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E siamo alla tappa 10 di questa Dakar 2020 in salsa arabica. Per questa giornata ritornano le famigerate dune del Rub Al Khali, le quali costituiscono il 45% del percorso totale. E’ la prima parte della cosiddetta “tappa marathon”, quindi al bivacco i concorrenti non potranno usufruire dell’assistenza.

La tappa 10 si rivela un vero inferno. Sono tanti gli incidenti, e persino gli infortuni, cosa che costringe lo staff medico ad un super lavoro. La mancanza di personale per il resto della carovana, unito al forte vento alzatosi nel corso della prova, spingeranno poi gli organizzatori d’interrompere le ostilità al Km 223.

Classe auto

Dopo la delusione di ieri, Carlos Sainz risponde con una prova a dir poco perfetta. In una tappa in cui la gestione del ritmo e la navigazione sono cruciali, il campione di rally ed il suo navigatore Lucas Cruz non sbagliano un colpo, centrando una vittoria che pesa come un macigno in classifica generale. Questo anche in virtù delle difficoltà incontrate dai due principali avversari di Sainz, Nasser Al Attiyah e Stephane Peterhansel.

Il principe del Qatar in particolare vive oggi una giornata da incubo. Tra numerosi errori e perdite di orientamento, il pilota di punta della Toyota si ritrova 17esimo di giornata, ma soprattutto lascia sul campo un distacco enorme da Sainz, 17’46! Peterhansel fa un poco meglio di Nasser, è decimo ad 11’48” dal suo compagno di team. Sainz scappa via, ma in compenso “Monsieur Dakar” agguanta Al Attiyah. Il distacco tra i due ora è di soli 16″.

Jakub Przygonski firma un’altra buona prestazione, ed oggi è secondo. Il polacco del team Orlen precede l’ufficiale Toyota Ginel De Villers – deludente finora in questa edizione -, Pierre Lachaune con la Peugeot privata del PH Sport, ed il sempre combattivo Yazeed Al Rajihi.

Giornata disastrosa per Fernando Alonso. Lo spagnolo ha fin qui disputato una Dakar 2020 quasi perfetta, ma nella tappa 10 avviene il disastro. Pochi Km dopo il via, Fernando scala una duna con troppa velocità, con il suo Hilux che s’intraversa e decolla sull’altro versante. La macchina si ribalta più e più volte, fino ad atterrare a valle. Alonso ed il suo copilota Marc Coma ripartono subito, ma sono costretti a fermarsi per delle riparazioni. Lo scherzetto gli costa più di un’ora. Addio top ten?

Classe moto

La decima tappa regala una bella tripletta Honda nella classe moto. Joan Barreda (foto in alto) riesce finalmente a vincere una speciale, precedendo i compagni di team Ricky Brabec e Kevin Benavides. Per lo statunitense l’obiettivo rimane quello di gestire i 20 e passa minuti di vantaggio nella generale, ragion per cui non si preoccupa più di tanto del leader.

La tappa comincia con Pablo Quintanilla, il primo a partire in quanto vincitore di ieri. Il cileno paga però questo “privilegio” perdendo minuti preziosi in mezzo alle dune. Ne approfitta subito Barreda che prende il comando per non mollarlo più. Toby Price ci prova a contrastarlo, ma l’alfiere KTM è solo quarto, cosa che gli costa il terzo posto assoluto, passato nelle mani di Barreda.

La sorpresa di giornata viene da Maurizio Gerini. Il ligure non solo è primo degli italiani, ma sigla un bel nono tempo, precedendo un big del calibro di Josè Cornejo! Ventesima posizione per Jacopo Cerutti, che di Gerini è compagno di squadra.

Le altre classi

Nulla di nuovo sul fronte dei camion, dove l’armata Kamaz fa segnare un’altra tripletta. Andrey Karginov è sul punto di attaccare e riprendersi quella leadership che solo le forature gli avevano negato. Tuttavia, la fine anticipata della speciale annullano i propositi bellicosi del russo, che concede la vittoria di tappa ad Anton Shibalov. Poco male per Andrey, che mantiene una solida leadership nella generale.

Shibalov dunque guida la parata dei Kamaz davanti a Dimitri Sotnikov ed il veterano Eduard Nikolaev, con Karginov quinto. Siarhei Viazovich, unico avversario per il team russo, perde un’altra mezz’ora e vede i sogni di vittoria sempre più lontani. Da segnalare il quarto tempo di Gert Huzink, al volante di un Renault a motore ibrido. L’olandese paga solo 1’41” nei confronti di Shibalov.

Concludiamo con i quad, dove Ignacio Casale incappa nella proverbiale giornata storta. Tra errori e disorientamenti vari, il cileno rischia di perdere la leadership assoluta, ma per fortuna l’interruzione della tappa lo salva da questo atroce destino. Comunque, Simon Vitse riduce il distacco a poco più di 16′, sufficienti per sperare ancora. La vittoria di tappa va a Kamil Wisniewski, con Rafal Sonik terzo.

Come affrontare le dune…con stile!

Classifiche: https://www.dakar.com/en/rankings

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