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Dalle stelle alle stalle: il sabato di Verstappen al GP di Jeddah

Il sabato sera del GP di Jeddah è un boccone amaro per Max Verstappen. In qualifica, l’olandese stava per piazzare la Red Bull in pole position, con un giro quasi perfetto. Ma un errore all’ultima curva compromette tutto, e dalla ribalta della pole position si ritrova a dover partire dietro alle Mercedes, in seconda fila. In ottica campionato, rischia di essere un regalo di natale anticipato per Lewis Hamilton.


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GP Jeddah: che ha combinato Verstappen in qualifica?

Siamo nella Q3, e mancano meno di due minuti. Max è nell’ultimo giro utile, e mette nel mirino la pole provvisoria che è nelle mani di Hamilton. Inizia ad inanellare le 27 curve del circuito arabo, e dopo il secondo settore ha quasi due decimi e mezzo di vantaggio. “Super Max” è aggressivo nelle manovre, tanto da sfiorare le barriere già in curva 2. Ma è veloce. Tremendamente veloce. Questo ritmo gli è sufficiente per battere il rivale e guadagnarsi lo start al palo. Ma il numero 33 non è domo, e decide di spingere ancora di più. Siamo all’ultima curva, la 27esima. Max arriva leggermente lungo, bloccando in frenata. Imposta una traiettoria un filo più larga, ma in uscita da gas come non ci fosse un domani. L’auto è in leggero sovrasterzo, il muretto esterno è vicino. Troppo vicino. La ruota posteriore destra urta il muro, danneggiando il gruppo sospensioni. Verstappen non può proseguire, il giro record è andato. Lewis Hamilton ringrazia, e festeggia la pole. Nel frattempo, Bottas scavalca l’olandese e completa una prima fila tutta Mercedes. Charles Leclerc piazza un quarto tempo da paura, obbligando Sergio Perez alla terza fila. In casa Red Bull, non poteva andare peggio di così.

E adesso?

Ora bisogna pensare alla gara. La buona notizia è che il cambio di Verstappen non sembra danneggiato, e quindi è scongiurata la sostituzione che comporterebbe una retrocessione dal terzo all’ottavo posto in griglia. La cattiva notizia è che Hamilton è avanti una fila, e ha buonissime chance di prendere e scappare via. Per Max, l’obiettivo più realistico in gara è la seconda posizione, su un tracciato in cui sorpassare è facile quanto a Montecarlo. Ma Jeddah è un punto interrogativo per tutti, con quei muretti “assassini” che potrebbero chiamare la Safety Car e persino una bandiera rossa. L’errore in qualifica è grosso, ma può ancora rimediare. Forza Max!

Immagine in evidenza di Red Bull Content Pool, per gentile concessione