Il mondiale MotoGP è al suo quarto round 2021, e noi vi proponiamo la quarta anteprima stagionale, dedicata al GP spagnolo di Jerez. Sulla pista andalusa si va a correre nel suo periodo tradizionale di maggio, una situazione più “normale” rispetto alla corsa tardiva della passata stagione. I temi caldi sono tanti, soprattutto per quanto riguarda i piloti. Dei protagonisti da tenere d’occhio ne parleremo tra un attimo. Prima, esploriamo più da vicino il circuito intitolato ad Angel Nieto, il quale rappresenta una sfida tecnica molto impegnativa.


Programmazione del GP di Spagna 2021 sul circuito di Jerez


Anteprima GP di Spagna: quanto è impegnativo il circuito di Jerez?

Con i suoi 4423 m, il Circuito de Jerez non è tra i più lunghi del mondiale. Conta tredici curve, e ben 11 staccate. Ma non è un tracciato “stop&go”, bensì una pista vera, con curvoni veloci e in appoggio. Ed è per questo che piace ai piloti.

I dati di Megaride ci dicono che Jerez non è una passeggiata di salute per le gomme. Le undici staccate, di cui almeno una è impegnativa, pongono molto stress longitudinale alle gomme anteriori. La staccata di curva 1, la più dura, conta sbalzi termici anche di 60 gradi! Per la posteriore, il problema sta nei curvoni e nei cambi di direzione, che mettono a dura prova la spalla destra. Nelle curve 11 e 12 lo sbalzo termico è di 40 gradi. C’è poi il problema dello Strain Energy Loss, ossia della bassa dispersione del calore dall’interno dello pneumatico verso l’esterno. Se le temperature dell’asfalto saranno più alte della media (cosa che a Jerez capita spesso), questo fenomeno potrebbe rivelarsi addirittura un vantaggio, perché concederà più grip. Parlando di mescole, le medie potrebbero essere le più gettonate. Sulla ruota davanti l’alternativa valida è la hard, mentre dietro si potrebbe valutare la soft, se non farà troppo caldo.


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Dal punto di vista dei freni, Brembo classifica Jerez ad un livello 4 su 5 complessivi. È una pista tosta per dischi e pinze, a causa dell’alto numero di staccate. Quella di curva 1 è la più dura, perché si passa da 285 Km/h a 84 Km/h in 4,5 secondi, per una distanza di 215 m. Si applica una forza di 5,6 Kg sull’impianto, con una pressione massima di 21 bar. Numeri da capogiro, che richiederanno impianti a prova di bomba. Ma Brembo sa cosa fare.

I piloti da tenere d’occhio

Nella MotoGP, i piloti da guardare sono tre. Il primo è Marc Marquez, che ritorna sul luogo del misfatto. Qui, un anno fa, il 93 ha avuto l’infortunio che gli è costata una stagione, e per poco una carriera intera. Con quale spirito rientrerà sulla pista andalusa? Il secondo è Valentino Rossi. Il “Dottore” ha concluso un affarone con il suo team, ma la sua cassa di pilota piange. Quattro punti in tre GP è un bottino inaccettabile per un nove volte campione del mondo, quindi urge riscossa. Jerez è una pista amica, e rappresenta il terreno ideale per risorgere come l’araba fenice. Il terzo nome che vi indichiamo è Fabio Quartararo. “El Diablo” è reduce da due vittorie di fila, ed è in testa al campionato. Se vince anche qui, replicando il weekend da sogno dell’anno scorso, sarà fuga mondiale.


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Per quanto riguarda Moto2 e Moto3, gli osservati speciali sono i piloti italiani. In questo inizio di 2021, i talenti nostrani hanno raccolto un bottino misero: tre podi in entrambe le classi! Serve anche qui un’inversione di tendenza, ed il circuito di Jerez è il posto giusto. Anche perché siamo a casa degli spagnoli, e batterli sul loro campo da una soddisfazione in più. Buon GP di Spagna a tutti.

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