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Il WTCR ha un piccolo problema con la Cina

Il FIA WTCR non farà tappa in Cina. Manca ancora la conferma ufficiale, ma è ormai certo che la tappa sul tracciato di Ningbo verrà cancellata. La ragione è sempre legata alla pandemia, soprattutto alle forti restrizioni che il governo di Pechino impone per gli ingressi nei propri confini. Ma la cosa inaspettata è che questa situazione ha infastidito l’unico costruttore cinese del campionato, Lynk & Co. La casa di proprietà del Gruppo Geely (che possiede, tra le altre cose, la Volvo) ha diramato un comunicato stampa lamentandosi della decisione del promoter Eurosport Events. O meglio, usando la situazione come scusa per lamentarsi di qualcos’altro.

FIA WTCR: la Cina non è vicina?

Con un comunicato stampa, la Geely Group ha annunciato che non investirà nella promozione commerciale del WTCR in patria, ma le ragioni di questa decisione non dipendono dalla cancellazione della gara (ancora da confermare), bensì dalle scelte della FIA in materia di Balance of Performance. “E’ palese che non ci siano motivi di continuare a promuovere il FIA WTCR in Cina a livello commerciale, viste le attuali regole sportive cui è sottoposta la serie“, ha detto Victor Yang, vice presidente del Gruppo. “Non ci fidiamo più delle organizzazioni che gestiscono TCR/WTCR, quindi sospendiamo ogni supporto e collaborazione con Eurosport Events e Mitime Group per quanto riguarda le gare di Ningbo.

Questo era un evento importante per Lynk & Co, che avrebbe avuto modo di mostrare a tutti i propri programmi sportivi e le prestazioni della 03 stradale. Visto che però non c’è equilibrio sulla griglia, non c’è neppure motivo di investire per le gare del WTCR solo perché ci sono i nostri team clienti e fan, che vedrebbero solamente una agonia da parte nostra in quello che è il paese di casa col più grande mercato“.

Da che pulpito viene la predica

Quindi, la Lynk & Co. non promuove il weekend di Ningbo non perché lo vogliono annullare, ma perché il regolamento tecnico non aggrada il costruttore. Il casus belli riguarda la decisione di limitare le prestazioni delle sue vetture, le 03, con la riduzione della potenza al 97,5% e l’obbligo di una zavorra che aumenta il peso. Viceversa, la Hyundai ha beneficiato degli “sconti” per la Elantra, introdotta quest’anno. Le vetture coreane possono usare il 100% di potenza, e avranno una riduzione di peso di 20 Kg. La cosa non va a genio ai cinesi, che essendo campioni in carica, devono accettare le limitazioni.

Per dovere di cronaca, andrebbe aggiunto che la Lynk & Co. ha ricevuto parecchi favori da parte del WTCR, soprattutto in sede di omologazione. Il regolamento del TCR parla chiaro: le auto devono derivare dalla serie. Ma della 03 stradale non vi è traccia nelle concessionarie. Non a caso, nel TCR Europe e nelle serie nazionali la vettura non è ammessa. Insomma, quella di Lynk % Co. è una polemica strumentale, un classico esempio di vittimismo “da colpevoli”. Se la potevano risparmiare. Tornando a Ningbo, Eurosport e WSC dovranno decidere cosa fare. Aspettiamo comunicazioni a riguardo.


FIA WTCR: una corsa per pochi intimi?


Immagine in evidenza di Cyan Racing, per gentile concessione