Thiem
Dominic Thiem: Foto via Twitter_@eerstebankopen
Continua la crescita esponenziale dell’austriaco, che tra le mura amiche di Vienna vince il quinto titolo nel 2019

[1] D. Thiem b. [5] D. Schwartzman 3-6 6-4 6-3

Eerste Bank Open Vienna – ATP 500 su cemento indoor

Continua l’ottimo momento di forma di Dominic Thiem, che tra le mura amiche dell’Eerste Bank Open di Vienna vince il quinto titolo stagionale.

Per lui si tratta del terzo ATP 500 nel 2019, il quinto in carriera, sintomo di come l’austriaco abbia dato una svolta forse decisiva al suo tennis per issarsi ad altissimi livelli.

Battuto in finale sul cemento di casa Diego Schwartzman con il punteggio di 3-6, 6-4, 6-3 in due ore e 25 minuti.

In precedenza Thiem si era già sbloccato in Austria lo scorso agosto, vincendo il torneo di Kitzbühel. Tuttavia quello dell’Eerste Bank rappresentava lo scoglio più significativo per lui: proprio qui nel 2011 il leggendario Thomas Muster gli consegnò le chiavi del tennis biancorosso.

Ora Dominic si sente a pieno titolo portabandiera della sua nazione in questo sport e pian piano sta diventando sempre più una certezza a livello mondiale.

Dal punto di vista del gioco i passi da gigante fatti in questo 2019 sono enormi. Il rovescio – suo tallone d’Achille – comincia a portare qualche risultato grazie alla risposta anticipata.

In più i passaggi a vuoto che hanno caratterizzato la sua carriera fino a questo momento sono sempre meno frequenti. Anche per questo ora Dominic è più cauto durante gli incontri, e qui a Vienna si sono visti tutti i suoi progressi dal punto di vista mentale.

Il Thiem del 2018 con ogni probabilità non avrebbe mai rimontato le partite con Verdasco – sua autentica bestia nera – e Berrettini. Ora invece l’austriaco è più conscio dei suoi mezzi, leggendo meglio il piano tattico di gioco e trovando gli accorgimenti giusti alla partita.

Non a caso anche la finale contro Schwartzman è stata risolta in rimonta. Il piccolo argentino – 1.68 cm – in campo è un autentico diavolo, difficile da scalfire con il dritto.

Proprio questo colpo è forse uno dei meno in palla per l’argentino, che spesso sbaglia tradito anche dalla bassa statura. Nonostante ciò il generoso Diego è in pianta stabile nei Top 20, e ha già a referto la vittoria in un ATP 500, nel 2015 sulla terra di Rio.

Tuttavia il mattone tritato non è il cemento: qui il sudamericano è meno efficace ma grazie alla sua imprevedibilità riesce a mettere in difficoltà qualsiasi avversario.

Il primo ad essere rapito dalle grandi doti atletiche del nativo di Buenos Aires è proprio il padrone di casa, che in finale a Vienna parte con una marcia bassa.

Infatti il campo indoor dà qualche chance in più al suo avversario, che riesce a reggere maggiormente all’urto dei drittoni da fondo campo.

I primi game tuttavia sono stati un’altalena di break, con entrambi i giocatori un pò leggeri al servizio. Con il passare degli scambi però la partita ha iniziato ad alzarsi di ritmo. Thiem cerca di aprirsi il più possibile il campo facendo correre da un lato all’altro Schwartzman, che come al solito difende egregiamente.

L’inside-out di Thiem non rende come dovrebbe – 9 gratuiti nel primo set – concedendo possibilità di allungo a Diego.

L’argentino sgasa che è una bellezza sul cemento dell’Eerste Bank Open: resiste agli attacchi dell’opposto e poi lo trafigge con il dritto. Thiem prova a giocare la smorzata per uscire dagli scambi ma ormai è troppo tardi: 6-3 Schwartzman.

Rispetto a Basilea con Federer, qui il pubblico è molto meno partigiano. Infatti nel corso del torneo l’argentino ha raccolto molti consensi, diventando un vero e proprio beniamino.

