Troppi i dubbi e le possibili incognite sulla ripartenza del Calcio Italiano, ma la Lega vuole completare il campionato

La Pandemia ha stravolto lo Sport mondiale, facendo annullare quasi tutti i campionati sportivi.

Sopratutto nel Calcio, che è uno sport di contatto, i possibili contagi non sarebbero da escludere.

Le Parole del Direttore dell’Istituto di Sanità Gianni Rezza che ha parlato ieri 13 Aprile 2020, ha gettato ancora più preoccupazione.

Per Rezza nemmeno dopo Maggio si potrebbe giocare in sicurezza.

Le parole del direttore dell’istituto di Sanità

Le sue parole sono state chiare: “Il calcio è uno sport di contatto quindi comporta dei rischi di trasmissione.

Sento parlare di controlli da effettuare enne volte sui giocatori con test quasi quotidiani, a me sinceramente sembra un’ipotesi un po’ tirata.

Se dovessi dare un parere tecnico non sarei favorevole.

La mia è un’opinione personale, ma credo che il Comitato tecnico-scientifico condivida questa posizione. Poi deciderà la politica in merito”.

Il direttore del Torino Urbano Cairo si è detto d’accordo con le sue parole che sia troppo pericoloso far riniziare subito a giocare le partite.

La battuta di Gianni Rezza che ha scatenato le polemiche

Poi Rezza sdrammatizzando ha fatto una battuta che ha scatenato molte polemiche.

Gianni Rezza ha detto: “Per quanto riguarda il campionato, beh io da romanista manderei tutto a monte’“.

Arturo Diaconale, portavoce della Lazio invece non ha gradito per nulla la battuta finale e ha replicato:

“Alle volte il tifo colpisce anche gli scienziati e dà alla testa.

Esperti che sarebbero molto più utili se, invece di occuparsi di argomenti simili, trovassero un modo per fronteggiare efficacemente il virus.

Gli scienziati facciano gli scienziati e non i tifosi.

Sarebbe davvero auspicabile che, invece di alimentare polemiche calcistiche di cui non si sente il bisogno, si dedicasse ogni energia alla ricerca di una cura o di un vaccino che possa arrestare il contagio”.

La Lega Serie A Calcio fissa le linee guida per ripartire

Ad oggi è tutto incerto e non si sa ancora se si potrà tornare in campo.

I giocatori delle varie squadre si stanno allenando in solitaria in attesa di poterlo fare in maniera collettiva.

Il calendario di Serie A ha ancora da disputare tredici giornate e sarà di certo stravolto e rivisto.

Le novità saranno molte come ad esempio l’assenza degli spogliatoi:

pare dunque difficile che i calciatori possano condividere uno spazio di solito dove non possono essere rispettate le distanza imposte dalle direttive governative.

Ciascun giocatore, dunque, dovrà cambiarsi e fare la doccia per conto proprio oppure a turni: l’importante è che vengano rispettate le distanze.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di utilizzare, almeno nelle sedute di allenamento, più spogliatoi se disponibili nella struttura.

La probabile data per ricominciare a giocare.

La Serie A dovrebbe riprendere il via il 30-31 maggio e terminare entro e non oltre l’8 e il 9 luglio: 13 partite in 40 giorni e con un caldo insistente.

Per questa ragione è probabile che si possa passare da tre a cinque sostituzioni per dare la possibilità ai giocatori di rifiatare e agli allenatori di avere maggiori possibilità di scelta.

In panchina, inoltre, i calciatori e tutti i membri dello staff dovranno indossare le mascherine e non solo, ci saranno una serie di controlli dal punto di vista sanitario non solo sui calciatori ma anche su tutti gli addetti ai lavori che fanno parte della squadra.

La lega ipotizza di giocare su campi neutro

Infine, i club dovranno essere flessibili e disponibili gli uni con gli altri e anche nei confronti della Lega Serie A.

Sarà possibile che alcune partite siano giocate in campo neutro.

Ci saranno poi anche altre gare rinviate in precedenza da dover riprogrammare usando il buon senso evitando che si giochi nella stessa città nonostante si giocherà rigorosamente a porte chiuse.

La Fifa ha infine posto il problema sui giocatori in scadenza al 30 giugno del 2020:

bisognerà capire se si potranno prorogare fino al termine reale della stagione sportiva 2019-2020 o se non si potrà fare con i calciatori in questione che potrebbero svincolarsi come da accordi a partire dal 1 luglio e firmare con altri club.

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