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Criptovalute: la nuova croce e delizia della Formula 1

Prima erano le sigarette, poi le bibite energetiche ed in seguito le banche. Oggi la Formula 1 sembra aver trovato una nuova eldorado nelle criptovalute, le quali stanno entrando in massa nel circus in veste di sponsor. Nate nel 2011 sulla scia del successo del progenitore BitCoin, le monete virtuali stanno diventando padroni del mondo economico, e la massima formula si è fatta attrarre subito. Nel 2022 sono ben nove le società del settore che sponsorizzano almeno un team, Ferrari compresa. Una di queste, Crypto.com, è anche partner della stessa Formula 1. I team sono entusiasti dei nuovi arrivati, con il loro capitali. Ma non mancano le critiche ad un settore ancora in divenire.

Formula 1: quali sono i punti critici delle criptovalute?

Le monete virtuali hanno due criticità. La prima riguarda la loro sostenibilità ambientale. Le criptovalute vanno prima create (mining) e poi distribuite sul mercato per qualsivoglia transazione. Sia l’una che l’altra operazione comporta un dispendio enorme di energia, e con esso maggiori emissioni di anidride carbonica. La F1 si sta impegnando tanto per sembrare “green”, e ora rischia di fare un clamoroso passo indietro. Ciononostante, i team difendono i loro nuovi partner, al ritmo di “il progresso non si può fermare”. Vabbè. Il secondo problema è sempre legato alla sostenibilità, ma nell’ambito economico. I soldi di BitCoin e affini sono veri? O meglio, sono buoni? Il paradosso è che queste aziende producono monete, ma che spesso si comportano in tutt’altro modo. E soprattutto, questo “prodotto” non da garanzie di campare a lungo. È il caso di IQONIQ, azienda di criptovalute che lo scorso gennaio è andata in bancarotta. La società è entrata nel circus come sponsor di Williams, Alfa Romeo e McLaren a partire dal 2020, per poi svanire nel nulla. Il fallimento di IQONIQ non è stato indolore, come è dimostrato dal caso della Real Sociedad. Secondo il Times, la squadra spagnola di calcio ha perso oltre 800 mila euro a causa del fallimento dell’azienda. Il club è passato, giustamente, alle vie legali. Il caso ICONIQ è un campanello d’allarme per la F1, che sta facendo affari con società tutt’altro che stabili. Ma anche qui, le squadre mostrano sicurezza: “il progresso non si può fermare”.

Formula bitcoin

Nel 2022, le aziende di criptovalute che correranno in pista sono nove. La già citata Crypto.com è partner della categoria e fa parte del portfolio di Aston Martin. La Ferrari ha concluso quest’anno un contratto con Velas, che assieme alla banca Santander sta cercando di colmare il vuoto per l’uscita di scena della Philip Morris International. Floki entra a far parte del portfolio di Alfa Romeo, mentre Bybit è il nuovo acquisto della Red Bull. Anche la Mercedes ha la sua criptovaluta, la FTX. Oltre alle monete virtuali, la F1 ha nel suo borsello anche le società di blockchain, la tecnologia che fa da ossatura a bitcoin e figli. La Fantom è partner di Alpha Tauri, mentre Tezos ha un piede in Red Bull ed un altro in McLaren. Alfa e Aston introducono nel circus i fan token, un sistema di acquisto di asset digitali riservati ai tifosi, già in uso nel calcio. Il partner di questa operazione è Socios. Curioso, infine, è lo sponsor di Alpine, Binance. Essa non è una sorta di banca online che permette di comprare e vendere valute digitali di altri, come per esempio Ethereum.


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