mir miller

Il GP di Doha sarà ricordato non solo per la grande battaglia in pista, ma anche per l’increscioso episodio che ha avuto come protagonisti Joan Mir e Jack Miller. Durante la corsa, il campione del mondo ha avuto un contatto in pieno rettilineo con l’alfiere Ducati. Dopo la bandiera a scacchi, i due non si sono risparmiati accuse reciproche, anche se dalla direzione gara non si è mosso nulla. Facciamo un riepilogo di quanto è successo sulla pista, per poi dare la parola ai due attori protagonisti di questa incresciosa vicenda.


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Cosa è successo tra Mir e Miller?

L’episodio da moviola è accaduto in curva 16, l’ultima prima di giungere al traguardo. In quella occasione, Miller ha affiancato Mir dandogli una vistosa carenata. Un gesto potenzialmente pericoloso, che difatti non è passato inosservato agli occhi della direzione gara. Nei due giri precedenti i due si erano già scambiati un paio di “gentilezze”, soprattutto da parte del pilota Suzuki. Joan ha cercato di passare la Ducati in curva 10, arrivando ad un contatto che ha fatto allargare entrambi. La cosa ha innervosito “Jackass”, che è sembrato voler farsi giustizia da solo. Al termine della gara, i due hanno iniziato a bisticciare, per poi attaccarsi l’un l’altro in parco chiuso, davanti ai microfoni. Nel frattempo, la race direction ha preso la sua decisione: nessuna sanzione, è stato un incidente di gara. Ma non tutti ne sono convinti.

Botta e risposta

Il primo a non esserlo è proprio Joan Mir, il quale ritiene che la manovra sia stata intenzionale. “La Curva 10 era l’unica dove potevo sorpassarlo e ho preso la giusta traiettoria“, ha detto il maiorchino. “Lui ha deciso di restare all’esterno e conservare la linea esterna. C’è stato un piccolo contatto, poi io ho sollevato la moto. Sapevo che fosse una manovra rischiosa, ma non era oltre il limite. Poi ho mosso la gamba per porgere le mie scuse, perché era inevitabile“. Joan è convinto che Jack lo abbia carenato apposta: “Allo stesso giro sono andato largo all’ultima curva e quando stavo rientrando ho visto Jack muovere la testa come se mi avesse visto. Sono andato sul cordolo, lui mi è arrivato addosso e ci siamo toccati. Siamo quasi caduti sul rettilineo, quindi penso che fosse stato molto rischioso, è stata una manovra molto pericolosa e credo che fosse intenzionale“.

Non è mancata la risposta di Miller, il quale ritiene di non aver sbagliato, anzi. “Ero già stato colpito tre volte, ma queste sono le gare“, è stata la difesa dell’australiano. “Abbiamo visto quello che è successo, tutti hanno visto quello che è successo, ma entrambi abbiamo continuato la gara. Questo è quello che voglio dire. Se mi avessero dato la bandiera nera, avrebbero sbagliato“. L’ultima stoccata del 43 nei confronti del 36 è arrivata poco dopo, quando ha dichiarato che i contatti con la Suzuki gli sono costati tre secondi.

Mir vs Miller: chi ha ragione?

Questo è uno di quegli episodi che farà discutere gli appassionati. Ognuno la vedrà come vuole, dando ragione all’uno oppure all’altro. Jack l’ha fatto di proposito? Joan è un provocatore? Ognuno dirà la sua. La direzione gara ha deciso di non entrare nel merito della questione, forse sbagliando, perché la mossa di Miller, a prescindere dall’intenzionalità, era potenzialmente pericolosa. La decisione di non decidere ha fatto infuriare Paco Sanchez, il manager di Mir, il quale ha pubblicato un tweet al vetriolo: “Ci sono momenti in cui è meglio mordersi la lingua“, ha scritto Sanchez, “Se dico quello che penso della Direzione Gara mi ritirano il pass. Che vergogna!“.

Immagine in evidenza di Suzuki Racing, per gentile concessione

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