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9 luglio 2006. Eravamo Campioni del Mondo per la quarta volta

Il giorno dopo la finale Mondiale 2006, Gianni Riotta scrisse sulla prima pagina del “Corriere della Sera”: “Fra venticinque anni, quando sarà adulta la generazione di ragazzi e ragazze che ancora dorme beata dopo la notte di festa per l’Italia campione, resteranno i ricordi. Nell’album dei souvenir di una vita, il 9 luglio 2006 sarà gioia candida, «Quando l’Italia vinse, io…»,,

Oggi siamo a metà cammino di quel percorso previsto dal giornalista palermitano, ma chi allora era al liceo, oggi è magari laureato, si è sposato ed ha pure un figlio e, ricorda quel momento come un fantastico momento passato.

Ma tredici anni non sono molti, per ricamarci chissà quale storia. Basta pensare che il portiere di quella squadra, Buffon, che già allora non era più un giovincello, è ancora in attività, così come De Rossi (non è ancora ufficiale che abbia lasciato il calcio) , che ha calciato uno di quei cinque magici tiri dal dischetto. Per chi era un bambino, forse, tredici anni sono diventati abbastanza, perché magari ha raddoppiato l’età. All’epoca, probabilmente, a malapena sapeva andare in bicicletta. Oggi, invece, si ritrova a guidare un’automobile o a portare una moto di grossa cilindrata. Ma ripetiamo, tredici anni, nel conto di un’esistenza, non sono molti e il ricordo di quella notte di Berlino è ancora vivo.

I giocatori di quella Nazionale

I volti di quegli eroi che hanno trionfato a Berlino, oggi non hanno il viso invecchiato, tutti sono ancora rimasti giovani ai nostri occhi. Quasi tutti è vero hanno abbandonato il calcio giocato, da Zambrotta a Cannavaro, da Materazzi a Grosso, da Pirlo a Gattuso, da Camoranesi a Perrotta, da Toni a Inazghi, da Totti a Del Piero… ma in loro si legge ancora la giovinezza. Difatti per chi ha scelto la carriera di allenatore, si parla di mister in erba. Per altri invece aspettiamo ancora che facciano le loro scelte. Magari alcuni diverranno degli importanti dirigenti sportivi oppure altri diventeranno delle autorevoli voci del calcio in televisione o chissà cosa di altro.

La partita Italia-Francia

Gianni Mura, sulla Repubblica, raccontò così l’andamento della sfida: “L’ITALIA è per la quarta volta campione del mondo. Meglio ha fatto solo il Brasile. Al quarto titolo la squadra è arrivata con molta fatica, ai rigori. Nessuno degli azzurri (Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero, Grosso nell’ordine) ha sbagliato. Trezeguet, il secondo dei suoi a tirare dal dischetto, ha centrato la parte bassa della traversa. Alla fine sono stati i centimetri, non la freschezza a fare la differenza. E, ancora di più, la differenza l’ha fatta un colpo di testa di Zidane. Fino a quel momento, il migliore in campo. Aveva segnato su un rigore. Per fortuna degli azzurri, il pareggio non s’era fatto aspettare: 13′ dopo il rigore, la solita incornata micidiale di Materazzi su angolo battuto da Pirlo. Se, dopo uno scambio di opinioni con Materazzi, Zidane non gli avesse rifilato una craniata al petto, forse faremmo altri discorsi,,.

(Il pezzo è un frammento dell’editoriale del giornalista su “la Repubblica” del 10 luglio 2006).

La festa in Italia

Dopo il rigore calciato da Grosso, in Italia scoppiò una gran festa. Dal campo di Berlino, dove i giocatori festeggiavano la vittoria, la festa si riversò in tutte le maggiori piazze italiane. Città ebbre di gioia, dal Nord al Sud. Fuochi d’artificio, cortei e caroselli fino all’alba per festeggiare l’Italia Campione del Mondo. Il giorno dopo, a Roma, dinanzi a centinaia e migliaia di persona, tutta la delegazione italiana sfilò al Circo Massimo per ricevere l’abbraccio dei tifosi. Sono momenti che non si possono dimenticare. Il ricordo di quella notte non è così lontano, anche se si trova già archiviato nello scrigno della memoria.

Italia-Francia 6-5 dcr

Berlin, Olympiastadion,9 luglio 2006, ore 20.

Italia (4-4-1-1): Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi (86′ Del Piero), Gattuso, Pirlo, Perrotta (61′ De Rossi); Totti (61′ Iaquinta); Toni. Allenatore: Marcello Lippi.
Francia (4-2-3-1): Barthez; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal; Vieira (56′ Diarra), Makelele; Ribery (100′ Trezeguet), Zidane, Malouda; Henry (107′ Wiltord). Allenatore: Raymond Domenech.


Reti: Zidane su rigore 7′ (F), Materazzi 19′ (I).

Rigori: Pirlo (gol), Wiltord (gol), Materazzi (gol), Trezeguet (sbagliato), De Rossi (gol), Abidal (gol), Del Piero (gol), Sagnol (gol), Grosso (gol).

Arbitro: Horacio Elizondo (Argentina).

Note: Espulso Zidane 110′.