ROME, ITALY - NOVEMBER 19: AIA President Marcello Nicchi attends the Italian Football Federation ( FIGC) and Italian Association Referees (AIA) press conference at 'Hotel dei Principi' on November 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il calcio italiano è pronto a ripartire qualora ci saranno le condizioni di sicurezza per poterlo fare. Questo non vale solo per i giocatori ma anche per gli arbitri come ha sottolineato il Presidente dell’ Aia, Marcello Nicchi, che ha sottolineato come potrebbe essere difficile tornare a giocare con l’ausilio della tecnologia: “Potremmo essere costretti a ripartire senza VAR. Oggi per il VAR si utilizzano ambienti angusti, ci sono operatori che lavorano.vicino ad altri e non si può sapere chi ha frequentato chi. Si corre il rischio.che non ci siano le dovute distanze di sicurezza

Il numero uno degli arbitri ha sottolineato.come questi sia particolarmente a rischio: “Gli arbitri sono quelli più a rischio per una ripartenza senza le dovute precauzioni: si muovono da soli, con aerei e treni frequentando aeroporti e stazioni. Bisognerà ponderare bene, non possiamo mandare gli arbitri sbaraglio in un momento in cui non ci sono le condizioni per la sicurezza. Se ripartiamo, chiederei quali sono le garanzie che ci vengono offerte. Una cosa è mettere in sicurezza la Serie A, un ‘altra è mettere in sicurezza una squadra del mondo dilettantistico. Lavoriamo per essere pronti. Ci sono tante cose da valutare attentamente. Ripartire è l’obiettivo che auspichiamo tutti, ma non dobbiamo mettere a rischio nessuno. Per giocare ci vorranno arbitri con le massime tutele”.

Se per gli arbitri potrebbero bastare alcune garanzie specifiche, lo stesso non può dirsi per quelli che lavorano nella VAR room: “Ripartire senza fare potrebbe essere una di quelle cose che ci costringono a dover fare – ha proseguito Nicchi-.Oggi per il VAR si usano ambienti angusti, tipo furgoni, dove in uno spazio di due metri quadri.ci lavorano anche gli operatori tv, oltre che i nostri arbitri. Si corre il rischio.che non ci siano le dovute distanze di sicurezza. Io mi auguro che la cosa non accada, ma potrebbe esserci questo rischio. Spero ci diano spazi più grandi e santificati. Se non si fovesse ripartire con il VAR sarebbe perché siamo alle prese con una emergenza importante”.

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