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Serie A, quante sorprese: tre squadre hanno stupito tutti

In archivio un campionato divertente, dove i gol forse sono mancati, con pochi bomber (pochi quelli che hanno raggiunto la doppia cifra, differente evidente con il passato) ma tante sorprese, tante squadre che si sono imposte e allenatori emergenti che hanno mostrato tutto il proprio talento e idee interessanti da poter sviluppare anche in vista del futuro. Abbiamo scelto tre squadre che, più di tutte, hanno sorpreso i tifosi con prestazioni di qualità e alla fine una classifica anche superiore, in termini di aspettative per il piazzamento finale, rispetto all’estate e alle previsioni di tutti, anche dei migliori bookmakers. Tre squadre che hanno divertito e che hanno reso orgogliosi i propri tifosi.

Il Como di Fabregas vince, diverte e farà strada

In quest’ampia analisi sul campionato italiano è impossibile non citare il Como di Fabregas, vera e propria rivelazione stagionale. Qualcuno potrà obiettare che ha comunque speso tanto e che la società ha spalle solide e voglia d’investire, però anche spendere tanto non è sempre sinonimo di successo o vittorie. Invece il Como ha costruito una squadra di qualità e piena di giovani che sono stati capaci di mettersi in mostra grazie alle idee del suo allenatore, Fabregas, uno dei migliori della nuova generazione. Da Douvikas a Nico Paz, da Perrone a Baturina, tanti i giocatori che hanno permesso al Como di disputare un campionato da protagonista fino alla conquista della qualificazione in Europa, un traguardo meritato e per nulla scontato. Un obiettivo d’inizio stagione raggiunto grazie a un gioco moderno, offensivo, aggressivo, con una difesa solida e con tracce di divertimento in ogni partita. Oggi tutti parlano del Como e il progetto sembra essere appena all’inizio. La dirigenza infatti non ha alcuna intenzione di salutare Fabregas o di stravolgere la squadra. Già molti giocatori sono nel mirino delle big ma il Como farà di tutto per blindarli.

L’Udinese è pratico e concreto grazie a Runjaic

Si è parlato sempre troppo poco di Runjaic e dell’Udinese, squadra solida, pratica e concreta. A tratti anche bella da vedere. Come ogni anno, l’obiettivo era la salvezza. E la salvezza è arrivata, puntuale, senza troppe ansie. Anzi. L’Udinese ha disputato un campionato da protagonista, per quelle che erano le sue aspettative. E lo ha fatto grazie al suo allenatore, capace di esaltare alcune individualità. Non è un caso che oggi tutti parlino di Atta, mezzala già nel mirino di diverse big. Ma è stato bravo, Runjaic, anche a valorizzare Zaniolo, capace di ritrovare a Udine quella serenità e quella continuità tecnica che era mancata nelle ultime partite. Sono stati loro su tutti i protagonisti della stagione dei bianconeri. Insieme a Davis, ovviamente, la punta che, infortuni a parte, ha sempre dato il suo notevole contributo in termini di gol e assist.

Il Sassuolo e Grosso a braccetto verso la salvezza

Tra le rivelazioni stagionali impossibile non citare il Sassuolo di Fabio Grosso, allenatore emergente già nel mirino delle big e considerato da molti uno dei tecnici del futuro. Un campione del mondo che dopo esser stato protagonista sul campo in Germania nel 2006, ora si ripete dalla panchina con le sue idee. Anche il suo è un calcio piacevole, moderno, organizzato, con una visione ampia dei ruoli. Il Sassuolo ha avuto la capacità di salvarsi e di farlo senza speculare. Ha ottenuto la salvezza divertendo, offrendo anche partite spettacolari, vittorie convincenti, grazie ai gol di Berardi o di Laurienté, alcuni dei protagonisti di questa stagione. Grosso e il Sassuolo a braccetto insieme: sono la conferma che anche in Italia si possono ottenere risultati giocando bene e non per forza arrivando all’obiettivo sudando o col minimo. Se il movimento calcistico italiano vuole crescere dopo tre Mondiali falliti, la strada tracciata da Grosso e tanti altri allenatori giovani è quella giusta. Serve solo coraggio.