Intervista dal quotidiano La Repubblica per presentare la sua autobiografia in uscita nei prossimi giorni, il capitano della Juventus, Giorgio Chiellini, ha toccato tanti temi lasciandosi andare a qualche dichiarazione pesanti su compagni e avversari: ” Devo confessarlo: a casa con le mie tre donne, mia moglie e le mie due bambine, sono stato benissimo. E quando la Juventus mi ha richiamato alla Continassa mi è piombata la tristezza addosso. Però mi è bastato uscire con la macchina allo svincolo di Venaria perché si riaccendesse subito.qualcosa. È stato bello ricominciare”.

Il capitano della Juventus si mostra incerto sulla ripresa del campionato: “Non ne ho idea. Questa pandemia ci sta insegnando a vivere il presente, ad adattarci ai cambiamenti quotidiani, a ragionare su un futuro di due mesi al massimo. Avevamo comunque bisogno di ripartire, non è semplice e l’ho notato in compagni piu giovani di me. Se penso a tre mesi srnxa tifosi mi passa la voglia. Ci vorrà una forza mentale sovrumana e difatti mi chiedo: Ma perché lo devo fare? Ma anche: e perché no? È il nostro lavoro e dobbiamo adattarci come a tutto il resto”.

Il difensore bianconero ha poi ricordato il suo ex allenatore, Massimiliano Allegri, a proposito dei tabù che ci sono nei bar di Livorno: Allegri ne è il classico frequentatore. Lui entra e gli dicono: non capisci na’ sega, ma perché fai gioca’ il Chiellini, fa proprio caca’…A Livorno c’è una irriverenza naturale di cui.a Torino non vi è traccia”.

Infine non le manda a dire a suoi due ex compagni di squadra, Balotelli e Felipe Melo: Mi fanno delusp veramente. Balotelli è una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. In Confederation Cup nel 2013 contro il Brasile, non ci diede una mano in niente, roba da prenderlo a schiaffi. Per qualcuno eta tra i primi cinque al mondo; io non ho mai pensato che potesdere essere tra i primi dieci o venti. Uno anche peggiore era Felipe Melo: il peggio del peggio. Non sopporto gli irrispettosi, quelli che vogliono fare il contrario degli altri. Con lui si risvhiava sempre la rissa. Lo dissi anche ai dirigenti: È una mela marcia”.

Chiellini assicura che non ci sono strascichi nel rapporto con Balotelli : Non ho rancore, né mi interessa averlo , se mi toccherà condividere qualcosa con loro lo farò. Non sono il miglior amico di tutti, però loro sono.gli unici due ad essere andati oltre un limite accettabile. Per come sono fatto, il problema non è se giochi bene, male o se qualche volta fai serata, ma se manchi di rispetto o non hai dentro niente. Una volta va bene, ma se è ricorrente, no”.

Sul modo di stare in campo, dice: A inizio carriera ero un cavallo pazzo, le mie partite erano tutti un correre e nattagliare, un duello.a tutto campo basato sulla mia prepotenza fisica. Solo dopo.sono diventate una sfida lucida con l’attaccante. Posso essere stronzo, si, ma cattivo no, anche mi è capitato di fare del male. Su Bergessio, nel 2013, feci un intervento sconsiderato e mi dispiacque tanto, gli chiesi scusa mille volte anche se non potevo ridargli il pezzo che avevo rotto. Lui stette fuori tre mesi e al ritorno iniziò una caccia all’uomo contro di me, finché a forza di gomitate si fece espellere. In ogni caso, amche in trance agonistica, non mi è mai.passato per la testa: Adesso entro e gli faccio male”.

Non mancano, però, le provocazioni con gli avversari; Nei ’90 non ci sono amici. Mi ricordo una volta con Pazzini, uno con cui.dono cresciuto assieme: portava la maschera protettiva sul.viso e gli ho dato fastidio apposta per tutta la partita, toccandogliela. Lui mi mandava a quel paese ma sapeva meglio.di me che sarebbe andata cosi., difatti poi alla fine ci siamo parlati come se niente fosse”.

Non manca una parola sul suo odio sportivo nei confronti dell’Inter: “Penso che la gente capirà cosa intendo dire, che non verrò interpretato male. Io odio sportivamente l’Inter come Micheal Jordan odia i Pistons. Non posso non odiarla, ma il 99,9 per cento delle volte che ho incontrato fuori dal campo persone con le quali mi sono scannato, ci siamo fatti due risate. Difatti il messaggio che piu mi ha fatto piacere, quando mi sono rotto il ginocchio, è stato quello di Javier Zanetti. L’ odio sportivo è quello che ci spinge a superare ogni avversario: se gli si da il giusto significato, è una componente essenziale nello sport”.

Sui compagni di squadra piusup odiati in carriera, Chiellini ricorda Higuain: “Conosvendolo, però, mi ha sorpreso. I 9 sono egoisti, ganno un mestiere a parte, però lui.ha un lato genetoso, giochetellone. È un ragazzo impegnativo, perché devi coccolarlo, stimolarlo..Ha bisogno di affetto per alimentare le sue qualità incredibili che ha. Tornerà? Lo aspettiamo”.

Infine conclude parlando del suo futuro dopo il calcio: “Ho una visione di come dovra evolversi , non so se tra cinque o dieci anni, ma non ancora le competenze per svilupparla. Mi vedo dietro una scrivania , non come dirigente o talent scout ma con un ruolo gestionale. Vorrei ocvuparmi di politica , se non fosse che è una parola che mi spaventa e che quello è un campo minato. Nel libro dico che mi piacerebbe lavorare all’ Eca, ma era solo.per dare un’idea: di sucuro, mi piacerebbe contribuire a riformate il.calcio”.

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