Tsitsipas
Stefanos Tsitsipas: Foto via [email protected]
All’esordio assoluto nella competizione, il greco batte un grandissimo Thiem al termine di tre strabilianti set |

[6] S. Tsitsipas b. [5] D. Thiem 6-7(6), 6-2, 7-6(4)

Nitto ATP Finals Londra – cemento indoor

Un predestinato, questo è Stefanos Tsitsipas. Se la vittoria alle NextGen dello scorso anno era un antipasto, ecco servita sul piatto d’argento qui a Londra la conferma che questo ragazzo ci sa fare.

Ora più che mai il greco è pronto per raccogliere i più ambiti testimoni del panorama tennistico mondiale. Quelle nuove leve a volte troppo sminuite o troppo discontinue, sembrano aver trovato nel capelluto ellenico il loro dio dell’Olimpo.

Tsitsipas vince le Nitto ATP Finals del 2019 rispolverando tanti almanacchi storici in un solo giorno. Infatti il 21enne ateniese diventa il più giovane a vincere la competizione dal 2001, quando un ventenne e semisconosciuto Lleyton Hewitt trionfò tra lo stupore generale.

Dobbiamo risalire invece al 1978, praticamente una vita fa, per trovare un così precoce trionfatore nel Masters di fine stagione. Ad allora alzò il trofeo al cielo il 19enne John McEnroe, sicuramente non uno qualunque.

A 21 anni e 3 mesi ha superato in un colpo solo Zverev (vincitore lo scorso anno a 21 anni e 7 mesi) e un certo Novak Djokovic (21 anni e sei mesi).

Se questi numeri non rendono appetibile questo ragazzo per l’immediato futuro, fate vobis. Uno splendido rovescio in diagonale, un ottimo servizio e un buon adattamento tattico alla partita: le perforanti discese a rete completano il quadro di un giocatore totale, il prototipo perfetto del tennista del futuro.

Aggiungici poi le sottili somiglianze stilistiche con Roger Federer – e vi pare poco – e il gioco è fatto. Un ragazzo con una grinta fuori dal normale, che lotta anche quando forse non c’è da lottare (vedi partita contro Nadal).

Le imperfezioni ci sono senz’altro – a 21 anni non si può chiedere la luna – ma questa promessa sportiva ha tutte le carte in regola per far bene in nei prossimi anni.

Chissà poi che le sue gesta non diano nuova linfa al tennis del suo paese, la Grecia, nazione nel quale questo sport è un semplice hobby o poco più.

Un torneo già di grande livello per tutta la durata della settimana trova quindi nella finale una conclusione meravigliosa. Infatti è bene onorare i vincitori, ma giù il cappello anche dinanzi allo sconfitto, Dominic Thiem, che ha lottato come un forsennato per tutti e tre i set.

Nonostante la superficie poco congeniale alle sue caratteristiche, a tratti l’austriaco pareva un carrarmato impazzito che sparava palline a destra e sinistra del campo.

Alla fine è stata però una vittoria meritata per Tsitsipas, che ha saputo rimontare il primo set rimanendo attaccato alla corda della partita.

Il primo parziale ha infatti visto i due tennisti ‘monomani‘ darsele di santa ragione sulla diagonale, uscendo di tanto in tanto dallo scambio con il dritto.

Le migliori occasioni da break capitano al giustiziere di Federer, ripreso però in fretta dall’avversario grazie al servizio.

I finalisti fanno della difesa la loro arma migliore: spicca soprattutto quella del greco, che non ricordavamo essere così strenua.

Tuttavia Stefanos si scioglie nel momento clou, ovvero al tie-break: un rovescio quasi steccato apre le porte a Thiem per l’iniziale vantaggio.

Da grande campione però il 21enne ellenico non subisce il contraccolpo psicologico, anzi. La svolta è tutta nel secondo parziale, complice anche un Thiem in versione fantasma.

