Iniziamo, in questo nuovo anno, una rassegna dedicata agli sport minori. Una vetrina per tutte quelle discipline che tornano alla ribalta ogni 4 anni attraverso i Giochi Olimpici e che, nel resto del tempo, a volte rimangono lontane dai riflettori

Questo mese parliamo di : “Tiro con l’Arco”

Le discipline che si praticano quotidianamente nelle nostre palestre, nei nostri campi da gioco, nelle piscine, spesso sono sport considerati “minori” Molti non hanno gran seguito di sponsor, arrivano pochi soldi e ricevono in genere poca visibilità mediatica. Si vedono meno spesso in tv e se ne parla sulla stampa solo attraverso qualche trafiletto. E’ ad alcuni di loro che abbiamo pensato di dedicare spazio per raccontarne la storia e le regole. Rendere omaggio ai campioni del passato e celebrare quelli presenti e futuri. Un percorso lungo dodici mesi, ogni mese una disciplina diversa, per prepararci a seguirli di nuovo alla ribalta dei prossimi Giochi Olimpici giapponesi.

La storia

Come non andare con la mente a migliaia di anni fa, quando archi e frecce erano utilizzati per procurare cibo utile alla sopravvivenza? O ancora a quando, anche più in quà nel tempo, attrezzavano eserciti di uomini votati alla guerra e alla difesa dei propri territori? Dobbiamo arrivare al medioevo inglese per trovare le prime competizioni agonistiche che abbiano protagonista l’arco. Pur esistendo una variante di “tiro con l’arco in campagna”, con bersagli sparsi in terreni prevalentemente boscosi, soffermeremo la nostra attenzione sul tiro con l’arco a bersaglio, disciplina sportiva inclusa per la prima volta nella seconda edizione dei giochi olimpici dell’era moderna svolti a Parigi nel 1900. Uscito dopo l’edizione del 1908, riapparso nel 1920 e poi definitivamente cancellato dall’elenco delle discipline olimpiche fino a Monaco 1972, oggi il Tiro con l’arco è sport praticato in oltre 140 paesi nel mondo. Nelle prossime Olimpiadi di Tokio, nel 2020 verrà introdotta una novità: agli eventi maschili e femminili saranno aggiunti in programma quelli misti.

Il Tiro con l’arco arriva in Italia verso gli anni ’50. Nel 1961 nasce a Milano la FITARCO e sempre nello stesso anno si completa il processo di affiliazione alla FITA, la federazione internazionale. L’anno seguente si svolgerà il primo Campionato Italiano, nel 1965 il primo atleta azzurro parteciperà ai Campionati Mondiali. Nel 1978 entra ufficialmente tra le federazioni riconosciute dal CONI.

Gli azzurri

La prima medaglia olimpica arriva con il bronzo individuale di Giancarlo Ferrari a Montreal nel 1976, che replica quattro anni più tardi, nel 1980, a Mosca. Ci vorranno 16 anni per tornare sul podio, questa volta nella competizione a squadre che conquista un nuovo bronzo. Il 2004 e la città di Atene, vedranno la conquista della prima medaglia d’oro azzurra. Sarà Marco Galiazzo a salire sul gradino più alto del podio e a far suonare l’inno nazionale mentre sventola il tricolore.

Mondiali ed Europei hanno visto gli azzurri protagonisti. Nel 1972 il terzo posto di Ida Da Poian nel mondiale di tiro di campagna ha anticipato, nel 1974, la medaglia di bronzo a squadre agli Europei di Zagabria: a bersaglio Ferrari, Massazza e Spigarelli (gli stessi componenti che nel 1972 avevano rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Monaco); ancora un bronzo mondiale e un oro europeo per Ida Da Poian e l’argento agli europei di Giancarlo Ferrari nel tiro di campagna. Nel 1974 record del mondo a squadre dalla Nazionale formata da Spigarelli, Belocchi, Ferrari.

Ribalta per il plurimedagliato, tra Europei e Coppa del Mondo, Ilario Di Buò. Protagonista e trascinatore della squadra che ha conquistato i due argento alle olimpiadi di Sidney nel 2000 con Matteo Bisiani e Michele Frangilli e Pechino nel 2008 con Marco Galiazzo e Mauro Nespoli.

