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WADA e l’Indonesia: le moto corrono ma senza bandiera

La WADA mette a rischio le gare di moto in Indonesia e Thailandia? Per loro fortuna, no. Premesso che in Thailanda quest’anno non corre nessuno, causa pandemia, il problema resta per la nazione con capitale Jakarta, che ha il mondiale Superbike nel suo calendario (Mandalika, prevista per metà novembre). L’agenzia mondiale antidoping ha autorizzato l’organizzazione dell’evento, ma non si potrà esibire la bandiera nazionale. Il provvedimento vale anche per la MotoGP (che correrà a Mandalika ed a Buriram la prossima stagione), e durerà fino a quando le due nazioni non si rimetteranno in regola. In regola per cosa? Qual è il problema? Ve lo spieghiamo qui sotto.

Perché la WADA ha castigato Indonesia e Thailandia anche sulle moto?

L’agenzia mondiale antidoping ha messo le due nazioni in procedura d’infrazione, per usare un termine molto in voga nelle istituzioni europee. Il motivo è che nessuna delle due ha mostrato di disporre di una procedura adeguata per i test di rilevamento delle sostanze proibite. La sanzione prevista dal codice prevede che il paese colpevole sia bandito da qualunque competizione sportiva, tra quelle organizzate da una federazione affiliata alla WADA (MotoGP e Superbike lo sono). Quindi, in teoria, ogni gara in Indonesia e Thailandia sarebbero proibite. Tuttavia, l’agenzia prevede un’eccezione, ossia la possibilità di disputare comunque le gare ma senza le bandiere nazionali. Quando la SBK arriverà a Mandalika, team e piloti non troveranno bandiere indonesiane appese e sventolanti. Nel caso un pilota di quel paese salisse sul podio, suonerà soltanto l’inno nazionale (se vince) ma la bandiera non comparirà. Lo stesso vale per la Thailandia e per la Corea del Nord, anch’essa sanzionata ma che non dispone né di eventi né di piloti. In poche parole, i due paesi asiatici hanno subito la stessa sorte della Russia, teoricamente bandita dallo sport per il “doping di stato” ma nella pratica potrà organizzare eventi ed iscrivere piloti, i quali però non potranno usare la licenza russa. Attualmente, nel motociclismo mondiale corrono un pilota indonesiano ed uno thailandese. Al primo caso appartiene Andi Farid Izdihar, impegnato in Moto3, al secondo Somkiat Chantra, che corre in Moto2. Ad entrambi non sarà consentito iscriversi con le rispettive licenze nazionali, ma potranno correre ovunque senza limitazioni.


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