Partita piena di colpi di scena al Moda Center: i Portland Trail Blazers battono i Dallas Mavericks 125-122 dopo un quarto periodo ad altissima tensione. Portland sembra in controllo a lungo, poi rischia grosso nel finale, ma riesce a chiuderla con freddezza ai liberi e con un paio di difese decisive quando la palla scotta davvero.
Avdija a un passo dalla tripla doppia: regia e punti
Il protagonista della serata è Deni Avdija, autore di una prestazione totale: 27 punti, 11 assist e 9 rimbalzi. Non solo realizzatore, ma anche creatore di gioco, con letture mature e ritmo sempre sotto controllo: è lui a guidare Portland nei momenti in cui Dallas prova a rientrare e l’attacco rischia di perdere fluidità.
Accanto a lui brilla Shaedon Sharpe, che chiude con 24 punti e dà continuità offensiva nei possessi più delicati, soprattutto quando la partita diventa una battaglia di uno contro uno e di canestri pesanti.
Caleb Love fattore panchina: sei triple e liberi pesantissimi
Se Avdija è il cervello e Sharpe il riferimento in attacco, l’uomo che cambia l’inerzia a più riprese è Caleb Love. Parte dalla panchina ma impatta eccome: 24 punti, con sei triple e soprattutto una freddezza notevole nel finale, quando conquista e realizza liberi che valgono tantissimo nel contesto di un punto a punto.
Dallas non molla: Christie guida, Klay sfiora il colpo nel finale
Per i Mavericks la rimonta è alimentata da Max Christie, miglior marcatore con 25 punti, e da Brandon Williams (22). Dallas trova anche una prova completa di Cooper Flagg (15 punti, 8 assist, 6 rimbalzi), presente a rimbalzo e utile nella costruzione.
Il simbolo della rimonta, però, è Klay Thompson: firma una tripla pesantissima che tiene Dallas attaccata alla partita e nel quarto periodo trova anche il canestro del pareggio. Nel possesso finale ha la tripla per mandare la gara all’overtime, ma questa volta il tiro non entra.
La partita: Portland scappa, Dallas rientra, finale da cardiopalma
Portland costruisce il vantaggio nel primo tempo, spingendo forte e arrivando anche sul +17 nel secondo quarto. All’intervallo i Blazers sono avanti 75-63 e sembrano avere ritmo e inerzia dalla loro parte.
Dallas, però, reagisce con carattere: ricuce nel terzo quarto e poi trasforma la partita in un duello punto a punto nell’ultimo periodo. Il quarto è un’altalena: sorpassi, contro-sorpassi, possessi corti e scelte pesanti.
A poco più di un minuto dalla fine, una tripla di Christie porta Dallas avanti 122-121, ma da quel momento i Mavericks non trovano più il canestro. Portland resta lucida: Love mette i liberi del controsorpasso, i Blazers difendono bene sui tentativi decisivi di Dallas e Sharpe chiude la pratica dalla lunetta a pochi secondi dalla sirena.
Cosa significa
Per Portland è una vittoria di maturità: non solo talento, ma gestione emotiva, esecuzione e sangue freddo. Per Dallas resta il rimpianto di un finale in cui era riuscita a rimettere la testa avanti, senza però concretizzare i possessi decisivi.
Un match che, al di là del punteggio, conferma una cosa: quando Portland riesce a unire ritmo e disciplina, può diventare una squadra davvero scomoda per chiunque.

