Serie D

Nel week end è andata in archivio la regular season della Serie D, che anche nell’ultima tornata, ha regalato tante emozioni e importanti verdetti. Infatti quest’anno, come non mai, il quarto campionato italiano per ordine d’importanza poteva contare su storiche squadre con giocatori dal grande appeal.

Una Serie D, che per molti dei nove gironi presenti, è stata combattuta fino agli ultimi minuti. C’era poco da dire nel Girone A, dominato dal Lecco. I nerazzurri hanno raggiunto la Lega Pro con un abissale vantaggio sulla Sanremese, seconda a -27.

Obiettivo raggiunto anche nel Girone B dal Como, che nel finale ha avuto lo scatto decisivo sul Mantova. Due nobili decadute del calcio italiano hanno tuttavia dato vita a un intenso duello durato per tutta la stagione, dal quale ha prevalso la società comasca con 6 lunghezze di vantaggio.

Storica promozione invece nel Girone C: la piccola società veneta dell’Arzignano vince il campionato e per la prima volta nella sua storia accede tra i Pro.

Al cardiopalma invece il Girone E, dove Pianese e Ponsacco hanno lottato fino agli ultimi minuti. La disputa tutta toscana è stata vinta dai bianco-neri, che hanno mantenuto anche all’ultima giornata il loro punto di vantaggio sul Ponsacco. Storica promozione in Lega Pro per la Pianese, che ha espugnato il campo del Seravezza Pozzi grazie alle reti di Rinaldini e Bianchi.

Finale entusiasmante anche nel Girone F: dopo il fallimento dello scorso anno il Cesena torna subito tra i professionisti. I romagnoli hanno chiuso con 3 punti di vantaggio sul Matelica. Una menzione speciale la merita la piccola società marchigiana, che fino alla fine ha reso la vita dura ai più blasonati bianco-neri. Tuttavia i ragazzi di mister Luca Tiozzo potranno giocarsi le loro carte ai play-off.

La seconda è invece quella buona per il Picerno nel Girone H. Infatti i Lucani si sono visti in settimana cancellare la promozione in Lega Pro a causa dei tre punti di penalizzazione inflitti per i disordini del match interno contro il Taranto, rendendo vana la festa di tre giornate fa. Bravo però il Picerno a non demoralizzarsi, riconquistando la Serie C con la vittoria per 3-2 contro il Bitonto. A nulla è servito il successo esterno del Cerignola, che era clamorosamente tornato a sperare nella promozione diretta.

Giochi già decisi da tempo invece nel Girone I: troppo forte il Bari per il resto delle compagini. I galletti di Aurelio De Laurentiis, ripartiti dopo il fallimento, hanno azzannato il campionato dall’inizio alla fine. L’unica a creare qualche problema è stata la Turris, a cui mancavano però uomini di categoria superiore per fare il salto di qualità contro i pugliesi.

Un discorso diverso va fatto invece per i raggruppamenti D e G. In entrambi i gironi si è presentata una situazione di ex-aequeo. Per decretare la squadra promossa, ci sarà bisogno di uno spareggio in campo neutro.

Nel girone D, Modena e Pergolettese vincono entrambe all’ultima giornata, chiudendo in vetta a 73 punti. Grande rammarico per la società di Crema, per il gran vantaggio dilapidato nelle ultime giornate.

Lo stesso discorso dei lombardi vale per il Lanusei nel Girone G: la società sarda si fa incredibilmente rimontare dall’Avellino nel finale di stagione. Addirittura i nuoresi acciuffano lo spareggio grazie al gol di Floris in pieno recupero che stende la Lupa Roma. Le due squadre chiudono appaiate a 83 punti, ma gli irpini arrivano allo spareggio con una maggiore esperienza e una miglior condizione atletica. Lanusei decimato in attacco invece per la partita più importante della sua storia.

Ancora da decidere la location per gli spareggi: ipotesi Alberto Picco di La Spezia per Modena-Pergolettese. Invece, con tutta probabilità, Avellino-Lanusei si giocherà al Manlio-Scopigno di Rieti. Si attende l’ufficialità.

Nel prossimo week end, in attesa delle vincitrici dei rimanenti due gironi, comincerà anche la Poule Scudetto per decretare il campione della Serie D. Solito format con tre gironi da tre squadre.

Domenica importante anche in chiave play-off e play-out. Il sogno Lega Pro da una parte, l’incubo Eccellenza dall’altro.

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