Ai bianconeri non sono mancati i grandi attaccanti tedeschi nella loro storia, ma un profilo come quello di Nico Woltemade, classe 2002, con i suoi 198 cm di altezza, non si era mai visto. Nonostante l’ultima stagione al Newcastle sia stata deludente, la Juventus ha deciso di puntare su di lui, convinta che agli ordini di Spalletti possa ritrovarsi. A garantire per il giocatore, è Karl Heinze Ridle, ex attaccante della Lazio, tra il 1990 e il 1993, Campione del Mondo con la Germania nel 90 e Campione d’Europa con il Borussia Dortmund nel 1997, in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
“WOLTEMADE UN NOVE E MEZZO, PUO’ ANDARE IN DOPPIA CIFRA”
Riedle vede nel connazionale caratteristiche particolare e soprattutto lo considera la spalla perfetta di Kolo Muani, suo prossimo collega di reparto alla Juventus: “E’ più un nove e mezzo che un centroavanti tradizionale. E’ molto alto, è vero, ma possiede piedi più delicati: state tranquilli che sa bene dove si trova la porta”.
“RICORDA IBRAHIMOVIC”
Su una possibile similitudine con qualche collega nel suo ruolo, azzarda un paragone con un grande del passato:”Ha caratteristiche abbastanza uniche. Dura paragonarlo a un nove tedesco. Piuttosto, con le dovute proporzioni, in certi momenti ricorda Ibrahimovic. Ibra, però, è Ibra”.
LA CONVIVENZA CON KOLO MUANI E GLI OBIETTIVI
Ridle si sofferma sulla collocazione tattica di Woltermade nello scacchiere di Spalletti: “E’ un attaccante mobile e duttile, può partire anche da seconda punta e giocare in coppia con Kolo Muani in una sorta di 4-4-2. Se sentirà la fiducia di Spalletti, andrà in doppia cifra: magari una quindicina”
LA PERSONOLITA’ DI WOLTEMADE
L’ultimo passaggio dell’intervista è riservato al carattere del giocatore: “Mio figlio lo conosce personalmente e mi dice che è un bravo ragazzo, solare e divertente, con uno spirito simile a quello italiano”.

