Golden State doma i Phoenix Suns 118–107 al Chase Center e resta perfetta in casa. Gara a strappi: vantaggio largo costruito nel primo tempo, fiammata Suns nel quarto periodo, gestione finale dei Warriors senza panico.
La chiave: second unit e triple
- Panchina d’oro: 63 punti complessivi dai “non titolari”, con Moses Moody mattatore da 24 punti (5 triple). Impatti preziosi anche di Brandin Podziemski (13) e Buddy Hield (12).
- Perimetro che brucia: 19 triple realizzate da Golden State, ritmo e spaziature perfette nei primi 24’, quando i padroni di casa toccano il +24 e chiudono l’intervallo sul 68–49.
I protagonisti
- Stephen Curry: 28 punti, 5 bombe, regia calma nel finale quando Phoenix prova l’ultimo rientro.
- Devin Booker: sontuoso da 38 punti, guida la risalita fino al –8 nel quarto periodo, ma paga lo sforzo e la poca continuità dei compagni.
- Mark Williams: presenza fisica, 16+16 a rimbalzo per i Suns.
La partita in breve
- Partenza Warriors: difesa attiva, corsa e triple (33–19 al 10’).
- Strappo prima dell’intervallo: second unit dominante, ritmo alto e Phoenix in apnea.
- Rimonta Suns: Booker accende la gara, Phoenix risale, ma qualche persa e il controllo di Curry ai liberi chiudono i conti.
Cosa ci lascia questa sfida
- Warriors: identità chiara quando la panchina produce; con questo volume dall’arco diventano molto difficili da inseguire.
- Suns: talento di alto livello davanti, ma servono più punti “di sistema” oltre a Booker e maggior tenuta nelle prime ondate avversarie.
Prossime: Golden State affronta un back-to-back impegnativo; Phoenix cerca immediato riscatto per tornare in parità.

