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dal canale Youtube ufficiale della NASCAR

La NASCAR debutta questa sera sul tracciato stradale di Daytona, ma dovrà fare a meno di Austin Dillon. Il pilota (e nipote) di Richard Childress è difatti risultato positivo al Covid-19, e dovrà stare lontano dalla sua Chevrolet per un po’. Dillon, vincitore della gara del Texas circa un mese fa, è in quarantena, e dovrà sottoporsi a nuovi controlli per riprendere l’attività.


Al posto di Dillon il Richard Childress Racing schiererà il giovane Kaz Grala, che fa così il suo debutto nella Cup Series.

Austin Dillon perché è out per Daytona

Secondo quanto riportato dallo stesso team, Austin Dillon si è sottoposto ad un regolare controllo, una cosa che i team hanno iniziato a fare fin da quando hanno potuto riaprire le officine. Il tampone del pilota è risultato positivo, confermando che aveva contratto l’infezione. Da allora, il pilota si è messo in isolamento volontario, applicando un rigido protocollo.

Il team fa sapere che anche la moglie ed il figlio di Dillon (di poche settimane) hanno contratto il coronavirus. Nessuno di loro, però, ha mostrato sintomi.

La procedura della NASCAR, in questi casi, è semplice. Dillon dovrà sottoporsi ad altri due tamponi prima di sapere il suo destino. In caso di doppia negatività, il 30enne di Charlotte potrà riprendere in mano la sua Camaro numero 3.

La NASCAR gli garantirà inoltre un “medical waiver”, ossia la possibilità di accedere ai playoff. Regolamento alla mano, chi non partecipa a tutte le gare “regolari” non ha la possibilità di accedere alla fase successiva, salvo cause di forza maggiore.

L’assenza forzata di Dillon equivale alla grande occasione per Kaz Grala. Originario di Boston, Grala proviene dalla serie cadetta XFinity, dove conta 29 partenze e sette piazzamenti nella top ten. Grala ha anche una piccola esperienza nella Truck Series, con una vittoria, una pole, 14 top ten e 32 gare all’attivo. Non ha mai girato su una vettura Cup, e dovrà farlo direttamente in gara.

Gli stop precedenti

Quello di Austin Dillon è il quarto caso di un pilota NASCAR che deve fermarsi causa coronavirus. Il primo caso, il più eclatante, è stato quello di Jimmie Johnson. Il sette volte iridato ha contratto il virus dalla moglie durante una vacanza in Colorado, ed è stato obbligato a saltare la Brickyard 400 ad Indianapolis. Non ha mai sviluppato sintomi, ed è rientrato dopo appena quattro giorni.

Il secondo caso è stato di Brendan Gaughan, il quale ha contratto l’infezione nei pressi della sua residenza a Las Vegas. Gaughan, che si ritirerà alla fine di quest’anno, ha avuto sintomi lievi che ha smaltito anche lui in breve tempo.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Spencer Davis, pilota della serie Truck che per lo stesso motivo ha dovuto rinunciare all’ultima corsa della categoria, al Michigan International Speedway. Pochi giorni fa ha superato l’ultimo controllo, e sarà regolarmente al via nella gara di Daytona.

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