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Millet Tour du Rutor Extrême 2026, una 22ª edizione da record tra spettacolo, alta montagna e grandi protagonisti

Il Millet Tour du Rutor Extrême 2026 si chiude con il segno delle grandi occasioni, confermando ancora una volta il suo ruolo centrale nello scenario internazionale dello scialpinismo. Sulle montagne della Valle d’Aosta, la 22ª edizione della competizione ha regalato due giorni di sport ad altissimo livello, tra passaggi spettacolari, sfide tecniche e colpi di scena che hanno reso ancora più affascinante una delle gare simbolo del calendario mondiale, valida anche come finale del circuito La Grande Course.

A rendere ancora più significativo il bilancio finale sono stati anche i numeri. L’edizione 2026 ha infatti eguagliato il record di partecipazione del 2018, con 278 squadre al via provenienti da 19 nazioni. Un risultato importante, che racconta la ritrovata vitalità del movimento dopo gli anni più complessi del post-pandemia e conferma il fascino internazionale di una competizione capace di unire tradizione, prestigio e spettacolarità.

Tra gli uomini, a prendersi la scena sono stati Davide Magnini e Anton Palzer, autori di una rimonta decisiva nella tappa finale di Planaval. Dopo la prima giornata, infatti, in testa alla classifica c’erano i francesi William Bon Mardion e Xavier Gachet, ma un imprevisto tecnico ha cambiato l’inerzia della competizione, spalancando la strada al sorpasso della coppia italo-tedesca. Magnini e Palzer hanno così conquistato sia il successo di tappa sia la vittoria nella classifica generale, chiudendo con il tempo complessivo di 5h17’24”. Alle loro spalle si sono piazzati proprio Bon Mardion e Gachet, mentre il terzo gradino del podio è andato all’altra coppia francese composta da Samuel Equy e Anselme Damevin.

In campo femminile, invece, la gara ha avuto un copione più lineare ma non meno impressionante. Axelle Mollaret e Alba De Silvestro hanno dominato la competizione fin dalla prima giornata, imponendo il proprio ritmo e controllando la corsa con autorevolezza. La loro vittoria finale è arrivata con il tempo complessivo di 6h02’50”, a conferma di una superiorità netta lungo tutto il percorso. Dietro di loro hanno chiuso Giulia Compagnoni e Noemi Junod, mentre al terzo posto si sono classificate Ilaria Veronese e Corinna Ghirardi.

La prova valdostana ha avuto anche un peso decisivo per l’assegnazione dei titoli del circuito internazionale La Grande Course. A conquistare il successo finale sono stati William Boffelli e Alex Oberbacher nella classifica maschile, mentre tra le donne hanno festeggiato Sonia Brussoz e Marcela Vasinova, completando così un fine settimana di altissimo profilo per tutto il panorama dello scialpinismo internazionale.

Dal punto di vista tecnico, il Tour du Rutor 2026 ha offerto un tracciato all’altezza della sua storia. Oltre 50 chilometri di sviluppo e più di 5.000 metri di dislivello positivo hanno messo a dura prova atleti e materiali in due tappe rese ancora più selettive dalle condizioni ambientali e dall’altitudine. La prima frazione, storica traversata da La Thuile a Valgrisenche, ha riportato i concorrenti sulle tracce della leggendaria edizione del 1933, con passaggi in quota fino ai 3.486 metri della Testa del Rutor. Vento e temperature rigide hanno reso la prova ancora più esigente, aggiungendo fascino e durezza a un percorso già di per sé iconico.

La seconda giornata, decisiva per la classifica finale, ha visto invece partenza e arrivo a Planaval di Arvier. Qui i concorrenti si sono misurati su un anello tecnico attorno allo Château-Blanc, con quota massima raggiunta a 3.422 metri. Un terreno selettivo, duro e spettacolare, che ha premiato non solo la condizione fisica ma anche la capacità di gestione, lettura del percorso e tenuta mentale nei momenti chiave della gara.

Accanto alla prova principale, il weekend valdostano ha dato spazio anche alle competizioni giovanili, che hanno confermato la crescita di un vivaio sempre più interessante. Circa un centinaio di giovani atleti si sono sfidati nelle diverse categorie, offrendo segnali molto positivi per il futuro della disciplina. Tra i risultati più significativi spiccano le conferme di Davide Gadin e Martina Scola tra gli under 20, in un contesto che ha messo in evidenza entusiasmo, qualità tecnica e ricambio generazionale.

Buona anche la partecipazione all’evento collaterale “Team 85”, pensato per gli amatori e sempre più apprezzato da chi desidera vivere il fascino del Tour du Rutor in una versione non competitiva. Un format che contribuisce ad allargare il coinvolgimento attorno alla manifestazione e ad avvicinare nuovi appassionati a una disciplina che unisce resistenza, tecnica e amore per la montagna.

Grande soddisfazione anche nelle parole dell’organizzazione, che ha potuto archiviare un’edizione praticamente perfetta sotto il profilo tecnico e logistico. Il meteo favorevole ha consentito di proporre alcuni dei percorsi più iconici, esaltando la bellezza e la durezza di un evento che continua a rappresentare un riferimento assoluto per lo scialpinismo mondiale.

Archiviato un 2026 da record, lo sguardo si sposta già in avanti. Il Millet Tour du Rutor Extrême tornerà infatti nell’ultimo weekend di marzo 2028 per la sua 23ª edizione, pronto a rinnovare una tradizione che continua a scrivere pagine importanti nella storia della montagna e dello sport.