsi bisessuale, preceduto soltanto da Gareth Thomas che, però, nel 2009 aveva detto di essere omosessuale solo al termine della carriera. Davis ha ammesso che purtroppo gli è capitato qualche episodio di discriminazione anche da altre persone di colore come lui che a volte al telefono gli hanno detto: «Non sembri nero, sembri bianco».

Rebecca Quinn, la calciatrice transgender che fa coming-out

Lui però ormai è deciso ad andare avanti per la sua strada, nella speranza che le sue affermazioni possano far cadere dei pregiudizi ormai atavici e a tratti incomprensibili che ruotano intorno al mondo dello sport e alle tendenze sessuali dei suoi protagonisti. A volte sembra di trovarsi in una realtà pronta a mettere in discussione il talento e la classe di autentici campioni in base ai loro orientamenti privati.

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