Antonio Conte è il nome caldo di questa primavera.

Non è ancora conclusa la stagione calcistica, ma si parla già tanto di mercato allenatori.

Tra i vari mister attualmente senza panchina, annoveriamo un fuoriclasse assoluto quale Antonio Conte.

Il mister leccese è pronto al rientro dopo un anno sabbatico a causa dell’esonero dal Chelsea e sembra che la prossima meta sia l’Italia.

Difficile stabilire la piazza, seppure alcune indicazione sono state fornite dallo stesso Conte.

Non andrà alla Roma, ritenuta piazza affascinante, ma non adeguata ad oggi, alle esigenze di un mister che vuole tornare e vincere da subito.

Possibile ritorno alla Juve

Si è detto di un ritorno alla Juve, ma le ultime pieghe in casa bianconera sembrano escludere tale possibilità.

Ieri l’incontro tra Allegri, Agnelli, Nedved e Paratici, durato quasi tre ore non ha sciolto gli ultimi dubbi e le ultime riserve sul futuro del tecnico livornese.

Un nuovo incontro ci sarà oggi, in serata, e dovrebbe portare ad una decisione definitiva, ma pare che le parti siano vicine e dovrebbero proseguire assieme.

Milan e Inter opzioni gradite per Conte

Dunque per Conte, resterebbero aperte le porte della “Madonnina”, anche se più verso Appiano Gentile che Milanello.

Anche qui però le incognite sono tante, con Marotta (AD Inter) che continua a dare per certa la permanenza di Spalletti.

In casa Milan, la situazione è ancora più complicata, con la possibilità concreta di non riuscire a qualificarsi alla prossima Champions.

L’attuale proprietà e l’AD Gazidis potrebbero in questo caso mettere in discussione non solo il tecnico Gattuso, ma anche i dirigenti dell’area tecnica e sportiva, Maldini e Leonardo.

In caso di qualificazione alla Champions invece potrebbe rimanere Gattuso al proprio posto.

Altri nomi in casa Milan

Appetibili per la dirigenza rossonera, oltre al tecnico salentino, i profili di Simone Inzaghi e Maurizio Sarri.

Quest’ultimo nonostante la buona stagione a Londra, sponda Chelsea, sembra a rischio.

Probabilmente neppure la vittoria dell’ Europa League potrebbe salvargli il posto.

Ma del resto Abramovic sembra non tenere conto dei risultati sportivi.

Come nel 2012, quando esonerò Di Matteo, nonostante la vittoria in Fa Cup e Champions League.

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