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Albert Arenas è campione del mondo Moto3, al termine di una gara del GP del Portogallo ad alta tensione. Lo spagnolo del team Aspar deve gestire la pressione della bagarre per le posizioni di rincalzo, sempre al limite, più la pressione dei suoi avversari in campionato, Ai Ogura e Tony Arbolino. Al termine di 23 lunghi giri, tra sorpassi, carenate e qualche episodio in cui rischia la caduta, Albert termina solo 12esimo, ma gli è sufficiente per diventare campione del mondo. Ma ce la fa per un soffio: sono solo 4 i punti di vantaggio sul primo inseguitore, Tony Arbolino.

Arbolino è autore di una rimonta spettacolare, dopo la deludente 27esima piazza in qualifica. Il lombardo è in modalità attacco fin dal primo giro, quando recupera ben 10 posizioni. Il ritmo blando della concorrenza gli permette di superare Arenas e portarsi in zona top five. Non si tira indietro nelle bagarre, e la strategia paga con la quinta piazza finale. Ma non basta per vincere il mondiale.

Il più deluso di tutti è Ai Ogura. Il giapponese del Team Asia tiene Arenas sotto tiro nei primi giri, ma gli manca la velocità. Si lascia passare da molti avversari, mostrando una certa arrendevolezza. Si riprende nelle tornate finali, a tal punto da sopravanzare Arenas e finire ottavo. Ma anche nel suo caso non basta: perde il titolo contro Arenas, e deve anche cedere il secondo piazzamento ad Arbolino, finito tre posizioni più avanti.

Consacrazione, dunque, per Albert Arenas Ovejero, 23 anni da Girona, che si laurea campione del mondo Moto3 2020.

Chi vuole un gelato?

GP Portogallo Moto3, chi vince la gara?

Mentre nelle retrovie si consuma la lotta per il titolo, Raul Fernandez mette il secondo sigillo nella sua ancora giovane carriera. Lo spagnolo di casa KTM Ajo parte in testa dalla pole, e stacca il gruppo vincendo in solitaria. Il ritmo lento degli inseguitori lo aiuta parecchio, ma l’iberico mostra un ritmo di gara incredibile. E’ il modo migliore per chiudere in bellezza con la Moto3: il prossimo anno Raul sale in Moto2.

Dennis Foggia finisce secondo una gara di spessore. Una manovra illegale nelle libere lo obbliga a ben due Long Lap Penalty, che deve scontare assieme al compagno di squadra Jaume Masia. Sono penalità pesanti per il romano, il quale però ha un gran passo. Approfittando della “lentezza” della pancia del gruppo, Dennis si fa largo a suon di sorpassi, e conquista la piazza d’onore. E regola il compagno di squadra Masia, caduto nel corso della gara.

Chiude il podio Jeremy Alcoba, che dopo aver fatto parte della bagarre nei piazzamenti centrali, stacca tutti e si mette a lottare con Foggia per la seconda piazza, perdendo però il confronto. Sergio Garcia, Arbolino, Darryn Binder, Celestino Vietti, Ogura, John McPhee e Deniz Oncu completano la top ten.

Terminiamo l’ultima cronaca della classe piccola con gli altri italiani. Niccolò Antonelli è 11esimo, Stefano Nepa 19esimo, Romano Fenati 20esimo, Andrea Migno 21esimo, Riccardo Rossi 24esimo, Davide Pizzoli 26esimo.

Classifica di gara

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