Alle 14:00 a Nizza si è disputata la prima tappa del Tour de France, tra le rigide regole contro il Covid.

Ci sono state tante cadute, la pioggia battente ha preso prepotentemente la scena, ma fortunatamente nessuno dei corridori si è fatto male.

In caso di due positivi, l’intero team sarà escluso dalla competizione.

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Tour de France: la prima tappa

Il norvegese Alexander Kristoff si aggiudica la prima tappa e la maglia gialla al Tour de France 2020 sul traguardo di Nizza.

Arrivo come previsto in volata in una tappa caratterizzata dalla pioggia.

Anche dall’asfalto scivoloso e da numerose cadute, tra cui quelle clamorose di Miguel Angel Lopez e Thibaut Pinot.

Il norvegese della Uae Team Emirates si è imposto sul danese Mads Pedersen (trek Segafredo) e sull’olandese Cees Bol (Sunweb).

A seguire l’irlandese Bennett (Deceuninck Quick-Step), lo slovacco Sagan (Bora-Hansgrohe).

E gli azzurri Elia Viviani (Cofidis) e Giacomo Nizzolo (Ntt Pro Cycling Team).

Domenica seconda tappa ancora da Nizza a Nizza, stavolta di 186 km.

Tour de France: sintesi della gara

Pronti-via e subito Michael Schar (CCC), Cyril Gautier (B&B Hotels -Vital Concept) e Fabian Grellier (Total Direct Energie) riescono a portar via la fuga giusta.

Sotto la pioggia incessante i tre riescono a raggiungere fino a 2’20” di vantaggio sul gruppo, condizionato da numerose cadute.


Dopo il primo GPM, sono Julian Alaphilippe e Pavel Sivakov quelli che restano più attardati.

Con il franco-russo che ha anche degli evidenti problemi fisici dopo la caduta, ma entrambi riescono a rientrare sfruttando un rallentamento del gruppo.

Poco prima del traguardo volante, conquistata da Michael Schar con Peter Sagan che è il primo a passare in gruppo prendendosi il quarto posto, l’ennesima caduta di giornata coinvolge Caleb Ewan.

Che accumula più di 5 minuti di ritardo e sembrerebbe tagliato fuori da qualsiasi possibilità di successo.

Tour de France: seconda parte della gara

Con le cadute che continuano a susseguirsi (Latouor, Hugh Carty, Cosnefroy, Nizzolo, Sam Bennett, De La Cruz, Nieve, Amador due volte.

Ellisonde e Calmejane sono solo alcuni dei tanti nomi coinvolti nella varie cadute di giornata), l’azione dei fuggitivi si esaurisce dopo che Michael Schar conquista il secondo GPM di giornata.

Una volta ricompattato il gruppo, pare che su iniziativa di Tony Martin tutti decidano di rallentare per non rischiare con l’incessante pioggia.

Tutti d’accordo tranne l’Astana, che accelera, almeno fino a quando Miguel Angel Lopez non perde il posteriore in discesa finendo anche con la testa contro un cartellone a bordo strada.

Restando miracolosamente illeso.

A quel punto anche la formazione kazaka capisce che non è il caso di prendersi rischi inutili e tutto il gruppo rallenta, tanto che persino Caleb Ewan riesce a rientrare.

Tour de France: il finale di gara

La situazione resta in una fase di semi neutralizzazione per la successiva salita e la nuova discesa che porta verso Nizza.

Una volta in pianura, a 25 chilometri dalla conclusione, la corsa subisce una progressiva accelerazione che vede Benoit Cosnefroy (Ag2r La Mondiale) cercare di anticipare.

L’azione del francese gli permette di guadagnare una dozzina di secondi, ma le formazioni dei velocisti non tardano a reagire.

L’azione di Deceuninck – QuickStep, NTT Pro Cycling e UAE Team Emirates annulla velocemente il tentativo del giovane transalpino.

Che viene ripreso entrando nei 15 chilometri conclusivi.

Il ritmo ovviamente continua ad aumentare notevolmente più l’arrivo si fa vicino, con anche le formazioni dei big che lottano per le posizioni di testa per cercare di evitare pericoli o frazionamenti.

Proprio appena entrati negli ultimi tre chilometri avviene una caduta in coda al gruppo che coinvolge anche alcuni big, fra i quali uno sconsolato Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), atteso da quasi tutti i compagni.

Ovviamente il gruppo procede a grande andatura, ma nessuna squadra sembra in grado di organizzare un treno completo.

Ne esce così una volata molto confusa in cui i pochi gregari a disposizione dei capitani fanno quel che possono, ma i big se la devono cavare da soli.

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