La Roma ha deciso, a 8 anni dall’accordo tra Parnasi e Pallotta, di abbandonare ufficialmente allo stadio di Tor di Valle. La decisione è arrivata dopo il Cda, con il licenziamento della semestrale di bilancio. Il club giallorosso, che ha dunque stabilito di bloccare l’iter del progetto e di lavorare a nuove ipotesi, lo ha annunciato con un comunicato.

Cosa c’è scritto nel comunicato?

“La proprietà della AS Roma intende investire, per essere competitiva, in una squadra vincente che possa giocare in un nuovo stadio moderno ed efficiente. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna, sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing; nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale, ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l’interesse all’utilizzo dello stadio da realizzarsi nell’ambito dell’attuale progetto immobiliare relativo all’area di Tor Di Valle; essendo quest’ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione. Il CDA– dopo aver esaminato le analisi svolte dagli advisor in merito alle condizioni finanziarie, economiche, giuridiche e fattuali del progetto e del relativo proponente – ha preso atto che tali condizioni impediscono di procedere ulteriormente“.

“Il Consiglio di Amministrazione ha constatato, inoltre, che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale; comprese le prospettive finanziarie dell’attuale progetto stadio. Tale decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione nell’interesse della Società; ricordando che la stessa sarebbe stata la mera utilizzatrice dell’impianto, ed è stata comunicata all’Amministrazione di Roma Capitale in data odierna. Ciò posto, la Società conferma l’intenzione di rafforzare il dialogo con l’Amministrazione di Roma Capitale; la Regione e tutte le Istituzioni preposte, le Università di Roma e le Istituzioni sportive, per realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio, discutendo in modo costruttivo tutte le ipotesi, inclusa Tor di Valle, e valutando tutte le possibili iniziative a tutela degli interessi della Società, di tutti i suoi azionisti e dei suoi tifosi”.

Stop a Tor di Valle: le parole di Pallotta

Anche l’ex presidente giallorosso James Pallotta, che aveva avviato il progetto Tor di Valle, ha affidato a un tweet la propria delusione: “Sono tristissimo per la città di Roma e per la Roma. Pochi cretini (sì, voi sapete a chi mi riferisco) hanno rovinato un gran progetto per tutti. Deluso”.

Quali sono le alternative?

Ieri la Roma ha comunicato la propria decisione al Comune e le due parti si incontreranno venerdì prossimo. All’ordine del giorno certamente la scelta dell’area in cui realizzare il il nuovo impianto. I Friedkin vorrebbero spendere 400 milioni di euro per uno stadio più piccolo, con una capienza di circa 45mila posti, e senza business park. La speranza è di ottenere i permessi nei prossimi due anni e di concludere al più presto il progetto, che dovrebbe essere pronto per il 2026. Tra le possibili location in pole position resta la ristrutturazione del Flaminio, anche se ci sono alcuni complessi vincoli tecnici e burocratici. In alternativa Ostiene e Tor Vergata.


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