La Juve cade a Verona contro l’Hellas, l’Inter batte in rimonta nel derby il Milan e la Lazio vince a Parma. I nerazzurri così agganciano in vetta i bianconeri e i biancocelesti si portano a una sola lunghezza dal duo di testa. Erano anni che la Serie A, non viveva una competizione così agguerrita in vetta alla classifica. L’ultima volta, con tre squadre appaiate nel giro di un solo punto, a metà febbraio, era accaduto nella stagione 2001/02, quando anche allora il Campionato poteva vantare un Ronaldo da presentare sui campi.

Suona l’allarme in casa Juve

La sconfitta di Verona per la Juve di Sarri è un allarme. Tra le tre compagini ai vertici del torneo italiano, la formazione bianconera è la compagine ad aver perso più partite nel corso di questo Campionato. Ben tre. I bianconeri tra l’altro hanno perso tre delle ultime cinque partite disputate fuori dalle mura amiche dello Stadium. Questo può significare che la squadra di Sarri ha forti problemi di concentrazione. O forse le altre squadre non la reputano più quella squadra insuperabile degli scorsi anni. La Juve non perdeva una partita in cui era in vantaggio al 75′ dalla stagione 2013/14, quando a Firenze la Juve di Conte perse contro la Fiorentina di Montella per 4-2, in una giornata memorabile per Pepito Rossi, autore di una tripletta. Se la Serie A la vince sempre la squadra che subisce meno sconfitte, la Juve deve fare molta attenzione.

Sarri il rivoluzionario

Sono quasi otto mesi che Sarri è seduto sulla panchina bianconera, e, alla Juve, quelle tracce di sarrismo che si erano viste a Napoli, si sono vedute molto poco. Che il matrimonio tra il tecnico toscano e la Vecchia Signora del nostro Campionato fosse un unione complicata, in molti se lo aspettavano. Un capopopolo come Sarri, che trovasse vita facile nella città sabauda, in pochi se lo potevano immaginare. Ad oggi il tecnico toscano non è ancora in discussione, ma qualche tifoso incomincia già a storcere il naso. Alla Juventus le novità non sono mai tanto state bene accette. Trent’anni fa sulla panchina dei bianconeri era arrivato Maifredi, per far giocare alla Juventus il calcio champagne. Al giro di boa la sua squadra era al vertice del torneo, ma poi crollò nella seconda parte della stagione. Allora le polemiche presero il sopravvento e la Juve finì addirittura fuori dal giro delle Coppe europee. Oggi questa preoccupazione non può esistere, ma il timore che questa stagione possa sfuggire di mano c’è. Tra poco più di due settimane la Juve affronterà il Lione negli ottavi della Champions League, per Sarri l’appuntamento potrebbe segnare un destino.

L’Inter è competitiva

L’Inter di Conte è la squadra meno battuta della nostra Serie A. Finora i nerazzurri hanno perso il solo scontro contro la Juventus. Ieri i nerazzurri hanno vinto il quarto derby di fila. Ma per l’Inter la partita con il Milan non è stata certo una passeggiata. Sotto di due gol, i nerazzurri sono poi riusciti a rimontare il risultato grazie a un secondo tempo disputato con grande carattere. Certo, per recuperare partite di questo genere, non basta solo il carattere, ci vuole anche che la luna sia dalla propria parte. Se Brozovic e Vecino in tre minuti non avessero trovato le reti del pareggio, saremmo qui a commentare di un’altra Inter. Conte adesso ha sicuramente una squadra più competitiva tra le mani, rispetto a qualche settimana fa. Gli innesti di Moses, Young e soprattutto Eriksen, sono rinforzi di spicco. I tre provengono dalla Premier League, il campionato più agonistico del Mondo. Se l’Inter saprà avere la stessa determinazione con cui è entrata in campo nella seconda frazione di gioco contro il Milan, per i nerazzurri potrebbero aprirsi le porte della gloria. Ma Conte deve capire che questa squadra non può attendere l’avversario, deve essere lei a fare la partita e la sua Inter è in grado di farlo, perché questa sua squadra è in grado di dominare ogni tipo di gara.

La Lazio ci deve credere

Dopo aver inciampato in casa contro il Verona di Juric (0-0), la Lazio è ritornata subito alla vittoria, andando a vincere sul campo di Parma. Per i biancocelesti questo è il sedicesimo sigillo della stagione. Una stagione che per i laziali ha dell’incredibile. In questo ultimo mese però la Lazio non è stata così brillante come nei mesi che hanno preceduto il Natale (la compagine capitolina è uscita anche dalla Coppa Italia ndr). Ma per fortuna di Simone Inzaghi i punti sono arrivati lo stesso e la Lazio continua a non subire l’onta della sconfitta in Campionato. L’ultima battuta d’arresto per i biancocelesti risale al 25 settembre, quando la squadra di Simone Inzaghi perse a San Siro contro l’Inter. Ora domenica sera per la Lazio si ripresenta l’occasione per vendicare quel risultato dell’andata, dunque vedremo cosa succederà alla Serie A.

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