Oggi 19 Maggio si festeggiano i 25 anni di Varenne, il cavallo Italiano più forte di tutti i tempi.

Nulla da togliere a Furia o Tornado, ma Varenne li avrebbe fatti impallidire per la sua corsa sfrenata.

Varenne ha vinto di tutto, tenendo alto l’onore dell’Italia nel Mondo.

Ha corso 58 corse e ne ha vinte 45,  mettendo in cassaforte quasi 9 miliardi di lire di montepremi.

Ha scritto una storia indimenticabile, ed è entrato nel cuore degli Italiani e non solo.

Dal 2002 non ha più gareggiato, e ha vissuto a Vigone, nel torinese, e molte volte è stato l’ospite d’onore per le varie manifestazioni ippiche.

Il 22 Giugno 2019 è andato in pensione all’Equicenter di Inverno e Monteleone, centro d’eccellenza nel basso pavese, e ora è coccolato e si gode il meritato relax.

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Nascita Varenne

Varenne nasce il 19 maggio 1995 (da Waikiki Beach, figlio di Speedy Somolli, e Ialmaz, figlia di Zebù) nell’allevamento Zenzalino in provincia di Ferrara.

E’ chiamato così perché l’allevatore prese spunto dalla strada parigina dove ha sede l’ambasciata italiana.

Il “padre” è uno stallone americano con una produzione di circa 100 puledri di media qualità l’anno, mentre la “madre” è una discreta fattrice di buona razza, anche se di per sè non ha caratteristiche eccezionali.

L’allevatore Viani cede Varenne

Inizialmente proprietà dell’allevatore Viani, quest’ultimo lo cede per il 50% a Jean Pierre Dubois, che lo porta in Normandia.

Dopo un anno, però, Dubois riporta Varenne ed altri puledri in Italia, a Bolgheri, in Toscana.

Sostiene la prova di qualifica (1.19.7 tempo “normale”) e in seguito affronta la prima corsa, osservato da un famoso allenatore che si sente chiedere 150 milioni per la cessione.

Il che fa subito capire il potenziale racchiuso nell’animale.

Presto viene soprannominato “Capitano”.

Varenne viene acquistato

Acquistato dall’avvocato napoletano Enzo Giordano, un appassionato di corse e di cavalli, inizia così la sua carriera di dominatore delle competizioni internazionali.

Se dovessimo paragonare il suo talento con quello di un uomo, si parlerebbe di doti eccezionali, di talento inarrivabile, di “enfant prodige”.

In breve tempo, infatti (si parla del lasso di tempo di un solo anno), colleziona una serie impressionante di vittorie consecutive (ben 14).

Compreso l’importantissimo Gran Premio Nazionale a Milano, in cui gareggia e vince Viking Kronos, fino a quella corsa ritenuto invincibile.

Nel maggio del 2000 il 50% della sua proprietà passa al Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche, Snai, con una valutazione di 7 miliardi di lire.

Dato l’enorme valore del cavallo, per lui pagano un’assicurazione mensile di 6 milioni.

Una cifra più che comprensibile e per niente esagerata se facciamo il conto della quantità di soldi che questo cavallo è in grado di muovere.

Per fare qualche esempio, basta considerare che nel 1998 ha vinto 859 milioni, nel 1999 1.146 e nel 2000 quasi due miliardi.

2001: l’anno più importante

l 2001 è l’anno più importante, quello che proietta Varenne nell’album della storia, che lo fa diventare un nome simbolo dell’ippica, un pò come lo è stato Ribot in passato.

Il primo exploit importante è a San Siro, dove vince l’Encat.

Ma solo qualche mese dopo onora l’Italia portando il tricolore sul primo gradino del Grand Prix d’Amerique a Parigi (l’ultimo cavallo italiano ad aver vinto l’Amerique era stato Mistero nel lontano 1946).

Nella storica gara, Varenne stravince, rimanendo in testa dall’inizio alla fine, di fronte a migliaia di tifosi italiani entusiasti.

Da quel momento, è il trottatore più famoso al mondo.

Sempre nel 2001, il 6 maggio, vince anche il Premio Mario Locatelli a Milano e il Renzo Orlandi a Modena.

E conquista per la seconda volta consecutiva il Gran Premio Lotteria di Agnano, battendo Zambesi B e la francese Fan Idole, rispettivamente secondo e terza.

Ma il Capitano non si accontenta.

Il 27 maggio, nell’Elitloppet 2001, manifestazione che rappresenta il Lotteria di Svezia, allunga la sua straordinaria striscia di successi laureandosi Campione del Mondo.

Precedendo al traguardo l’altro cavallo italiano Solar Effe e Victory Tilly, vincitore dell’edizione precedente.

Le ultime due gare di Varenne

L’8 luglio si aggiudica a Gelsenkirchen la seconda prova valida per la World Cup.

E qui rimane ad allenarsi in attesa di volare a New York per partecipare il 28 luglio alla Breeders Crown.

Qui il figlio di Waikiki Beach starvince e diventa il trottatore più veloce di sempre.

Il Successo mediatico di Varenne

E’ stato amatissimo dagli italiani.

Il primo cavallo ad avere un sito personalizzato.

L’unico cavallo al mondo per cui sia stata aperta una petizione (per non farlo trasferire).

Una vera star da poster, da trasmissione televisiva, e di apertura di un telegiornale apposito.

Da cavallo più vincente del mondo si è trasformato, nel dopo-carriera, in uno stallone controllatissimo e preziosissimo.

15.000 euro il tasso di monta in Italia, addirittura 18,.000 in Svezia.

Per oltre quindici anni, nel periodo favorevole dal 15 febbraio al 15 luglio, la sua giornata è stata scandita dalla monta.

Il periodo della monta inizia il 15 febbraio e finisce il 15 luglio.

Ogni lunedì, mercoledì e venerdì – dopo una seduta di jogging, a Varenne veniva prelevato il seme.

Nessun accoppiamento, c’era il pericolo che la cavalla scalciasse e gli facesse male.

Ma in realtà si temevano infezioni. 

Ogni provetta veniva impacchettata in una scatola con del ghiaccio.

E poi spedita ai vari compratori in giro per il mondo.

Ogni tanto qualcuno dei suoi figli vince.

Ed è un modo per omaggiarlo.

Infatti si stima che abbia circa duemila figli sparsi per il mondo.

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