Infatti l’austriaco sparisce inspiegabilmente dal campo per un’oretta scarsa, venendo completamente tramortito dalle continue variazioni dell’opposto.

Rovescio-dritto-discesa a rete, ormai l’ateniese non dà più punti di riferimento. Non scherziamo mica se a tratti sembra di vedere il fuoriclasse elvetico in campo, d’altronde le analogie sono molte.

Tsitsipas trainato da tutti gli dei dell’Olimpo risorge e infligge un destro-sinistro alla Mike Tyson per archiviare il secondo set: subito 4-0 dinanzi ad un Thiem inerme.

Il terzo set è quindi l’epilogo più adatto a queste fantastiche Finals. Nonostante i cinque minuti di pausa circa, Dominic sembra ancora aver smarrito la bussola dell’incontro. Il tennista di Wiener-Neustadt è leggero sia al servizio che con il dritto.

Al contrario Tsitsipas continua a spingere sull’acceleratore conquistando due palle break. La prima è annullata da Thiem nonostante l’ululato di un imbecille al fine di disturbare il colpo.

Per fortuna ci vuole ben altro per scalfire la roccia asburgica, che però poco dopo soccombe a causa di un suo errore con il dritto.

Un inarrestabile Tsitsipas conferma quindi il break e sale 3-1. Più che i colpi a fare ora la differenza è la grande intelligenza tattica di Stefanos, ben superiore ai suoi 21 anni.

Il giovane di Atene è bravo a ricacciare sempre all’indietro gli attacchi dell’avversario. Infatti è conscio del fatto che non può permettere a Thiem di sfoderare tutta l’artiglieria ( non ci sarebbe partita) prediligendo colpi liftati al fine di recuperare campo.

Nonostante il canovaccio tattico sia dalla sua parte, il greco non ha fatto i conti con un mastino come Thiem. Da grande lottatore e maestro sulla terra rossa, il n.5 al mondo vende cara la pelle.

Dominic corre qua e là come un matto e costringe Stefanos a mandare in rete due rovesci. Subito contro-break e finale di nuovo in bilico. Ora le energie mentali maggiori pendono dalla parte del 25enne, che carico a molla gioca a tutto braccio.

Due dritti mostruosi fanno sobbalzare dai seggiolini il pubblico della O2 Arena di Londra. Dopo due ore e mezza di grande battaglia, la miglior conclusione non poteva che essere il tie-break.

Era dal 2007 che non si verificava un epilogo del genere – ai tempi si giocava al meglio dei cinque set – In quella circostanza Nalbandian prevalse su Federer.

Questi ultimi atti di partita cominciano invece in modo ottimale per Tsitsipas: due grossi errori di Thiem lo portano sul 4-1.

Un pò di nervosismo dovuto all’emozione lo affligge anche in questa occasione, con il greco che abbassa sensibilmente la velocità della prima.

Dai 200 km/h di media si passa a prime palle molto più lente, che spesso diventano seconde. Thiem sfrutta questo momentaneo deficit e si rifà sotto recuperando i due mini-break.

La grande diligenza del due volte finalista al Roland Garros viene però meno al nono punto, quando manda alle stelle un dritto comodo per un tennista come lui.

Al contrario Stefanos recupera polso e coraggio mostrando al pubblico, che grida all’unisono il suo nome, perché possiede le stimmate del campione.

Il roccioso Thiem si sbriciola sul più bello, quindi Tsitsipas chiude al primo match point laureandosi ‘Maestro’ per la prima volta in carriera.

Un successo che forse gli apre definitivamente le porte dell’Olimpo del tennis. Il premio consegnatogli da Stefan Edberg – vincitore alle Finals nel 1989 – cala definitivamente il sipario su una spettacolare stagione 2019 (in attesa della Coppa Davis ).

Ci vediamo il prossimo anno con il grande tennis.

Nitto ATP Finals Londra – il tabellone finale

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