Jonathan Rean in pista durante il Gp di Imola

Dopo un sabato d’altri tempi, la domenica della Superbike 2020 a Phillip Island non ha tradito le attese. La magia della celeberrima pista australiana non delude mai. Ecco una panoramica della Superpole Race e di gara 2.

Superpole Race

La Superpole Race regala uno spettacolo da urlo, con sette piloti in lotta per la vittoria. Ritorna in auge Jonathan Rea, che dopo le vicissitudini di ieri è determinato più che mai a ritornare in vetta. Ma Toprak Razgatlioglu gli rende la vita difficile.

Dopo une breve sfuriata di Tom Sykes, il turco vincitore di gara 1 s’installa al secondo posto, seguendo Rea come un’ombra. Alla festa si aggiunge anche Scott Redding, ed il risultato sono staccate e carenate. Razgatlioglu attacca Rea due volte, ma il campione del mondo risponde con sorpassi da urlo. Il primo è nel cambio veloce di direzione, roba da pelo sullo stomaco. Ma il capolavoro è all’ultimo giro, quando Toprak ripassa in testa con un’infilata in curva 4. Johnny risponde con un passaggio capolavoro all’ultima curva, beffando il giovane turco in volata. Un sorpasso d’antologia.

Ottima quarta piazza per Alex Lowes, venuto fuori nella seconda parte della gara, mentre è stato meno incisivo Michael Van Den Mark. Sykes finisce solo ottavo. Delude Leon Haslam, decimo e autore di un contatto con Chaz Davies. Cade Alvaro Bautista.

Da segnalare le defezioni di Eugene Laverty e Garrett Gerloff, entrambi caduti nel warm up e finiti all’ospedale con una commozione cerebrale. La caduta di Gerloff è stata innescata da Sandro Cortese, penalizzato di tre posizioni sulla griglia di partenza.

Gara 2

Phillip Island regala spettacolo a questa superbike 2020 anche in gara 2. Con un ritmo di gara lentissimo, ben oltre un secondo rispetto a gara 1, lo scenario della corsa domenicale vede un filotto di ben dieci piloti a contendersi il successo. Jonathan Rea sfrutta bene la pole conquistata nella gara sprint, ma è tallonato da Michael Van Den Mark, Razgatlioglu, Alex Lowes ed il resto della compagnia. Redding parte non troppo bene e ci mette un pò a recuperare. Nel frattempo s’imbuca alla festa Loris Baz, che a 12 giri dalla fine si porta in testa. Ma dura poco, visto che Rea lo ripassa la tornata successiva.

Lowes è grande protagonista nei giri finali, quando si propone come primo rivale di Rea. Il neoacquisto Kawasaki è addirittura in testa all’ultimo giro, con un vantaggio di sette decimi. Rea ricuce lo strappo e sembra poter ridimensionare il compagno di team, ma Alex è bravo a chiudere tutte le porte. Per l’ex Yamaha è la seconda vittoria in carriera, dopo Brno 2018!

A proposito di Yamaha, Razgatlioglu si deve fermare per un problema tecnico, e rischia di mandare per terra involontariamente Baz. Van Den Mark, invece, viene bruciato da Redding sul traguardo, perdendo un podio quasi suo. Baz dopo l’escursione causata da Razgatlioglu recupera e finisce ottavo.

Alvaro Bautista raccoglie un buon sesto posto, a dimostrazione del potenziale della Honda a dispetto del ritardo di preparazione. Davanti a lui finisce Chaz Davies, autore di una gara di rimonta dopo essere partito quasi dal fondo. A terra Leon Haslam, che al primo giro sbaglia completamente la staccata di curva 10, centrando l’incolpevole Michael Ruben Rinaldi.

La grande delusione di questa gara 2 (e del weekend in generale) è Tom Sykes. L’inglese è decimo, staccatissimo dal gruppo di testa e in difficoltà nella gestione delle gomme. I tecnici bavaresi hanno ancora molto da lavorare. Detto degli italiani, Rinaldi riparte dopo il contatto con Haslam ed è 14esimo, mentre cade ancora Federico Caricasulo. Grande prestazione di Maximillian Scheib: il cileno del team Orelac finisce la gara al settimo posto, aggiudicandosi il trofeo riservato ai piloti indipendenti.

Classifiche complete: https://www.worldsbk.com/en/results%20statistics

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