“Non mi sono mai chiesta perché Dio abbia voluto questo per me, che io nascessi così…senza le braccia, ma ho sempre pensato invece di aver ricevuto tanto. Mi ha disegnata così semplicemente perché era così che mi aveva in mente.” Dichiara Simona Atzori, ballerina/pittrice nata senza gli arti superiori. Grazie alla sua forza d’animo e al sostegno della famiglia, Simona non ha mai vissuto tutto questo come un limite, ma come un maggiore stimolo per inseguire i propri sogni.

LA DANZA

All’età di 6 anni, Simona viene iscritta ad un corso di danza classica. Da quel momento in poi questo amore è cresciuto a dismisura insieme a quello per l’arte, e così anche il successo raggiunto. Nel 2000, in occasione del Grande Giubileo è stata “Ambasciatrice per la Danza” e, per la prima volta nella storia, la danza è entrata in chiesa e la sua coreografia è stata inserita nella Grande Enciclopedia Multimediale del Vaticano.

A partire dall’edizione del 2002 del Pescara Dance Festival, è stato istituito un premio a suo nome: il premio “Atzori”. Simona, in questa occasione, ha avuto la fortuna di consegnarlo a talenti di fama internazionale, quali Luciana Savgnano, Micha Van Hoecke, Carolina Carlson e Carla Fracci. Un altro grande evento che la vede protagonista pochi anni dopo è la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino 2006.

L’apice della carriera di ballerina di Simona Atzori viene raggiunto nel 2009: la giovane condivide ben due volte il palco con Roberto Bolle, danzando “Legami”, coreografia di Paolo Londi, durante due tappe del “Roberto Bolle and Friends” presso il Teatro Antico di Taormina e La Fenice di Venezia. Nel 2012 apre la quarta serata del Festiva di Sanremo con una coreografia di Daniel Ezralow e nell’ottobre 2014 danza in Sala Nervi in Vaticano per Papa Francesco.

“Simona è una bravissima ballerina senza braccia, ed è grande perché non le interessa quello che non ha, ma quello che ha.” (Daniel Exralow, coreografo internazionale)

LA PITTURA

Simona inizia ad esplorare la propria creatività all’età di 4 anni, utilizzando tutti i mezzi a lei possibili. Nel 1983, grazie anche al sostegno di un grande pittore e scrittore, Mario Barzon, viene ammessa all’ “Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede (V.D.M.F.K.) e nel 2001 si laurea in “Visual Arts” presso la University of Western Ontario, Canada.

Il suo talento le permette di girare il mondo: nell’aprile 2005 la vediamo conquistare Shangai, partecipando alla mostra internazionale dell’Associazione e, solo tre anni dopo, i suoi dipinti sono in esposizione permanente nella città di London Ontario, Canada.

Successo, creatività e una forte indole religiosa spingono Simona a incontrare Papa Giovanni Paolo II e, successivamente, Papa Francesco, donando ad entrambi un ritratto da lei dipinto.

LA SCRITTURA

Dopo il successo ottenuto con “Cosa ti manca per essere felice?” e con “Dopo di te”, Simona Atzori scrive una poesia dedicata a sua madre e a ciò che ha significato perderla.

“In ogni storia, in ogni vita, ci sono tanti prima e dopo. C’è un prima di nascere, e poi ci sono i giorni. C’è un prima dell’alba e poi c’è il sole. C’è il bocciolo, e poi c’è il fiore, con i suoi colori e il suo profumo. C’è l’atteso prima di un viaggio, quando si preparano le valige con entusiasmo, e poi c’è la scoperta di un nuovo luogo. C’è la spensieratezza dell’infanzia, e poi c’è il diventare adulti, donne e uomini. Mentre mia madre moriva, io pian piano perdevo, insieme a lei, anche le braccia e le mani che mi sostenevano e mi accompagnavano ovunque. Questa è la storia di un dopo che non credevo sarebbe mai arrivato. Tutte le volte che mi era capitato d’immaginarlo, avevo scacciato il pensiero, credendo di non essere ancora pronta. La verità è che non si è mai pronti ad attraversare un confine che ti cambia la vita.”

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