Entrambi i tecnici hanno sostenuto la consueta conferenza alla vigilia del derby. Una gara fondamentale per entrambe le squadre. L’Inter vuole riprendersi la vetta dopo lo stop contro la Lazio, i rossoneri vogliono proseguire nella loro marcia e mantenere il primato in classifica.

Conte alla vigilia del derby. “Fermare il campionato sarebbe disastroso”

Conte deve fare i conti con le assenze della vigilia del derby. Non è ancora certa la presenza di Sanchez per la partita di domani. Il tecnico si è anche espresso su un possibile stop del campionato, affermando che tale evento potrebbe essere disastroso.

Che valore attribuisce a questa gara, in vista del fitto calendario in programma?

Cerchiamo di fare bene in tutte le partite, ogni singola vittoria vale sempre tre punti. Il derby porta difficoltà maggiori, affrontiamo un Milan forte che sta viaggiando bene sulla scia del finale della scorsa stagione. Un’altra squadra forte come la Lazio, ma vogliamo proseguire nel nostro percorso.

Cosa si aspetta dai nazionali rientrati da poco?

Il Milan ha la propria identità e il suo modo di giocare, nel nostro lavoro gli esami non finiscono mai, ed è un esame importante e difficile. Ho avuto poco tempo a disposizione ma vale anche per i nostri avversari.

Quanto è difficile preparare il derby in queste condizioni?

Avessi avuto la possibilità di scegliere, avrei preferito avere un giorno in più. Sappiamo che ci sono dei calendari, anche internazionali, da rispettare e perciò non possiamo far altro che adeguarci. Lo prepareremo oggi, non abbiamo altre vie: tra video-analisi e lavagna tattica cercheremo di fare del nostro meglio, senza forzare troppo con i calciatori appena tornati.

Si aspetta di vedere ciò che la squadra ha acquisito nel corso della sua gestione?

Siamo solo all’inizio, di gare importanti da qui alla fine ce ne saranno all’infinito. Mi aspetto comunque sempre una crescita, specie dal punto di vista della responsabilità. Aspetto importante questo per fare un ulteriore step.

Sanchez è a disposizione per domani?

Alexis ha un affaticamento muscolare, faremo oggi delle valutazioni durante la sessione di allenamento facendo al contempo grande attenzione. Dobbiamo considerare che giocheremo sette partite in tre settimane. Se sarà a disposizione è perché avrà dato delle garanzie, prendendosi anche delle responsabilità. Diversamente preferisco aspettare la prossima partita, ma al momento non escludo nulla.

Alla luce dei tanti casi positivi al Covid, è giusto sottolineare che il torneo non rispecchierà i giusti valori in campo?

Dovremo essere tutti collaborativi e propositivi, accettando la situazione in essere. Lo sta accettando lo sport in generale, il Paese tutto. Serve pazienza e disponibilità, abbiamo passato un periodo molto duro e sinceramente mi è dispiaciuto che ce ne siamo dimenticati così in fretta. Sembra stia tornando una nuova fase complicata, perciò serve unità per affrontare questa situazione al meglio e andare avanti: fermarsi sarebbe disastroso. Inutile lamentarsi degli assenti o di chi è più penalizzato.

E’ cambiata la filosofia delle squadre italiane? Ora sembra si cerchi più il gioco, tralasciando qualcosa in fase difensiva…

L’anno scorso abbiamo fatto 113 gol in tutte le competizioni, mi auguro si possa ripetere questi numeri anche quest’anno. Vorrei un calcio propositivo e intenso, fatto di pressione, come viene fatto in Europa e ormai anche in Italia dalla maggior parte delle squadre. Ognuno deve lavorare anche in base al materiale che ha a disposizione e agli obiettivi stagionali. Quando giochi contro squadre dalle rose superiori, serve adottare una strategia differente. In ogni caso, penso che in Italia stia crescendo la voglia di costruire, affrontare l’avversario a viso aperto, il che è molto importante.

In Italia da tanti anni non si vedeva un duello tanto affascinante come quello tra Hakimi e Theo Hernandez: che match si aspetta da loro?

Un match tra due squadre, l’Inter e il Milan. Dentro ci saranno elementi come loro due, molto interessanti, che daranno un apporto micidiale in termini di velocità e qualità.

Cosa suggerisce agli esterni larghi in relazione a chi gioca in difesa?

Concettualmente non cambia nulla. Chiediamo al laterale basso di costruire e diventare anche un elemento in più in fase offensiva, alternandosi magari con l’esterno alto di riferimento. Anche al Chelsea mi è capitato con Azpilicueta, ma anche con Danilo e ora con Kolarov. La difesa a tre si pensa sia più difensiva, io invece la considero un’ulteriore arma offensiva. Per me non è un passo indietro, ma un’evoluzione tattica mondiale. Dipende sempre dall’interpretazione.

Ha deciso chi giocherà tra Brozovic ed Eriksen?

Ho meno problemi di altre volte in termini di scelta, questo è sicuro. Domani sarà la prima partita di sette ogni tre-quattro giorni. Parliamo anche di Champions League, perciò le rotazioni saranno necessarie. Sono tranquillo, magari domani partiremo con tre centrocampisti, mercoledì con altri e sabato con altri ancora. Saranno tutti protagonisti, sto lavorando bene con ognuno dei miei calciatori, a patto che ci sia disponibilità che sarà la chiave di questa stagione. E’ importante entrare in campo e avere subito un buon impatto.

