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Settembre19 , 2021

Vigilia della finale d’andata per Venezia-Cittadella

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E’ la vigilia della finale d’andata dei Playoff del campionato di calcio Serie B. Il campo di gioco è tutto veneto, la tifoseria è pronta e schierata, si aspetta il fischio d’inizio. Domenica 23 Maggio allo stadio Pier Cesare Tombolato di Cittadella (Padova) il Venezia ed il Cittadella giocheranno la partita d’andata. In programma alle 21:15, sarà trasmessa in diretta tv su Rai 2. La partita sarà seguita da quella di ritorno che si terrà allo stadio Pier Luigi Penzo (Venezia) il 27 maggio, ore 21.30 (anch’essa trasmessa in diretta tv sullo stesso canale). 

Il Venezia ed il Cittadella: due città vicine ma rivali

Due squadre e prima di tutto due città, distanti un’ora d’auto affacciate sul medesimo sfondo regionale: il Veneto. Vicine eppure lontane, avversarie uscite vincitrici dai precedenti scontri, i lagunari eliminano infatti il Lecce, il Cittadella il Monza. In campo, per la finale d’andata, non solo due squadre ma due filosofie opposte. Una che lotta con il coraggio di un leone per accaparrarsi di nuovo il titolo in serie A (il Venezia manca dalla stagione 2001-2002) e l’altra che lotta con altrettanto coraggio per un titolo che non le è mai appartenuto (finora). In questo secondo derby veneto, in tre anni e in una finale playoff (nel 2019 il campo fu solcato da Verona-Cittadella) le due squadre che si accingono ad uscire dagli spogliatoi e a schierarsi non potrebbero essere morfologicamente più diverse. 

La grandezza della squadra la costruisce ogni giocatore

Il Venezia si presenta come uno straordinario melting pot, con una storia alle spalle turbolenta, all’insegna di cadute e cambiamenti. Il Cittadella seppur nella sua giovinezza (il club è stato fondato nel 1973 dall’unione di due squadre cittadine) svela invece un passato continuo, pacifico e tradizionale con una rosa di giocatori italiani. Il portiere, Elhan Kastrati è albanese  seguito da altri tre giocatori con doppia cittadinanza Marco Rosafio, Roberto Ogunseye e Frank Tsadjout (svizzera, nigeriana e camerunese). Si completa la squadra con una serie di giocatori, la maggior parte dei quali pescati dalle categorie inferiori, di nazionalità italiana. Nel Venezia la composizione invece è assai più multietnica: cinque sono scandinavi, l’austriaco Svoboda, lo sloveno Crnigoj accompagnati da un blocco tutto italiano. Un incontro di lingue e culture che risulta a quanto pare vincente, pronto sicuramente per la finale d’andata alle porte.


Playoff Serie B: finale d’andata Cittadella-Venezia

Storie di crescita e di vittorie

“Paese che vai usanza che trovi” o meglio dire “paese che vai storia locale che trovi”, sì perché per le due squadre anche le realtà calcistiche limitrofe sono differenti, e così anche il loro modo di approcciarci e di costruire un’unica e solida squadra. Il Venezia prima di sfondare la porta del mondo calcistico in maniera indipendente cerca infatti un’unione con il club cittadino Mestre. Nel 1987 Maurizio Zamparini decide di unire il suo Venezia inaugurando così  l’Associazione Calcio Venezia-Mestre. La fusione però non viene accettata da molti, e in entrambe le realtà cittadine nascono squadre “antiunioniste”. Tutto viene risolto però con la promozione in B nel 1991 per il Venezia che tornerà al Penzo, luogo primordiale per non lasciarlo più. Il Cittadella è invece una squadra che del “farsi da sé” ne ha fatto una filosofia di vita. Per anni rimane ferma sotto il titolo di “una delle tante squadre  padovane” bazzicando tra terza, quarta e quinta serie. Anno 2000: la svolta. La prima promozione in Serie B la fa volare direttamente sul podio del suo capoluogo, affermandosi così come unica realtà  indipendente ed entrando nella scena calcistica come una delle migliori squadre della B.

Non ci saranno sconfitte ma solo vittorie per questa finale d’andata

La tifoseria veneta dunque non ha dubbi, concorda quasi all’unanimità: Il Venezia ed Il Cittadella godono di grandezza e di merito. Ambedue sono degne di un titolo siglato A, se una delle due perde il Veneto vince egualmente, ed allora si alza in grido il sincero augurio: “che vinca il migliore”. 

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