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Aggiornamento: Zarco ha annunciato sul suo profilo Instagram il suo passaggio al team Avintia.

la notizia, in teoria, non è confermata, in quanto manca il comunicato stampa. In pratica, la cosa è ormai fatta: Johann Zarco sarà in MotoGP nel 2020, e guiderà una Ducati. Il francese sarà membro del team Avintia Racing, prendendo il posto di Karel Abraham.

A confermare il passaggio del pilota di Cannes è lui stesso, precisando però di non aver firmato con la compagine spagnola, ma direttamente con la casa bolognese. E in effetti, è stata proprio la Ducati a trattare con lui. Una trattativa caldeggiata anche dai piani alti, tanto dalla Dorna quanto dal promoter del GP di Francia, diventato una specie di sponsor…indiretto di Zarco.

Dopo la chiusura del rapporto con KTM, Zarco ha accettato di salire sulla Honda satellite del team LCR, in sostituzione dell’infortunato Takaaki Nakagami. Con questa mossa sperava di trovare posto al team HRC, visto il ritiro di Jorge Lorenzo. Ma l’Ala Dorata ha preferito puntare su Alex Marquez, campione del mondo Moto2 e fratello di Marc. Di qui l’intervento di Dorna e Ducati, che hanno elevato Avintia a team satellite e proposto la sella a Johann. Per farlo, la compagine guidata da Ruben Xaus ha sacrificato Karel Abraham. Un sacrificio non da poco, vista la dote economica portata dal pilota ceco.

Ma ora, è il momento di rispondere alla domanda di partenza: Zarco è per Ducati una risorsa, oppure un problema?

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Dal punto di vista del talento, Zarco è senza dubbio una risorsa. E’ l’unico pilota ad aver vinto due mondiali di fila in Moto2, ed in MotoGP ha mostrato subito di essere un top rider. Con la Yamaha satellite ha dimostrato spesso di essere veloce quanto e più degli ufficiali, ma non ha mai avuto una vera chance. Questo lo ha portato a cercare la KTM, salvo poi pentirsene a stagione in corso.

E qui che viene fuori il punto debole del francese, la sua scarsa diplomazia. Finché era gestito da Laurent Pellon, colui il quale lo ha portato alle vette del motociclismo mondiale, Zarco si era mostrato nel suo lato più umano e carino. Poi, le strade tra i due si sono divise: Johann non ha perdonato a Pellon il mancato approdo in HRC, dopo il ritiro di Dani Pedrosa.

Senza la sua guida, però, Zarco si è trovato in difficoltà, a causa del suo modo di parlare fin troppo schietto. Un esempio è il commento inopportuno sul telaio KTM durante i test di Jerez, definito in maniera poco elegante. Parole che non sono state gradite dal boss Stefan Pierer, così dal resto del team. E non è un caso che, dopo la decisione di separarsi con un anno d’anticipo, a Mattinghofen abbiano…accelerato i tempi appiedandolo a stagione in corso.

Lo stesso problema, tra l’altro, è emerso con Avintia. Interpellato sulla questione, Johann ha detto esplicitamente che preferiva la Moto2 ad un team non all’altezza dei suoi standard. Non proprio il massimo per iniziare un rapporto. Per sua fortuna, Avintia ha chiuso un occhio, anche perché l’arrivo di Zarco è funzionale alla loro permanenza in MotoGP. Per rinnovare l’accordo con Dorna, hanno bisogno di un livello tecnico più alto, non ottenibile con un pilota pagante. Di qui la scelta del francese.

Per concludere, se la scelta di Zarco e della Ducati sarà giusta o no, lo scopriremo solo il prossimo anno. La motivazione del pilota, invece, è chiarissima. Johann vuole usare il 2020 come vetrina per candidarsi al team ufficiale nel 2021. In quella data, i contratti di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci scadranno, e Johann proverà a ritagliarsi un posto nel box rosso. Ma non sarà facile.

Il male oscuro di Casey Stoner: https://sport.periodicodaily.com/casey-stoner-salute/

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