Sport femminile italiano verso il professionismo.

Finalmente un bel passo in avanti e una notizia positiva per lo sport femminile. In queste ore la Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che potrebbe aprire la strada del professionismo alle atlete italiane, equiparandole a tutti gli effetti ai colleghi uomini. Una grande opportunità proveniente dai vertici dello Stato che, una volta confermata, dovrà essere utilizzata al meglio per far sì che questo sogno diventi realtà una volta per tutte.

Il documento che porta le firme di Nannicini e Matrisciano (esponenti dell’alleanza di governo formata da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle) prevede il riconoscimento di un esonero contributivo al 100% della durata di tre anni per tutte le società di sport femminile che stipuleranno dei veri e propri contratti di lavoro con le rispettive atlete. La proposta si basa sullo stanziamento di una somma complessiva di 11 milioni di euro, una cifra non altissima che, però, può rappresentare un ottimo trampolino di lancio per l’intero movimento. A questo punto si attende che il testo diventi legge, e subito dopo toccherà alle varie Federazioni intervenire per sfruttare appieno quest’importante apertura proveniente dal governo.

Emendamento M5S-PD per favorire parità tra sportivi uomini e donne.

Bisogna evidenziare che, ben prima dell’emendamento M5S-PD, le istituzioni dello sport si stavano già muovendo per trovare le soluzioni migliori per giungere ad un’effettiva parità fra atleti uomini e donne. A questa accelerata ha contribuito certamente la bellissima cavalcata della Nazionale femminile di calcio agli ultimi campionati del mondo, e non a caso la Federcalcio ha introdotto un nuovo dipartimento che si occupa esclusivamente di questo settore con l’obiettivo di approntare una serie di iniziative (assicurazioni, maternità e pensione) per garantire maggiori tutele e diritti alle donne che fanno parte del mondo dello sport italiano.

Sport femminile: si apre la strada verso l’equiparazione con gli atleti uomini

I contributi verrebbero coperti da circa 8mila euro lordi per atleta, una cifra che permetterebbe alle società meno blasonate di non andare incontro al fallimento. L’introduzione di quest’importante novità potrebbe aumentare le spese per i grandi club, tra i quali nel calcio svettano Juventus, Roma, Milan e Inter. Infatti le squadre che hanno già sotto contratto delle autentiche fuoriclasse della disciplina con ingaggi superiori ai 30mila euro lordi all’anno, dovrebbero far fronte a degli oneri differenti. Nonostante ciò, la somma che il governo si accinge ad investire è concreta e rappresenta la prima, storica apertura verso il professionismo nello sport femminile.

Una delle nuove frontiere dello sport: il calcio femminile

Raggiunta dal quotidiano La Stampa, Katia Serra, esponente sindacale delle calciatrici, nonché importante membro del dipartimento della FIGC, ha riconosciuto che l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato rappresenta un primo «passo fondamentale». Ovviamente ha spiegato che il passaggio al professionismo non sarà immediato, ma questo sarà comunque un modo per rendere meno tortuoso il raggiungimento di questo storico traguardo. Inoltre ha ricordato che, come allenatrice della nazionale delle parlamentari, è stato importante e per certi versi decisivo il confronto costante che c’è stato in questo frangente.

Il testo Nannicini-Matrisciano prevede contributi per la durata di tre anni. Trascorso questo periodo, il calcio femminile dovrà essere in grado di continuare a crescere autonomamente, ottenendo ulteriori introiti, ad esempio dai diritti Tv. In linea di massima lo stanziamento totale di 11 milioni di euro non potrebbe essere sufficiente se oltre al calcio dovessero usufruirne altre discipline dello sport femminile come il basket, la pallavolo o il ciclismo, e per questo motivo, quando il documento diventerà legge, sarà necessario avere delle delibere del Consiglio federale che siano in grado di stabilire le modalità di divisione della cifra, magari dopo una serie di confronti con le varie società.

Sport femminile: il governo dovrebbe stanziare 11 mln di euro di incentivi.

Dunque c’è ancora un bel po’ di strada da fare per arrivare al professionismo nello sport femminile, ma è fuori di dubbio che, una volta dato il via libera all’emendamento M5S-PD, l’intero movimento dovrà darsi da fare per non perdere questa grande occasione.

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