sbk test aragon

Il mondiale SBK prosegue la sua preparazione con i test di Aragon del 12 e del 13 aprile. Sul circuito alle porte di Alcaniz, i team ufficiali e satelliti di Yamaha e Ducati hanno girato approfittando delle condizioni meteo favorevoli. Assente la Kawasaki, che per il momento è soddisfatta dei dati raccolti a Barcellona, le due case sopra citate hanno macinato Km per continuare a testare le nuove componenti per il 2021, sul tracciato che darà il via alla stagione mondiale il prossimo 22 maggio. Vi facciamo un breve resoconto delle sessioni.


Superbike 2021, a Barcellona il primo incontro diretto


Come sono andati i test SBK di Aragon?

Nella due giorni aragonese la Ducati ha mostrato progressi importanti sulla pista più ostica. Scott Redding ha abbassato il record nella seconda giornata, abbattendo il muro del minuto e 49. Nel 2020 aveva sofferto molto con la Panigale V4R, con una caduta che probabilmente gli è costata il mondiale. Perciò questo giro monstre fa ben sperare, anche se l’inglese è apparso piuttosto cauto. “Non sono stati due giorni facili“, ha detto il 45. Redding ha continuato lo sviluppo del nuovo forcellone, insieme a Michael Ruben Rinaldi.

L’asso riminese ha finito terzo nella prima giornata, e secondo in quella successiva. Il numero 21 ha sempre più in mano la Panigale ufficiale, ma ha ammesso che ci sono delle cose da sistemare, come il passo gara con gomma nuova. Chi non ha avuto nulla da sistemare è stato Chaz Davies, che nella prima giornata si è concesso il lusso di precedere la squadra factory con la sua Ducati GoEleven. Il gallese ha sempre avuto un rapporto speciale con il Motorland Aragon, ma in questa occasione lo è stato ancora di più, perché ha dimostrato l’ottimo affiatamento con la scuderia di Dennis Sacchetti. Davies ha proseguito lo sviluppo della nuova pinza freni anteriore Brembo, che sembra dare ottimi risultati.

Gerloff caposquadra Yamaha

Ad Aragon è stata presente anche la Yamaha, con qualche inciampo. Toprak Razgatlioglu è ancora positivo al Covid-19, e ha dovuto farsi sostituire dal tester ufficiale Niccolò Canepa. Il genovese ha girato solo il primo giorno, mentre Andrea Locatelli ha percorso tornate in entrambi. Per il lombardo è stata una faticaccia, con problemi di feeling e ben due cadute. Risultato: la casa di Iwata ha dovuto farsi rappresentare da Garrett Gerloff, l’unico ad impensierire le Ducati. Il texano, terzo nella sessione del martedì mattina, è apparso sempre più il terzo incomodo di questa Superbike, uno di quelli che potrebbe dare fastidio a Redding ed al “dio” Rea. Ha proseguito il suo lavoro Kohta Nozane, che non aveva mai girato ad Alcaniz prima di questa occasione.

SBK, il test di Aragon dei privati

Ai test di Aragon erano presenti il tea Barni ed il Gil Motorsport, con una denominazione differente. La squadra che schiera Christophe Ponsson ha assunto definitivamente il nome di Team Alstare, con la struttura di Francis Batta che ha assunto la direzione tecnica e logistica della struttura. La compagine belga non correva nel mondiale dal 2014, dopo averne scritto la storia con il partenariato con la Suzuki. Alstare riparte dal citato Ponsson e dalla Yamaha privata, finiti sempre in fondo alla lista dei tempi per tutta la due giorni.

Tito Rabat si è sobbarcato un’impressionante mole di lavoro. Il pilota catalano ha percorso 93 giri nella prima giornata, e 97 nella seconda, con la Ducati del Barni racing. Ma i tempi son venuti fuori a fatica, quasi non si fosse ancora adattato ad una moto diversa (ma non troppo) dalla MotoGP. È proseguito, infine, l’apprendistato di Axel Bassani, alla sua terza uscita sulla Ducati della Motocorsa di Lorenzo Mauri.

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