Le parole di Eriksen le sono parse esagerate?

Se all’Inter giochi poco o meno, questo non lo so. Per me sta giocando il giusto nel rispetto della squadra. Posso sbagliare, ma sono contento di ciò che Christian sta dando al gruppo e penso che anche lui lo sia. Ci sarà spazio per lui come per tutti gli altri. Sarà una stagione lunga ed estenuante.

Chi torna dal periodo di positività al Covid, necessita di più tempo per rientrare in gruppo? 

Ci stiamo confrontando con tutti i medici, da casa è difficile stare al passo, ma stiamo cercando di non far perdere loro la condizione. Non preoccupa tanto la positività al Covid, ma il tempo passato a casa lontano dal gruppo e dalle sedute di allenamento. Il nostro compito è cercare di limitare questo danno.

Quanto manca il pubblico allo stadio?

Non è bello giocare senza i nostri tifosi, ci si dimentica forse che si lavora e si suda per cercare di dar loro delle soddisfazioni. Spesso rinunciano a qualcosa nella vita privata pur di venire allo stadio, pagando il biglietto. Ripeto: adesso bisogna cercare di essere quanto più collaborativi possibile per uscire da questa situazione nel migliore dei modi, di aiutare chi deve prendere delle decisioni in merito. Ai tifosi, che nell’ultimo derby sono stati importantissimi per la nostra vittoria in rimonta, dico che li sentiamo vicini.

Pioli su Rebic e sul derby. “Rebic non ci sarà. La sconfitta di febbraio è servita”

Alla vigilia del derby Pioli è certo che Rebic non sarà disponibile per via dell’infortunio. Tuttavia ha ribadito grande fiducia nella propria squadra, affermando in questa vigilia del derby che il gap con la squadra nerazzurra si è ridotto notevolmente.

E’ una verifica per il Milan questo derby?

Il Milan ha la propria identità e il suo modo di giocare, nel nostro lavoro gli esami non finiscono mai, ed è un esame importante e difficile. Ho avuto poco tempo a disposizione ma vale anche per i nostri avversari.

Derby senza tifosi?

La rivalità si sente, purtroppo non ci saranno i tifosi. Ma che sia una partita sentita è sicuramente vero, dobbiamo preparare al meglio questa partita e giocare meglio degli avversari.

Derby alla quarta giornata, il Milan rispetto a un anno fa è cambiato?

Il nostro è un percorso che è iniziato un anno fa, e abbiamo ampi margini di miglioramento, ma rispettiamo l’avversario che viene visto come probabile vincente del campionato. Entriamo in campo con convinzione.

Sperava di arrivare al derby così?

Speravo di arrivare al derby con tre vittorie in campionato e con il superamento dei turni in Europa, ci arriviamo bene ma ci arrivano bene anche i nostri avversari.

Vincere un derby dopo anni che step rappresenta?

Battere l’Inter ci darebbe entusiasmo, ma pensiamo una gara alla volta. Pensiamo a crescere e migliorare.

Le condizioni di Ibraimovich. Come sta lo svedese?

Ha avuto un problema ma l’ho ritrovato come sempre, sorridente, volitivo, determinato e generoso, sta bene poi è chiaro che ha avuto solo una settimana di allenamenti. Ed è pronto per giocare.

Battere l’Inter per dire che il Milan è tornato?

Ogni gara serve per migliorare, ci vedrà di fronte ad un avversario forte. E’ stata importante la sconfitta dello scorso derby, da quella gara abbiamo fatto tesoro degli errori, abbiamo capito che basta mollare un attimo l’attenzione per subire schiaffi. E’ stata una palestra importate e su quella sconfitta abbiamo costruito il nostro momento.

Opportuno mandare i giocatori nelle nazionali?

E’ una decisione della federazione e dei club. Abbiamo avuto poco tempo per preparare il derby ma lo stesso problema l’ha avuta la nostra avversaria.

Quando può rientrare Rebic?

Non sarà disponibile per domani, sta meglio e questo è importante, ha evitato l’intervento ma settimana prossima avrà un nuovo controllo per capire quali saranno i tempi di recupero.

Kjaer, si aspettava un giocatore così?

L’apporto che sta dando dentro e fuori dal campo è sicuramente di alto livelli, stiamo parlando di un professionista ineccepibile, un ragazzo intelligente. Anche il ritorno del capitano ci permette di ritrovare quei meccanismi difensivi su cui abbiamo lavorato.

Quanto è cresciuto il Milan rispetto al derby scorso?

Abbiamo avuto più esperienza, siamo cresciuti molto, però è inutile pensare al passato, guardiamo al presente.

Cosa rende diverso lei da Conte?

Non invidio nulla a Conte, amo il mio lavoro. I colleghi li conosco per come studiano le loro strategie ma non personalmente, sono tante le cose che non conosco per dare dei giudizi.

La più grande differenza tra il Milan di ora e quello di febbraio?

Abbiamo un’identità più precisa, conosciamo meglio il nostro sistema di gioco. Siamo cresciuti di livello.

Come arriva il Milan a questa gara?

C’è tutto dentro, sia le vittorie in campionato e la qualificazione in Europa League, con difficoltà ma ce lo aspettavamo visto gli impegni ravvicinati. Il rientro di Ibra è uno stimolo in più.

L’assenza di Rebic è importante?

Stiamo parlando di un giocatore determinante per molte partite, manca un elemento importante ma ne abbiamo altri a disposizione.

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