Ieri 11 Maggio 2020 Andrea Pirlo ha rilasciato delle dichiarazioni in una diretta Instragram a Nicolò De Devitiis, l’inviato de Le Iene.

Ha parlato del Mondiale 2006, di Roberto Baggio e anche della stella nascente Tonali.

Tanti i campioni citati dal centrocampista campione del mondo e che tanti tifosi italiani lo ricordano con indosso la propria maglia di club, Inter, Milan e Juventus, fra le tante.

Di Roberto Baggio ha detto: “Lo conoscevo bene, ho avuto la fortuna di averlo come compagno di squadra già all’Inter, prima del Brescia. Per me era un idolo”.

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Le dichiarazioni di Andrea Pirlo su Tonali.

Da un talento all’altro, Sandro Tonali. “Dicono che Tonali possa essere il mio erede, ha detto Pirlo.

Secondo me come tipo di calciatore non mi assomiglia, mi assomiglia di più per i capelli lunghi e per il fatto che giochi nel Brescia.

Per me è un altro tipo di giocatore, molto più completo, sia in fase difensiva che di impostazione, è un mix tra me e altri giocatori.

Sicuramente è il più promettente dei centrocampisti che ci sono in Italia.

Non lo vedo come un erede perché il modo di giocare è diverso, però diventerà sicuramente un grande”.

Il Mondiale 2006 di Andrea Pirlo

Poi il discorso non può che andare sulla Nazionale, e il trionfo in Germania 2006.

“Nel rigore finale di Grosso ero lì in mezzo, ha confessato il regista, eravamo ognuno per i fatti propri.

Poi ad un certo momento, prima del rigore di Grosso, ho abbracciato Cannavaro sperando che…

Cosa ci siamo detti in quel momento? Avevo chiesto, siccome ero un po’ frastornato, se era l’ultimo rigore.

È stato un attimo di stress però fortunatamente è andata alla grande.

Sono momenti indescrivibili perché l’adrenalina e la motivazione che hai a giocare una finale, arrivare ai rigori stremato e giocarti la Coppa del Mondo, che è il sogno che hai da bambino, penso che sia un’emozione unica che è difficile da descrivere e da raccontare.

Negli spogliatoi chi era il più casinista? Ce ne sono tanti.

Io sono uno a cui piace fare gruppo, mi piace ridere e scherzare.

Mi piace stare con i miei amici, chi mi conosce sa come sono.

Nell’immaginario collettivo Pirlo è sempre considerato serio, come mai? Perché dovrei ridere? Se uno non mi fa ridere, non rido.

In campo gioco e penso a fare bene il mio lavoro, non è che mi metto a dire cagate in mezzo al campo.

Poi dopo finisce, c’è la cena e parte la rumba.

Nel ritiro giocavamo alla Play. Chi era il più forte? Ce la giocavamo io e Nesta”.

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Andrea Pirlo parla della ripresa del Campionato.

Una chiosa doverosa sull’attualità e la ripartenza: “Secondo me è dura,ha confessato Pirlo, adesso bisogna vedere con i tamponi che stanno facendo come procedono.

Non è una cosa facile perché sicuramente viene prima la salute, poi se si può tornare a giocare e finire il campionato tanto meglio.

C’è chi dovrà decidere, non sarà una scelta facile però speriamo che possa succedere.

Come tutte le aziende, il calcio porta gente a lavorare, però deve essere fatto nella massima sicurezza.

Basta che se ne infetti uno e si blocca tutto di nuovo”.

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