Jonathan Rean in pista durante il Gp di Imola

Questa settimana è iniziato il 2020 del mondiale SBK, con la due giorni dei test di Jerez. Mercoledì e Giovedì i principali team della serie si sono riuniti sul tracciato dell’Andalusia per saggiare le moto con cui gareggeranno a partire da Febbraio, a Phillip Island.

La cronaca

La prima giornata non ha detto molto dei valori in campo. La pioggia rende tutto più difficile, e spinto alcuni piloti a rimanere dentro il box. Leon Haslam sigla il miglior tempo della prima giornata, che lo vede debuttare in sella alla nuovissima Honda Fireblade. L’inglese precede le due Yamaha di Michael Van Den Mark e del rookie statunitense Garrett Gerloff. Quarto a quattro decimi dalla vetta troviamo la prima delle Ducati, quella di Scott Redding. Chaz Davies, invece, non va oltre il 15esimo tempo. Sesta posizione per Tom Sykes, specialista del bagnato, con la BMW ufficiale. Alvaro Bautista scivola al primo turno, per poi rialzarsi e riprendere a girare lontano dai primi. Jonathan Rea invece decide di non girare affatto, rimandando il suo lavoro al giorno dopo.

I tempi

1. Leon Haslam (HRC Team) 1’52.149
2. Michael van der Mark (PATA YAMAHA WORLDSBK OFFICIAL TEAM) +0.031
3. Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team) +0.064
4. Scott Redding (ARUBA.IT Racing – Ducati) +0.359
5. Loris Baz (Ten Kate Racing Yamaha) +0.511
6. Tom Sykes (BMW Motorrad WorldSBK Team) +0.948

E proprio Rea è il più rapido nella seconda giornata dei test SBK 2020 di Jerez. In condizioni di asciutto (anche se la pioggia ha fatto capolino nel primo pomeriggio), il pilota Kawasak ricorda a tutti di essere il numero 1, siglando il miglior tempo. Un crono che però è conquistato solo negli ultimi minuti, con Toprak Razgatlioglu in cima alla classifica per quasi tutta la sessione. Scott Redding è ancora in alto nella classifica, con il terzo tempo di giornata. Alex Lowes è quarto con l’altra Kawasaki ufficiale, ma non ha mancato di cadere nel corso del turno. Buona la prestazione di Leon Haslam, mentre resta lontanissimo dalla vetta Alvaro Bautista.

I tempi

  1. Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK) 1’40.983 (19 laps)
  2. Toprak Razgatlioglu (PATA YAMAHA WORLDSBK OFFICIAL TEAM) +0.231 (42 laps)
  3. Scott Redding (ARUBA.IT Racing – Ducati) +0.424 (43 laps)
  4. Alex Lowes (Kawasaki Racing Team WorldSBK) +0.659 (44 laps)
  5. Michael van der Mark (PATA YAMAHA WORLDSBK OFFICIAL TEAM) +1.724 (43 laps)
  6. Leon Haslam (HRC Team) +1.814 (32 laps)

I temi

Le due giornate di test ad Jerez non ci danno un quadro chiaro di quel che sarà la SBK 2020. Partendo dai primi della classe, notiamo che la Kawasaki non ha portato grosse modifiche alla ZX-10RR. La moto è rimasta essenzialmente la stessa dell’anno scorso, perché Rea si trova benissimo con quella base e non ha senso cambiarla. Discorso diverso per Ducati e BMW, le quali devono ancora sgrezzare dei progetti relativamente nuovi. Redding sembra già aver preso in mano la non facile Panigale V4R, mentre Davies non digerisce la nuova specifica di motore. Sykes prosegue lo sviluppo della quattro cilindri bavarese, con Eugene Laverty che ne sta ancora prendendo le misure.

Yamaha si dimostra la casa che più di tutte è vicina alla Kawasaki. Le R1 sono veloci sia in forma ufficiale che satellite, come dimostrano gli exploit di Razgatlioglu sull’asciutto e di Gerloff sul bagnato. Il giovane turco deve ancora conoscere il 4 in linea dei tre diapason, ma è già ad un ottimo livello di competitività. Van Den Mark, a sua volta, si conferma come tra i più veloci.

Per la Honda, invece, va fatto un discorso a parte. La nuova, attesissima Fireblade non fa faville alla sua prima uscita “pubblica”, ma la sensazione è che sia nata bene. Haslam è subito veloce sul bagnato e sull’asciutto, dove contiene il distacco da Rea a meno di due secondi. Strana la lentezza di Alvaro Bautista, ma lo spagnolo non sembra preoccuparsi. Alvaro sta ancora lavorando sugli assetti e sullo stile di guida, e non perde occasione di sottolineare il grande potenziale del suo nuovo mezzo, soprattutto a livello di motore.

Per quanto riguarda gli altri, Sandro Cortese ha preso il posto di Leon Camier, infortunato, sulla Ducati del Barni Racing. Il lavoro del tedesco con il team di Marco Barnabò è andato bene, ma non è certo che il rapporto continuerà. Maximillian Sheib debutta sulla Kawasaki del team Orelac, e ritorna Sylvain Barrier con la Ducati messa in pista dal Brixx Racing.

Federico Caricasulo è riapparso in sella alla R1 satellite. Non è stato brillante come Gerloff ma è apparso soddisfatto delle sue prestazioni. Michael Ruben Rinaldi ha invece continuato il lavoro sulla Ducati GoEleven, non troppo diversa da quella che guidava lo scorso anno. Presenti a Jerez anche il team Aprilia M2 Racing (con Cristophe Ponsson) e Ducati Motocorsa (con Leandro Mercado), che correranno alcune gare quest’anno come wild card.

Presente anche Lucio Pedercini, ma senza moto. Il mantovano infatti sta ancora allestendo il budget del suo team, dopo che lo sponsor lo ha mollato per problemi giudiziari. Lorenzo Savadori è già andato via (sostituirà Andrea Iannone nei test MotoGP di Sepang), e anche Jordi Torres potrebbe lasciare. Tra le ipotesi vagliate c’è quella di Cortese, se Barni non dovesse aver più bisogno di lui.

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