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Volley femminile, Igor Gorgonzola Novara e Politecnico di Torino insieme per innovare performance e prevenzione infortuni

La pallavolo femminile guarda al futuro attraverso la tecnologia. Igor Gorgonzola Novara e Politecnico di Torino hanno infatti avviato una collaborazione strategica dedicata allo sviluppo di soluzioni di nuova generazione per il monitoraggio delle performance sportive, con l’obiettivo di migliorare la preparazione atletica, prevenire gli infortuni e ottimizzare la gestione dei carichi di lavoro.

Il progetto nasce dall’incontro tra competenze ingegneristiche avanzate e conoscenza diretta del lavoro sul campo, in un dialogo costante tra ricerca scientifica e pratica sportiva. Al centro della collaborazione ci sono tecnologie basate sui protocolli Internet of Things, tra cui sensori indossabili, sistemi di localizzazione e algoritmi evoluti per l’analisi dei dati, pensati per monitorare con precisione i movimenti delle atlete sia durante gli allenamenti sia nel corso delle partite ufficiali.

L’obiettivo è fornire allo staff tecnico strumenti sempre più accurati per valutare lo stato di affaticamento delle giocatrici, misurare i carichi di lavoro e costruire programmi di preparazione personalizzati. Alcune delle soluzioni sviluppate sono già state testate durante gare del campionato di Serie A1, restituendo risultati molto positivi e aprendo prospettive concrete di applicazione reale nel lavoro quotidiano del club.

La collaborazione coinvolge il laboratorio iXem del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, coordinato dal professor Daniele Trinchero, insieme a ricercatori e studenti dell’ateneo. Sul fronte sportivo, il progetto vede il coinvolgimento diretto dello staff tecnico di Igor Volley, con il preparatore atletico Matteo Rossetti come figura di riferimento nella definizione delle esigenze operative e nella sperimentazione delle tecnologie in campo.

Il valore di questa iniziativa sta proprio nella capacità di adattare l’innovazione alle caratteristiche molto specifiche della pallavolo. A differenza di altri sport, infatti, il volley richiede un monitoraggio estremamente preciso non solo degli spostamenti orizzontali, ma anche dei movimenti verticali, dei salti e delle modalità di atterraggio. Tutto questo deve avvenire in spazi chiusi come i palazzetti, dove i sistemi di geolocalizzazione tradizionali come il GPS non possono essere utilizzati.

Per rispondere a queste esigenze, il gruppo di lavoro ha sviluppato una serie di attività integrate. Si è partiti dalla progettazione di sensori indossabili in grado di monitorare il movimento delle atlete e di valutare i carichi di lavoro. Parallelamente, sono state studiate e testate reti wireless di ultima generazione per misurare con precisione la posizione in campo e le modalità di spostamento, superando le difficoltà tipiche degli ambienti indoor.

Successivamente, la collaborazione si è estesa allo sviluppo di algoritmi di analisi delle immagini, potenziati da modelli di machine learning e deep learning, per classificare con maggiore accuratezza i movimenti delle giocatrici. L’evoluzione del progetto sta ora portando anche alla definizione di algoritmi predittivi, collegati ai dati di monitoraggio raccolti, con l’obiettivo di supportare la programmazione dei carichi di allenamento e ridurre il rischio di infortuni.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la trasmissione dei dati in tempo reale durante le partite. Questo rappresenta infatti uno dei limiti principali delle tecnologie attualmente disponibili nel volley, poiché i palazzetti sono ambienti fortemente soggetti a interferenze, soprattutto durante gli eventi. Proprio per superare questo ostacolo, gli ingegneri del laboratorio iXem hanno testato nel corso del campionato numerose tecnologie trasmissive, arrivando a definire una tecnica ibrida pensata per rendere più robusta la ricezione dei dati.

I risultati ottenuti sono particolarmente significativi. Durante una partita di playoff tra Novara e Chieri, tre dispositivi campione impostati per trasmettere ogni sei secondi hanno registrato una riuscita del 100% nel corso delle due ore di gara. Un traguardo importante, raggiunto anche grazie all’utilizzo di sistemi a bassissimo consumo energetico, che hanno consentito di ridurre dimensioni e peso dei dispositivi, migliorandone la vestibilità e aprendo la strada a una maggiore capacità computazionale direttamente sul sensore, con possibili applicazioni future di intelligenza artificiale sull’edge.

Il progetto rappresenta anche un esempio concreto di come università e sport professionistico possano lavorare insieme in modo sinergico. Da un lato il Politecnico porta in campo competenze scientifiche e tecnologiche di altissimo livello; dall’altro, Igor Volley offre un contesto operativo reale, in cui sperimentare e adattare le soluzioni alle necessità quotidiane di una squadra di alto livello.

La visione comune è quella di costruire un modello di lavoro in cui la tecnologia non sostituisce l’esperienza dello staff, ma la potenzia, offrendo strumenti più raffinati per leggere ciò che accade sul campo, migliorare il rendimento delle atlete e ridurre il margine di rischio legato alla fatica e al sovraccarico.

L’esperienza maturata in questa prima fase ha già aperto nuove prospettive. Proprio sulla base dei risultati ottenuti nascerà infatti all’interno del laboratorio iXem del Politecnico di Torino la Volley Tech Academy, un nuovo spazio pensato per documentare le attività di ricerca e didattica sviluppate dal laboratorio e per favorire ulteriori collaborazioni con squadre e aziende del settore. Il progetto prevede anche l’organizzazione di una scuola periodica dedicata a preparatori atletici e tecnici, con l’obiettivo di mettere a disposizione del mondo della pallavolo gli sviluppi emersi dalla sperimentazione.

Quella tra Igor Gorgonzola Novara e Politecnico di Torino è dunque molto più di una collaborazione tecnica: è un passo concreto verso una nuova frontiera dello sport, in cui innovazione, analisi dei dati e conoscenza del gesto atletico si intrecciano per migliorare il lavoro quotidiano delle squadre e offrire alle atlete un supporto sempre più preciso, personalizzato ed efficace.