D’altronde poi i due finalisti sono molto amici tra di loro e occasionalmente compagni di doppio – finale a Madrid nel 2019 –

Secondo set –

Nel secondo parziale entra in campo un Thiem subito propositivo. Ora ha molte più variazioni di gioco, sia con il dritto che con il rovescio, ma non riesce ancora a scalfire il muro eretto da Schwartzman.

L’argentino infatti salva palle break in due turni di risposta consecutivi, aiutato anche da qualche errore da fondo campo dell’austriaco.

Dominic pare ora abbastanza nervoso: sarà la difesa del suo avversario, il dritto che non funziona o l’accidia del pubblico, fatto sta che il n.1 del seeding non è tranquillo.

I gratuiti con il suo colpo forte continuano anche nel sesto gioco, quando con un rovescio in allungo riesce a salvare palla break.

Le percentuali restano tuttavia buone: nonostante qualche intoppo, Thiem mantiene l’89% di punti con la prima.

Il game decisivo è tuttavia il nono: un lob, un rovescio lungo linea ed un errore di Schwartzman regalano il break a Thiem, che ora è finalmente sospinto dal suo pubblico.

Il n.15 al mondo viene tradito ora dalla prima, mandando in campo seconde leggere che prestano il fianco alla risposta vincente di Thiem.

Sulle ali dell’entusiasmo Dominic porta questa finale al set decisivo vincendo il secondo parziale per 6-4.

Terzo set –

Ancora una volta, dopo i confronti contro Verdasco e Berrettini, Thiem è chiamato ad una prova di forza per ribaltare le sorti dell’incontro.

All’inizio del terzo parziale viene aiutato nuovamente da Schwartzman, che dimentica improvvisamente come si metta una prima in campo.

3 palle break consecutive: le prime due annullate con autorità dall’argentino, ma alla terza concede il quarto break consecutivo.

Il motorino di Buenos Aires che sfrecciava sul cemento viennese nella prima ora e mezza di gioco ormai è un lontano ricordo. Dieguito ora fa una fatica immane sia con il servizio che in risposta, facilitando le variazioni da fondo campo di Thiem.

Di fatti la partita non ha più sussulti: il n.5 del seeding comincia ad essere un pò nervoso e a concedere errori gratuiti in successione.

Ormai sulle gambe, Schwartzman nel nono gioco alza definitivamente bandiera bianca: tre dritti a rete portano a match point Thiem.

The Dominator ringrazia e per la prima volta in carriera vince il torneo di Vienna, issandosi a profeta in patria.

L’austriaco si sdraia sul cemento di casa, raccogliendo i consensi del pubblico. Gli stessi applausi sono riservati anche allo sconfitto Schwartzman, diventato in una settimana scarsa una vera e propria icona da queste parti.

Per Thiem è il quinto titolo stagionale ed il sedicesimo in carriera. In termini di punti rafforza la quinta posizione mondiale, che dimostra come il 2019 sia stata la sua miglior annata.

Per ovvi motivi l’obiettivo segnato in rosso sul calendario per il 2020 è il Roland Garros, con cui l’austriaco ha un feeling particolare e che già in un paio d’occasioni è stato vicino a vincerlo – Rafa Nadal permettendo –

Per quanto riguarda Schwartzman, le speranze di vederlo alle Finals di Londra sono ridotte al lumicino. Tuttavia non è da escludere che l’argentino chiuda la stagione in Top 10.

La premiazione –

Questo è il discorso di Dominic Thiem durante la cerimonia di premiazione, che è stata inaugurata da un grande abbraccio tra i due sfidanti.

“Non sempre sono riuscito a dare il meglio davanti al mio pubblico, quindi riuscire a vincere entrambi i tornei in Austria nella stessa stagione è un sogno che si avvera”, ha detto subito dopo il match. “Diego è un mio grande amico, e sono sicuro che ci troveremo in campo molte altre volte, sia l’uno contro l’altro che dalla stessa parte. Lui ha sempre una risposta ai miei colpi e ha avuto una percentuale alta di prime, perciò è veramente difficile batterlo, anche con il vantaggio del pubblico. La partita è girata quando ho vinto il secondo, mi dà grande soddisfazione aver vinto tre volte in rimonta questa settimana”.

Eerste Bank Open Vienna – il tabellone completo

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