Si è chiusa con successo la quinta edizione della Sila 3 Vette, la winter challenge più a sud d’Europa. Sul podio, tra gli altri, la pluricampionessa di ultra trail Francesca Canepa, che alla sua prima partecipazione si aggiudica la 80 chilometri nella categoria run. 

La Sila 3 Vette è una delle gare più estreme nell’endurance. Una vera e propria avventura in cui in gioco non c’è solo un traguardo importante, c’è soprattutto la sopravvivenza. Sapersi orientare nel buio tra i boschi senza punti di riferimento, affidandosi solo al GPS e al coraggio, sopportando il freddo e la fatica, è abilità di pochi. E questa edizione lo ha dimostrato più delle altre. Gestite con grande impegno le limitazioni dovute al Covid, per tutti gli oltre 190 atleti partecipanti l’esperienza è stata davvero oltre il limite ma indimenticabile. E nemmeno la presenza di neve solo in alta quota ha intaccato il fascino di una delle challenge più attese della stagione.

La competizione

Qui, nel più vecchio parco nazionale della Calabria, gli atleti si sono sfidati nelle varie specialità. Sci di fondo, fatbike, run e dog endurance, lungo le tre distanze da 140, 80 e 40 chilometri. Nessuna difficoltà per i favoriti, tra i quali Pietro Grande, già vincitore della gara più lunga lo scorso anno nella categoria bike, che divide il gradino più alto del podio con Stefano Romualdi. Un tempo record per loro di circa 16 ore, favorito dal percorso quasi privo di neve, ghiacciata però in quota. Dietro di loro il gruppo di runner formato da Oliviero Alotto, Paolo Pagliaro, Lucio Carini e Giuseppe Monegato, vincitori di categoria. Sfortunata l’esperienza nella corsa di Emanuele Iannarilli, atleta XTERRA protagonista la scorsa estate del primo tentativo di Guinness World Record di cross triathlon. Per lui un infortunio a metà gara che lo ha costretto al ritiro.

Nel pomeriggio, la partenza della 80 e della 40 chilometri ha vissuto attimi di grande emozione, con l’omaggio all’alpinista Cala Cimenti, ospite della scorsa edizione della manifestazione, recentemente scomparso. A lui è stata dedicata una scritta luminosa e il minuto di silenzio che ha preceduto lo start. Tanti gli atleti al via, che lungo il percorso si sono divisi sulle varie distanze. Una gara difficile per loro, quasi totalmente in notturna, quando cambiano le regole, i suoni si fanno rarefatti e l’unico aiuto è il GPS. Tante le problematiche che hanno costretto alcuni al ritiro e ad un intenso lavoro della protezione civile e di tutti i volontari impegnati nel recupero.

I vincitori delle gare della Sila 3 Vette

Primi al traguardo della 80 chilometri il romagnolo Giorgio Righi nella bike, Alessandro Severini per lo sci e Francesca Canepa per la run. Per lei un ottimo tempo, nonostante il ritardo dovuto ad un problema con la pila frontale che ne ha richiesto la sostituzione.

Nella 40 chilometri la vittoria va al giovanissimo Giuseppe D’Amico, che si aggiudica la categoria run. Giuseppe taglia il traguardo di qualche secondo davanti a Francesco Sanseverio, vincitore in bike. Alessandro Severini è il primo a completare il percorso nella categoria sci. Il gruppo formato da Magdalena Supinska, Erica Covelli, Stefano Forcella e Luca Natali, insieme ai loro bellissimi cani, si aggiudica invece la dog endurance.

Sabato mattina è partita la 21 km turist, una vera e propria festa per i partecipanti, partiti in gruppo e arrivati tutti insieme al traguardo. 

Un grande successo di squadra

Il grande entusiasmo mostrato da tutti gli atleti, professionisti e non, al traguardo di Camigliatello Silano è stato il premio per gli organizzatori, al lavoro da mesi per garantire lo svolgimento della gara in totale sicurezza, che sono riusciti ad ottenere il riconoscimento del CONI come competizione di valore nazionale e internazionale.

Nonostante la rinuncia ai tanti stranieri che ogni anno si iscrivono alla competizione, il gran numero di partecipanti provenienti da tutta Italia ha dimostrato il prestigio della manifestazione, fortemente in crescita grazie anche al suo valore aggiunto: la Sila 3 Vette è la prima e unica Winter Race in Italia realmente ispirata alle grandi competizioni del nord Europa e si pone l’obiettivo di promuovere un turismo sportivo d’avventura in Calabria, valorizzando e riscoprendo il territorio dell’altopiano della Sila.

La Sila 3 Vette e il territorio

L’avventura è infatti soprattutto l’occasione per conoscere un territorio per molti da scoprire, attraverso il percorso che si snoda lungo l’altopiano che unisce il Monte Scuro, il Monte Curcio e il Monte Botte Donato, la vetta più alta con i suoi 1928 metri: 5500 metri di dislivello nella 140 km, continui saliscendi attraverso i comuni di Spezzano della Sila, Casali del Manco e San Giovanni in Fiore, per un’altezza media di 1600 metri. Qui nel 1947 la Riforma Agraria dell’Opera Sila ha permesso la costruzione di villaggi, oggi in stato di abbandono, ed è proprio con l’intento di promuoverne il recupero che la Winter Race, nella sua 140 km, porta gli atleti in quei luoghi dimenticati ma meravigliosi.

Vedere i sorrisi e ascoltare le parole entusiaste degli atleti all’arrivo, pensando che a settembre era più facile rinunciare a questa edizione, ci fa capire che abbiamo fatto la scelta giusta. – ricordano Giuseppe Guzzo e Mara Carchidi, organizzatori della gara – È stato un anno difficile sotto tutti i punti di vista ma la Sila3Vette per noi è un sogno, come lo è per tutti coloro che ogni arrivano dall’Italia e dall’estero solo per poter vivere questa avventura incredibile e scoprire ogni anno di questo territorio che non smette di sorprendere

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