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Rinasce il logo JPS grazie a Jenson Button

Tra tutti i loghi che hanno fatto la storia della formula 1, quelli dei produttori di sigarette sono quelli che sono rimasti di più nell’immaginario collettivo. Questi marchi, tanto amati quanto odiati (e banditi) non sono mai stati dimenticati dai fan, che spesso sognano un loro revival. Ed è quanto proverà a fare Jenson Button, campione del mondo 2009, che ha annunciato l’acquisizione del mitico logo JPS. La sigla di John Player Special ha una storia gloriosa nel circus, essendo stata partner del Team Lotus dal 1971 fino al 1986, al fianco di leggende come Fittipaldi, Andretti e Senna. Ora, queste tre lettere avranno nuova vita, entrando a far parte del progetto della Radford.


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Cosa ci fa Jenson Button con il marchio JPS?

L’acquisizione dei diritti sul marchio, al momento solo per gli Stati Uniti, fa parte del progetto di lancio della Radford. Questo marchio è rinato grazie ad una cordata, che vuole trasformarlo in un piccolo costruttore di auto sportive. Button è parte di questa cordata, ed è in società con Ant Anstead, l’ex socio di Mike Brewer in “Affari a Quattro Ruote”. Anstead, ingegnere e costruttore, sarà l’anima “tecnica” del gruppo. Gli altri due soci sono Mark Stubbs, designer di auto, e l’avvocato Roger Behle.

Tra i vari progetti di Radford c’è quello di realizzare una replica della Lotus 62. Si tratta di una vettura con cui il costruttore di Hethel correva nelle categorie sport nel 1969. Radford, con la collaborazione della stessa Lotus, realizzerà una versione omologata per i track day, con un’estetica che richiama la vettura originale e l’adozione delle moderne tecnologie. E con il tocco finale del logo JPS, che darà un aspetto vintage ad una macchina che richiama una tradizione. La produzione prevista per l’auto è di 62 unità. La 62 replica non è il solo progetto che Button e soci stanno pensando per il lancio di Radford. In programma c’è anche uno show televisivo a tema quattro ruote, e persino una scuola di guida sportiva, che nascerà dalle ceneri della leggendaria Bondurant Racing School.


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