Con la lotta mondiale ormai archiviata, il mondiale SBK ha continuato a dare spettacolo, in pista ma soprattutto fuori. Il penultimo round della stagione si è svolto nel fine settimana sul tracciato argentino di El Villicum, nei pressi di San Juan. Il tracciato, già contestato lo scorso anno per le pessime condizioni dell’asfalto, ha suscitato polemiche anche quest’anno. Dopo le contestazioni del 2018, i gestori hanno riasfaltato la pista ma in ritardo. L’omologazione del tracciato è arrivata solo mercoledì sera, a poche ore dall’inizio delle prove. Di conseguenza, l’asfalto nuovo di pacca ha iniziato a rilasciare olio di catrame sulla superficie, rendendo la pista estremamente scivolosa. Il problema si è aggravato nella giornata di sabato, complice l’aumento sensibile delle temperature.

Alvaro Bautista, vincitore di gara 1 in Argentina.

A venti minuti dal via, i piloti si sono riuniti in privato, e hanno deciso di non correre chiedendo lo slittamento dell’intero programma alla domenica. Tuttavia, il promoter Dorna avrebbe fatto pressione ai team per far andare tutti in pista. Alla fine, solo in sei sono rimasti ai box: Eugene Laverty, Marco Melandri, Chaz Davies, Leon Camier, Ryuichi Kiyonari e Sandro Cortese. Hanno invece gareggiato il campione del mondo Jonathan Rea e Alvaro Bautista (poi vincitore), più altri per un totale di 12 partenti. A fine gara, il fronte piloti si è spaccato, con parole al veleno e accuse reciproche.

Domenica il programma si è svolto senza intoppi, grazie anche alle temperature più fresche, ma gli animi non si sono affatto placati. Con un comunicato ufficiale, i piloti “scioperanti” hanno spiegato le loro ragioni: per loro, non c’erano le condizioni per correre. Il promotore spagnolo ha risposto che tutti erano d’accordo a partire prima della Superpole, poi qualcuno ha cambiato idea.

Le vicende di El Villicum potrebbero avere delle conseguenze. In primis, chi non ha disputato gara 1 potrebbe essere sanzionato, anche per salvare la faccia dei capi di fronte a sponsor e TV. Anche i gestori del tracciato potrebbero essere in difficoltà: teoricamente, gli argentini hanno un contratto ancora per un anno, ma dopo quanto successo, chissà se si andrà avanti. Il Sud America è un mercato importante per i costruttori SBK, ma non è un ordine perentorio gareggiare fin laggiù. Senza contare che, nello stesso Paese, vi si trova il tracciato di Termas de Rio Hondo, che ospita la MotoGP da cinque anni senza problemi…

Non solo in SBK, ma anche in Supersport si sono accese le polemiche. La grana è esplosa tra i due piloti del team Evan Bros Yamaha, Randy Krummenacher e Federico Caricasulo, entrambi in lotta per il mondiale. Dopo la gara Krummenacher, settimo al traguardo, ha accusato la squadra di avergli fornito un motore più lento rispetto al “Carica”, finito due piazze davanti a lui. Gli ha risposto il team manager Fabio Evangelista, il quale ha rimarcato come il motore di “Krummi” fosse prestante quanto almeno quello della Yamaha GMT94 di Jules Cluzel, vincitore della corsa. Va anche aggiunto, per dovere di cronaca, che tra i due compagni rivali ci sono stati momenti di tensione, culminati con un’entrata decisamente cattiva di Caricasulo ai danni dello svizzero. I due litiganti sono primo e secondo nel mondiale, separati da sole 8 lunghezze.

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