Un debutto atteso a lungo, costruito tra sacrifici, ostacoli, entusiasmo e tanta determinazione. Per il Wheelchair Rugby Catania della ASD All Sporting, il weekend di Padova ha rappresentato molto più di una semplice prima uscita stagionale: è stato l’inizio concreto di un percorso storico nella massima serie del rugby in carrozzina italiano.
Nella palestra dell’Istituto Comprensivo di Ponte San Nicolò, il team etneo guidato da coach Giuseppe Seminara ha infatti preso parte alla prima tappa del 19° Campionato Nazionale di Rugby in Carrozzina, confrontandosi subito con due avversarie di alto livello e accumulando esperienza preziosa in una categoria che richiede intensità, lucidità e grande compattezza.
Accompagnati dal team manager e atleta Salvo Mirabella, i rossazzurri, inseriti nel girone A, hanno affrontato sabato 14 marzo gli Ares Romanes Roma e domenica 15 marzo i Mastini Cangrandi Verona, reduci dal successo nella prima Coppa Romagna. Due partite complicate, contro squadre più abituate ai ritmi della categoria, ma che hanno comunque offerto indicazioni importanti sul valore e sulle potenzialità del gruppo catanese.
Contro la formazione romana, il Wheelchair Rugby Catania ha dovuto fare i conti con un avvio particolarmente duro. Gli Ares Romanes hanno imposto fin da subito un gioco fisico, intenso, senza concedere nulla, mettendo in mostra tutta la loro esperienza. Il 55-5 finale racconta una sconfitta netta, ma non fotografa completamente lo spirito con cui i siciliani hanno affrontato la gara. Nel corso del match, infatti, sono arrivate anche le prime mete in Serie A, un segnale simbolico ma importante per una squadra chiamata a prendere confidenza con il nuovo livello competitivo.
Nel secondo impegno del fine settimana, contro i Mastini Cangrandi Verona, è arrivata un’altra sconfitta, stavolta per 45-15, ma con sensazioni differenti. Gli scaligeri, dopo il successo ottenuto il giorno prima contro i padroni di casa del Padova Rugby, hanno ruotato parte dell’organico, lasciando a Catania qualche spazio in più per sviluppare il proprio gioco. I rossazzurri ne hanno approfittato per crescere nel ritmo, migliorare alcune situazioni tattiche e mostrare una maggiore fluidità nelle transizioni.
Al di là dei punteggi, però, a emergere è soprattutto la lettura tecnica e umana fornita da coach Seminara, che ha voluto guardare oltre il risultato. L’allenatore ha sottolineato come la squadra sia riuscita a mantenere le distanze, applicare i principi provati in preparazione e proporre la propria identità anche contro avversari di spessore. Sul piano fisico e dell’intensità, la risposta del gruppo è stata definita eccellente, con una squadra capace di lottare su ogni pallone e di reggere anche nei momenti di maggiore pressione.
Secondo Seminara, ciò che è mancato non è stata la prestazione, ma piuttosto la gestione dei dettagli, il cinismo nei momenti favorevoli e, inevitabilmente, un po’ di esperienza. Un’analisi lucida, che restituisce il senso di un esordio sì difficile, ma tutt’altro che negativo per una formazione nuova che ha già mostrato segnali di personalità e di crescita.
L’emozione è stata forte per quelli che vengono chiamati “i lapuni dell’Etna”, soprannome che racconta bene lo spirito del gruppo. Come i bombi che, secondo il noto detto, volano nonostante limiti che sembrerebbero impedirglielo, anche gli atleti catanesi affrontano questa avventura senza complessi, con la volontà di misurarsi a viso aperto con le migliori realtà del campionato. Un’immagine che restituisce perfettamente il senso del loro percorso: coraggioso, ostinato, pieno di orgoglio.
Il valore di questo esordio diventa ancora più evidente se si considera che il roster etneo ha dovuto affrontare la trasferta senza alcuni elementi, anche a causa delle difficoltà economiche che spesso accompagnano lo sport paralimpico. Una parte importante dello sforzo organizzativo e finanziario viene sostenuta direttamente dagli stessi atleti, attraverso l’autotassazione, insieme al sostegno di partner e sponsor che rendono possibile la prosecuzione del progetto.
Nonostante tutto, il Wheelchair Rugby Catania continua a rappresentare una realtà dal significato che va oltre i risultati sportivi. La squadra porta in campo non solo la città di Catania e la Sicilia, ma idealmente tutto il Sud Italia in uno sport ancora in crescita e che merita sempre maggiore attenzione.
Il campionato, intanto, è ancora lungo. Dopo la tappa di Padova, il calendario prevede un nuovo appuntamento l’11 e 12 aprile a Verona, prima dell’attesa tappa casalinga del 26 e 27 settembre, il cui impianto sarà annunciato successivamente. Poi sarà la volta delle finali autunnali, in programma tra Roma e Milano.
Per il Wheelchair Rugby Catania la strada è appena cominciata, ma il primo weekend di Serie A ha già lasciato in eredità qualcosa di importante: le prime mete, tanta esperienza e la consapevolezza di poter crescere ancora. E, per un gruppo all’esordio, è già un ottimo punto di partenza.

