Il centrocampista del Verona Mattia Zaccagni si racconta a 360 gradi. Tanti gli argomenti affrontati: il Verona, il tecnico Juric, a cui deve la sua crescita professionale, la convocazione in Nazionale, la famiglia e i tatuaggi. Queste le sue parole.

Sul suo debutto in Serie A:

San Siro? Ricordo l’emozione unica per l’esordio. Entrai nel secondo tempo, stavamo perdendo 1-0 con gol di Felipe Melo e finì così. Le sensazioni che provai allora mi sono rimaste dentro ancora oggi.

Sul Verona e sul mister Juric:

Sono a Verona dal 2013, ormai sento mia questa città. I posti che preferisco? Piazza Erbe e Castelvecchio. Juric ci chiede di prenderci responsabilità e di essere consapevoli di ciò che facciamo, ma ci trasmette anche anche coraggio e sicurezza. Mi ha insegnato davvero molto, per me è stato ed è fondamentale e lo ringrazio perché nella convocazione con l’Italia c’è molto del suo.

Come ha reagito Zaccagni alla chiamata di Mancini?

Zaccagni ha raccontato l’emozione della convocazione in Nazionale:

Dopo la partita si San Siro contro il Milan, durante l’antidoping, il nostro segretario mi ha detto che ero stato chiamato da Mancini. Arrivare in Nazionale è il sogno nel cassetto di ogni bambino che inizia a giocare a calcio, quindi esserci riuscito è indescrivibile. La prima cosa che ho fatto? Dirlo alla mia famiglia

Il centrocampista gialloblù ha svelato chi sia il suo idolo:

l mio idolo da piccolo è sempre stato Alessandro Del Piero. Il mio assist contro la Juventus come quelli di Riquelme? Ora non esageriamo, però mi fa piacere: anche lui è stato un grandissimo

Ha parlato anche dei suoi compagni di squadra: “Ivan Ilic mi ha colpito moltissimo, ha tutto per affermarsi. E poi Kalinic… Se penso che fino a poco tempo fa lo prendevo alla PlayStation…”


Zaccagni e Lovato infortunati


Il giocatore scaligero ha raccontato di quale sia il suo sogno più grande e a chi siano dedicata i suoi tatuaggi:

Il mio sogno è mettere su famiglia, ma in questi giorni ho anche avuto la gioia di prendere casa a Verona, proprio in centro storico. I miei tatuaggi? Ne ho tre dedicati al Verona, uno per il debutto e due per le promozioni, ma anche uno speciale per mia sorella: è l’ora in cui è nata, e lei ha fatto lo stesso per me. Siamo inseparabili

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