Sul lato femminile tardano ancora ad arrivare le medaglie olimpiche. La squadra formata da Sartori, Mandia e Boari ci è andata però molto vicina a Rio de Janeiro nell’ultima edizione dei Giochi nel 2016. Sconfitte nella finale per il terso posto dalle cinesi di Taipei

Le regole

Ma come si calcolano i punteggi e soprattutto come si gareggia? Una gara di Tiro con l’arco necessita di particolari qualità che un atleta deve avere per ottenere la migliore performance. Abilità e concentrazione ma soprattutto essere in grado di sostenere una grande pressione mentale. Tre sono i tipi diversi di arco che si usano nelle competizioni: nudo, olimpico e compound. La gara olimpica è disputata scagliando le frecce, da una linea di tiro definita, verso un bersaglio posto alla distanza di 70 mt. e l’arco utilizzato è dotato di mirino e stabilizzatori. Nella competizione olimpica si parte da un girone di qualificazione che stabilirà una classifica che riduce a 64 i partecipanti. Un tabellone di scontri diretti che vedranno impegnati il primo classificato contro il 64esimo, il secondo contro il 63esimo e via dicendo. Gli scontri, a eliminazione diretta, porteranno all’individuazione degli atleti che parteciperanno alle semifinali. Per ogni incontro sono 5 i set, ognuno dei quali consente di scoccare 3 frecce. La vittoria del set, ossia il punteggio maggiore raggiunto nei tre tiri, aggiudica 2 punti, la sconfitta 0 , il pareggio 1 punto ciascuno. Il tiratore che per primo arriva a 6 vince lo scontro, in caso di parità 5-5 sarà una sorta di tie-break a decretare il vincitore. Uno shoot-off con una freccia per ogni atleta, chi consegue il punteggio maggiore passa il turno. Rispetto all’edizione di Londra 2012 ,variano le regole per le competizioni a squadre che si uniformano a quelle previste dalla gara individuale.

Come si assegnano i punti?

Il bersaglio è posizionato sopra un “paglione” e ha un diametro di 122 cm, formato da 5 zone concentriche. Colorate, a partire dal centro, di: Oro, Rosso, Azzurro, Nero, Bianco. Ogni colore è diviso in due zone uguali, separate da una sottile riga. Un totale di 10 zone di stessa larghezza (cm 6,1). La zona gialla centrale più piccola assegna 10 punti, quella immediatamente successiva 9 punti e via di seguito fino al solo punto della zona bianca più esterna

Sport Paralimpico

Il Tiro con l’arco è tra le discipline inserite nei Giochi Paralimpici già dalle Olimpiadi del 1960 di Roma. Segue le stesse regole internazionali della disciplina che praticano atleti normodotati, consente però l’uso di uno strumento di aiuto a seconda del tipo di disabilità o di una fascia per collegare l’arco alla mano. Sono 28 le medaglie olimpiche conquistate dai nostri azzurri tra i quali: Longhi, il primo a conquistare una nel 1964, Paola Fantato 8 medaglie in due olimpiadi, Oscar De Pellegrin per lui 2 ori e 4 medaglie di bronzo. Una squadra e una tradizione portata avanti da molti altri atleti di altissimo livello internazionale. A testimonianza del fatto che il Tiro con l’Arco è uno sport ad alta inclusività, è utile ricordare che gli arcieri con disabilità possono gareggiare in tutte le gare che vengono organizzate, al pari degli arcieri normodotati, e indossare la maglia azzurra della nazionale in tutte le manifestazioni, Olimpiadi comprese, non solo quelle dedicate agli sport paralimpici.

Prossimi appuntamenti

Il 2019 sarà l’anno della ribalta mondiale. I Campionati Mondiali Outdoor si svolgeranno a Hertogenbosh in Olanda dal 10 al 16 giugno.Mentre analogo appuntamento si avrà per le categorie giovanili con i Campionati Mondiali che si terranno a Madrid dal 5 all’11 agosto.

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