Non nasconde tutta la sua delusione, Milena Bertolini, in un’intervista rilasciata al Corriere sulla decisione di non far riprendere il campionato di calcio femminile. Un sentimento che ha accompagnato anche le calciatrici, alcune delle quali hanno affidato i propri commenti ai social, e sicuramente tanti tifosi. Non si vedeva l’ora di poter ricalcare quelle emozioni che solo un anno fa erano apparse dagli schermi TV con l’inizio folgorante dei Mondiali di Francia. Da lì un cammino che si pensava avrebbe quasi agevolmente portato il movimento femminile ad occupare il ruolo che esige.

Un campionato iniziato con il seguito dei tifosi non solo tramite i media ma anche con la presenza sugli spalti. Le continuative performance della nazionale con le 6 vittorie 6 in altrettante partite di qualificazione agli Europei non hanno fatto altro che contribuire al grande successo. Sembrava una strada in discesa, tanto da osare più prepotentemente la richiesta della condizione di professionismo. Ed invece da lunedì si percepisce una spaccatura tra le molte parti. Non nasconde il suo stato d’animo, dicevamo, Milena Bertolini Coach della squadra azzurra. Si è detta delusa e arrabbiata anche perchè aveva preparato una sorpresa per ricordare l’inizio dello scorso mondiale:

Avevo preparato una sorpresa per le ragazze – ha raccontato –Appuntamento su Zoom alle 13, orario d’inizio della partita d’esordio in Francia, per ricordi, aneddoti e un quiz sul nostro Mondiale. Avrebbe vinto chi avesse azzeccato più risposte. Invece ci siamo ritrovate volentieri ma con molta amarezza di fondo. Visi tristi, soprattutto di chi ha patito di più l’annullamento del campionato: le juventine, che non hanno avuto lo scudetto, e le milaniste, che in Champions vedranno andare la Fiorentina. E pensare che Juve e Milan erano i due soli club che dopo il lock down avevano permesso alle calciatrici di tornare ad allenarsi. Un paradosso

Non lascia nulla di sottinteso Bertolini: “Con il distanziamento, facendo la doccia a casa, saremmo tornati a parlare di calcio femminile e così, con tutte nelle stesse condizioni, il torneo sarebbe potuto ricominciare. Ci sono state squadre, invece, che mentre facevano allenare gli uomini non trovavano un campo per le donne. È accettabile? Non è discriminazione? La verità è che c’è ancora qualcuno che si rifiuta di capire che queste ragazze sono un patrimonio del calcio italiano

La responsabilità dello stop alle trattative è stata indicata nella lettera che le calciatrici hanno fatto pervenire alla federazione ma Milena Bertolini è di diverso avviso:”Giudichiamo i fatti. Su 12 squadre due, Juve e Milan, hanno considerato le atlete un valore, dando loro dignità. Io capisco le difficoltà dei quattro club dilettantistici, ma i restanti sei? Sono rimasti fermi, e questo dice tanto. Ci dice che avere la sezione femminile per alcune società è un investimento importante, per altre solo una questione di immagine, priva di sostanza

Finisce qui! Chiude la serie A femminile

Affermazioni pesanti che lanciano un’ombra sul futuro, compreso quello del professionismo ed il rischio che alcune delle migliori atlete possano guardare all’estero dove, da qualche parte, si guadagna meglio e ci sono tutele che qui da noi mancano. Prosegue il suo pensiero Bertolini:

Con la passione, in vista di un obiettivo comune, si possono ottenere grandi risultati. Quella Nazionale veniva da due stagioni di lavoro durissimo. Purtroppo oggi si è perso di vista il bene generale, a favore degli interessi particolari. In Italia manca una visione più ampia del calcio femminile: non si possono lasciare le calciatrici senza allenamenti per sei mesi… Le altre nazioni vanno più veloci, non ci aspettano“.

Milena Bertolini su Twitter

Il suo problema ora è capire anche come si presenterà la squadra azzurra agli appuntamenti di settembre per il recupero delle partite posticipate a causa dell’emergenza covid. SI augura pertanto una precoce ripresa del campionato:”Entro la prima quindicina di giorni di agosto, per poter arrivare a giocare con almeno un mese di partite nelle gambe e con una preparazione adeguata, sennò non saremo in grado di affrontare alla pari le avversarie. Ma nel futuro ci deve essere una progettualità, servono investimenti forti e non di facciata. Fin qui, invece, ho visto molte chiacchiere e pochissimi fatti”

La sfida è lanciata.

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